Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vino e dintorni

Collio Evolution 2026: il Pinot Grigio tra territorio, stili e sfumature. Focus sulle masterclass

Daniele Cernilli e la masterclass Daniele Cernilli e la masterclass

Si è appena conclusa la seconda edizione di Collio Evolution, quest’anno dedicata al Pinot Grigio. Sono stati oltre 60 i giornalisti italiani e internazionali presenti che hanno potuto incontrare i produttori di 50 aziende e degustare le oltre 250 etichette proposte. L’evento che aveva un target per addetti ai lavori ha visto anche più di 500 visitatori.

Se la prima edizione è stata una sorpresa per l’interesse suscitato, la seconda non è stata da meno, infatti la manifestazione ha registrato un grande successo, evidenziato dai commenti dei molti intervenuti che hanno potuto così fare un focus su un vitigno che rappresenta in pieno questo territorio. Protagonista di questa edizione è stato, come precisato all’inizio, il Pinot Grigio, raccontato attraverso il tema “Oltre il vitigno. Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio”. Prima varietà della Denominazione, con quasi il 30% della produzione, il Pinot Grigio è un vitigno conosciuto in tutto il mondo che nel Collio trova un’espressione propria, legata ai suoli, ai microclimi e alle diverse sensibilità dei produttori.

Il programma si è aperto sabato 24 ottobre a Gorizia con la masterclass di Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, che ha proposto un excursus storico sul Pinot Grigio dal titolo “L’Evoluzione del Pinot Grigio nel Collio”. Sono stae descritte le principali tappe della diffusione del vititgno in Europa, fino al suo arrivo nel Collio ad opera del conte Theodor de la Tour, che nel 1877 sposò la nobile Elvine Ritter de Zahony, portatrice di una ricca dote comprendente la tenuta di Russiz Inferiore (oggi Villa Russiz) e poi al successo commerciale del Pinot Grigio di Santa Margherita, nato nel 1961. Un bianco che diventò il modello di vino italiano non affinato in legno, realizzando nelle vendite numeri senza precedenti e facendo da apripista ad altri produttori. A questo seguì l’inizio della produzione nel Collio intorno agli anni Settanta.

Otto le etichette proposte, divise in due batterieda quattro, la prima composta dai Pinot Grigio ramati e la seconda dai bianchi. Questo proprio per voler mettere in evidenza lo stile seguito all’inizio, quando non esistevano le moderne presse e quindi era a dir poco difficile ottenere un bianco dal vitigno in questione, per poi arrivare alla tendenza attuale che vede sia vini bianchi, sia un ritorno alle origini con il Pinot Grigio ramato che però, vinificato con le tecnologie di oggi, spesso asssume una connotazione leggermente diversa, presentandosi più scarico di colore rispetto al passato e con un’acidità più pronunciata.

Di seguito i vini nell’ordine in cui sono stati degustati:

Collio Pinot Grigio Joy 2025 – Castello di Spessa: di colore ramato brillante, ha un naso pulito e fragrante di frutta maura come ciliegia e fragola di bosco, seguito da un palato che combina bene la freschezza con una buona struttura.

Collio Pinot Grigio Clas 2024 – Livon: ha una tonalità più pallida, con una punta di aranciato. Il frutto che ricorda una susina rossa appare meno maturo rispetto al precedente vino e inoltre l’acidità è più pronunciata.
Collio Pinot Grigio 2024 – Tenuta Borgo Conventi: più carico nelle tinte ramate, offre sentori di frutta rossa matura e un sorso maggiormente orientato sulle morbidezze.

Collio Pinot Grigio Coldigrotta 2022 – Colmello di Grotta: qui c’è sicuramente una macerazione più spinta, come si evince dal colore che va quasi verso il rosso, dal corpo più importante e dalla leggera tannicità.

Collio Pinot Grigio 2025 – Borgo Savaian: giallo paglierino, all’olfatto è dominato da profumi di pera fresca. E’ snello e rinfrescante.

Collio Pinot Grigio 2025 – Francesco Rotolo: ottime l’intensità e la definizione della frutta che va dalla pera alla susina gialla, caratterizzando anche il gusto di un palato equilibrato.

Collio Pinot Grigio 2025 – Sturm: il giallo verdolino che ossrviamo nel calice è un eloquente biglietto da visita per questo bianco che spinge molto sull’acidità con un profilo più tagliente.

Collio Pinot Grigio 2025 – Villa Russiz: si presenta appena ramato, con un naso nel quale troviamo la pera fresca, ma anche una parte più ricca che vira verso i toni del rosso. Poi in bocca è vivo, agile, ma anche dotato della giusta struttura.

In serata, nella Sala Verdi di Palazzo De Bassa, il convegno inaugurale ha ospitato la presentazione della ricerca “Collio Experience – La parola all’HoReCa”, realizzata da Nomisma Wine Monitor, e della quale potete trovare le analisi nell’articolo che troverete a questo link.

Domenica 25 ottobre Collio Evolution si è trasferito a Cormòns, dove Cristina Mercuri MW ha guidato la stampa in un’analisi delle caratteristiche del Pinot Grigio del Collio, tra luoghi d’origine e scelte di cantina, masterclass dal titolo “The Transparent Grape – Reading Collio through Pinot Grigio”, che ha avuto come obiettivo quello di mettere in evidenza attraverso due gruppi di vini gli elementi che determinano gli stili del Pinot Grigio nel Collio: il luogo e la persona. Così nei primi tre vini si è cercato più il legame con i territori di origine, mentre negli altri tre si è visto come la scelta del produttore si rifletta nelle caratteristiche riscontrate nei calici.

Ecco i vini protagonisti del tasting:

Collio Pinot Grigio Rocciaponca 2025 – Fantinel Tenuta Sant’Helena: è frutto di vigneti situati a 150 metri sul livello del mare nel territorio notoriamente fresco di Dolegna del Collio (estremità nord occidentale della denominazione). Mela verde, agrumi e una punta balsamica precedono un palato che associa un’acidità rinfrescante ad una certa morbidezza. Un bianco non particolarmente lungo, ma ben definito.

Collio Pinot Grigio Villa Canlungo 2025 – Collavini: le uve provengono da diverse zone, tra 110 e i 140 metrisul livello del mare. Presenta un profilo olfattivo giovanile, fresco e fruttato. E’ più vibrante nell’acidità e chiude lungo su note sapide.

Collio Pinot Grigio Mongris 2025 – Marco Felluga: sempre da diverse zone, ma con altitudini comprese tra 60 e 270 metri sul livello del mare. Cresce in complessità grazie a sentori di erbe aromatiche e ad un tocco di pietra focaia che accompagnano la frutta. Sorso lineare, teso e ancora più lungo.

Collio Pinot Grigio 2025 – Russiz Superiore: il 15 per cento fermenta in fusti di rovere. La pera e una nota balsamica sono seguite da una leggerissima tostatura. In bocca c’è tensione, ma soprattutto una buona presenza tattile per questo bianco dotato di maggiore profondità e consistenza.

Collio Pinot Grigio Jesera 2025 – Venica&Venica: fa qualche ora di macerazione e poi matura in botte grande. Colore ramato, ma non molto intenso. Profuma di pesca, pera, mela rossa e melagrana. E’ tanto slanciato quanto cremoso e rotondo. In questo caso la tecnica fa sì che l’acidità si unisca ad una buona morbidezza glicerica.

Collio Pinot Grigio Skin 2020 – Primosic: va incontro a 6-8 giorni di macerazione sulle bucce in tini aperti e, successivamente, matura alcuni mesi in botti di rovere di Slavonia da 600 litri. Ramato intenso, si avvicina quasi al rosso. E’ ricco all’olfatto con frutta, setori floreali soprattutto di rosa e una netta balsamicità. Appagante il sorso che fa leva su un gusto intenso e su una buona presenza tannica, senza venir meno in freschezza. Gastronomico.

In entrambi i casi, luogo o persona, viene fornito un fedele racconto del territorio, che quindi può essere interpretato in modi diversi, mantenedo la sua essenza. Poi è emersa anche un’altra importante considerazione: “Oggi il Pinot Grigio del Collio si pone sui mercati internazionali come l’alternativa più chic al Pinot Grigio veneto della grande distribuzione”. Si dà così una collocazione più precisa ad una tipologia che non è solamente definita dal vitigno, ma anche dal territorio.

Per dare una visione ancor più analitica sulle varie espressioni del Pinot Grigio, ai giornalisti è stata riservata anche una degustazione tecnica di circa novanta campioni, dall’annata 2025, fino ad arrivare alla 1999. Le giornate di domenica e lunedì la Sala Civica e la Sala di Rappresentanza del Comune di Cormòns ha accolto il walk around tasting con le 50 aziende della Denominazione. Luca Raccaro, presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, spiega: “Abbiamo scelto di raccontare un vitigno che il mondo conosce solo in parte e in questo contesto il Collio ha dimostrato di saperne dare letture diverse, profonde, riconoscibili. Le annate più vecchie degustate in questi giorni ci hanno confermato che il nostro Pinot Grigio sa evolvere nel tempo senza perdere la propria identità. È un messaggio importante per il mercato e uno stimolo per tutti i produttori”.

“Con questa seconda edizione Collio Evolution ha trovato la sua forma: un appuntamento in cui il Collio si mette alla prova davanti a stampa, operatori e appassionati” sottolinea Lavinia Zamaro, direttrice del Consorzio, aggiungendo: “La domanda che ci siamo sentiti fare più spesso in questi giorni è stata: quale sarà il vitigno del prossimo anno? Per ora non lo sveliamo, ma possiamo già dare una certezza: Collio Evolution tornerà come sempre a fine ottobre, il 24 e 25 ottobre 2027”.

Collio Evolution 2026 è realizzato con il supporto di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e con il patrocinio di Comune di Cormòns, Comunità del Collio e Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia.