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Turismo e dintorni

Piccoli borghi in Sicilia, ecco la classifica dei più virtuosi: “Così il turismo genera valore”

02 Luglio 2026
Veduta panoramica di Piedimonte Etneo vista dalla zona dell’Etna con vista mare, Taormina e sullo sfondo la Calabria Veduta panoramica di Piedimonte Etneo vista dalla zona dell’Etna con vista mare, Taormina e sullo sfondo la Calabria

A fotografare il fenomeno è l'Osservatorio sul Turismo Diffuso in Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti per Airbnb, che ha elaborato una graduatoria dei comuni italiani in cui l'ospitalità diffusa produce il maggiore impatto economico. Spicca Piedimonte Etneo, ne abbiamo parlato col sindaco della realtà in provincia di Catania

Non sono solo Taormina, Cefalù o le spiagge più celebri ad attirare i turisti in Sicilia. A crescere è anche l’interesse per i piccoli centri dell’entroterra, dove il turismo diffuso sta contribuendo a generare nuove opportunità economiche. A fotografare il fenomeno è l’Osservatorio sul Turismo Diffuso in Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti per Airbnb, che ha elaborato una classifica dei comuni italiani in cui l’ospitalità diffusa produce il maggiore impatto economico.

Secondo lo studio, in Italia sono oltre 680 i comuni raggiungibili dai visitatori esclusivamente grazie agli alloggi dell’ospitalità diffusa, in assenza di strutture ricettive tradizionali. In Sicilia questo modello assume un ruolo particolarmente importante nelle aree interne e nei piccoli borghi: nel 2025 gli ospiti Airbnb hanno infatti generato 22 milioni di euro di Prodotto interno lordo nei comuni dell’isola con meno di 30 mila abitanti.

Tra i centri siciliani con meno di 5 mila residenti è Piedimonte Etneo, alle pendici dell’Etna, a conquistare il primo posto della graduatoria, con oltre 105 mila euro di spesa turistica generata dagli ospiti Airbnb nel corso del 2025. Sul podio anche Lascari, in provincia di Palermo, con oltre 33 mila euro, e Collesano, nel cuore delle Madonie, che supera i 29 mila euro.

Nella classifica figurano anche altri borghi simbolo della Sicilia più autentica: Graniti e Motta Camastra, nella Valle dell’Alcantara, Cattolica Eraclea, porta d’accesso alla Valle dei Templi, e San Marco d’Alunzio, affacciato sul Parco dei Nebrodi. Lo studio evidenzia come l’ospitalità diffusa rappresenti spesso l’unica possibilità di soggiorno in questi territori, contribuendo non solo ad attrarre visitatori ma anche a distribuire i benefici economici del turismo lontano dalle destinazioni più affollate.

Esprime evidente soddisfazione il sindaco di Piedimonte Etneo, Ignazio Puglisi. A Cronache di Gusto ha sottolineato: “I punti di forza di Piedimonte sono diversi – dice -. Sicuramente la posizione strategica, nel cuore di un triangolo ideale tra mare, Etna e Taormina, che stiamo cercando di valorizzare sempre di più. A questo si aggiunge il lavoro fatto negli anni sulla reputazione del paese: un centro oggi percepito come accogliente, ordinato, con una forte attenzione al verde pubblico e alla qualità degli spazi urbani. Anche questo ha inciso nella crescita dell’attrattività turistica”.

“Un ruolo importante – ha proseguito – lo svolgono anche gli eventi, come la Festa della Vendemmia, che a settembre richiama molti visitatori e genera ritorni nel tempo. In generale abbiamo un territorio ricco, che stiamo lavorando per valorizzare ulteriormente”. Sul tema del turismo come leva contro lo spopolamento, il sindaco evidenzia una strategia già in atto: “Siamo convinti che il turismo possa rappresentare una delle principali strade di sviluppo per il futuro di Piedimonte. L’obiettivo è proprio quello di trasformare la posizione e le risorse del territorio in nuove opportunità di lavoro, soprattutto per le giovani generazioni”.

Puglisi ha aggiunto: “Stiamo lavorando in questa direzione, anche attraverso la programmazione urbanistica, puntando sulla conservazione del territorio e sulla riduzione della cementificazione, al di sotto dei minimi di legge. Vogliamo riqualificare il patrimonio immobiliare esistente, che è uno dei nostri punti di forza”.

Il sindaco sottolinea anche la crescente connessione con il mondo del vino: “Abbiamo consolidato il rapporto con il settore vitivinicolo: il Consorzio di tutela dell’Etna Doc ha sede proprio a Piedimonte e questo rappresenta un ulteriore elemento di identità e sviluppo. Parallelamente stiamo portando avanti iniziative sull’inclusività e sull’invecchiamento attivo, perché una popolazione che cresce in età ha bisogno di servizi e di una comunità coesa”.

“L’idea – ha concluso – è quella di costruire un modello di buona amministrazione che possa diventare un esempio anche per i comuni vicini: valorizzare ciò che abbiamo, tutelarlo e offrirlo in modo adeguato a chi viene a trovarci”.