Il turismo entra sempre più nelle strategie delle distillerie trentine. Secondo un’indagine dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino (Itgt), l’87% delle aziende associate è aperto al pubblico e organizza visite guidate, mentre circa il 70% considera il turismo un asset strategico per il futuro del comparto.
L’indagine fotografa un settore che punta sempre più sull’accoglienza e sulle esperienze legate alla cultura della distillazione. Molte aziende stanno infatti investendo nel potenziamento dei servizi, dalle infrastrutture agli strumenti digitali, con l’obiettivo di rendere più semplice la prenotazione delle visite e migliorare la promozione online.
“Il legame tra grappa trentina, territorio e accoglienza rappresenta una leva fondamentale per raccontare il valore culturale e produttivo delle nostre distillerie – spiega il presidente dell’Itgt, Alessandro Marzadro –. I dati confermano che molte aziende sono già aperte ai visitatori e che c’è la volontà di sviluppare esperienze sempre più strutturate, capaci di unire qualità del prodotto, identità locale e promozione turistica”.
Dall’indagine emerge inoltre che il 60% delle distillerie è aperto tutto l’anno, mentre le altre operano su richiesta o durante specifici periodi stagionali, una flessibilità spesso legata alla natura familiare delle aziende.
Per Marzadro, il grappaturismo rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare le distillerie non solo come luoghi di produzione, ma anche come spazi in cui raccontare la storia, la cultura e le tradizioni del territorio.
Fondato nel 1960, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino riunisce oggi 24 soci, che rappresentano la quasi totalità della produzione regionale. Ogni anno in Trentino vengono prodotti circa 7.500 ettanidri di grappa, pari a circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti, ottenute dalla distillazione di 130 mila quintali di vinacce.