Di solito non pubblichiamo i suggerimenti che girano in rete su cosa bere. Ma se a farlo è il New York Times, allora bisogna dargli una lettura. Eric Asimov è un critico che, come abbiamo scoperto negli anni, a volte sta lontano dal mainstream. Ma tuttavia essere citati nelle sue classifiche può migliorare anche le performance commerciali. Ecco la classifica stilata da lui con tutti i vini da bere in questo scorcio di fine estate.
L’estate, almeno a tavola, non è una questione di colore. A ricordarlo è Eric Asimov, noto critico del New York Times, che nella sua più recente selezione individua 12 bottiglie da bere quando il caldo non ha ancora intenzione di lasciare spazio all’autunno. E tra bianchi, rosé e rossi leggeri ci sono anche tre vini italiani. Si tratta di: Ampeleia Toscana Unlitro Bianco 2025, Tiberio Cerasuolo d’Abruzzo 2025 e Istine Chianti Classico 2023.
Il principio da cui parte Asimov è semplice: non è il colore a determinare la stagionalità di un vino, ma il suo peso. In altre parole, anche un rosso può essere perfettamente adatto alle alte temperature, a patto che sia poco strutturato, moderato nell’alcol e, perché no, servito leggermente fresco. Il critico indica come riferimento una gradazione non superiore al 13,5%.
Una scelta che amplia parecchio il campo rispetto alla consueta coppia estiva di bianchi e rosati. “I rossi possono essere ottimi anche quando fa caldo”, osserva Asimov nel suo articolo, soprattutto quando sulla griglia finiscono bistecche, costine o hamburger.
I tre italiani scelti da Asimov
Il primo italiano che compare nella selezione è Ampeleia Toscana Unlitro Bianco 2025, 11,5% di alcol. È un blend di Vermentino, Malvasia e Trebbiano Toscano, prodotto con uve da agricoltura biologica o biodinamica coltivate in altura nella Maremma toscana. Asimov lo definisce “vivace, secco e rinfrescante, suggerendolo con piatti come la pasta al pesto o preparazioni a base di gamberi”. Nella sua recensione ricorda anche l’Unlitro rosso della stessa azienda, a conferma di una filosofia produttiva che ben si inserisce nel tema della selezione.
Il secondo nome italiano è quello di Tiberio Cerasuolo d’Abruzzo 2025, 13,5%. Un rosato dalla particolare tonalità color ciliegia, prodotto interamente con Montepulciano d’Abruzzo dai fratelli Antonio e Cristiana Tiberio. Asimov sottolinea proprio “la peculiarità del Cerasuolo, distante dal rosa pallido di molti rosé provenzali”, e ne apprezza il carattere gastronomico: un vino che, secondo il critico, “può accompagnare praticamente qualsiasi piatto”.
Il terzo è un rosso, e forse è proprio questa la scelta che meglio sintetizza la filosofia dell’articolo. Si tratta dell’Istine Chianti Classico 2023, 13,5%, prodotto da Angela Fronti a Radda in Chianti. “Da anni ormai ne esalto le qualità”, sottolinea Asimov. E’ un Sangiovese in purezza che Asimov considera “elegante, ricco di sapore e versatile”. “Provatelo in abbinamento a una tagliata di manzo o a un qualsiasi piatto di pasta con sugo di pomodoro”, dice il critico.
Gli altri nove vini della selezione di Eric Asimov sono:
Camp North Coast Cabernet Sauvignon 2023 – California, 13,1%
Forlorn Hope Queen of the Sierra Rorick Heritage Vineyard Calaveras County 2023 – California, 12,6%
Nicolas Carmarans Vin de France Maximus 2024 – Francia, 11,5%
Forge Cellars Seneca Lake Breakneck Creek Vineyard Dry Riesling 2023 – Finger Lakes, Stati Uniti, 12,2%
Outward San Luis Obispo Coast Coquina Vineyard Sauvignon Blanc 2025 – California, 12,1%
Martha Stoumen California Post Flirtation Red 2023 – California, 12,5%
Cantalapiedra Viticultores Majuelos del Chiviritero 2024 – Rueda, Spagna, 13,5%
Domaine de Montbourgeau Crémant du Jura Brut Zéro NV – Jura, Francia, 12,5%
Lady of the Sunshine San Luis Obispo Coast Rosé 2025 – California, 12%