Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vino e dintorni

I dieci vini imperdibili al Vinitaly 2026… secondo Federico Latteri

09 Aprile 2026
Federico Latteri Federico Latteri

Continuiamo con i nostri consigli dei vini da assaggiare assolutamente alla prossima fiera internazionale dedicata a vini e distillati

Proseguiamo con i suggerimenti del giornalista Federico Latteri che ha selezionato una lista di vini imperdibili da gustare al prossimo Vinitaly. Qui, invece, il link per leggere le dieci etichette che meritano di essere provate assolutamente secondo Daniele Cernilli, alias DoctorWine, mentre cliccando qui è possibile leggere la selezione proposta da Giancarlo Gariglio.

Barolo Riserva Sarmassa Vigna Bricco – Brezza Hall 10 Stand L3
Frutto della vigna Bricco, una parcella situata in una posizione molto favorevole con esposizione a sud nell’Mga Sarmassa, viene imbottigliato singolarmente solo nelle annate ritenute all’altezza. E’ un grande Barolo di stile tradizionale che non si dimentica facilmente per la sua capacità di trasmettere sensazioni uniche e il suo evidente potenziale di invecchiamento.
Brunello di Montalcino Vigna Montosoli – Canalicchio di Sopra Hall 9 Stand B6-33
Semplicemente uno dei migliori vini assaggiati negli ultimi mesi. Si distingue per il piglio deciso, l’energia e la precisione, con un bouquet rìcco di sfumature e un sorso vivo e lunghissimo. Sappiamo tutti che Montosoli è una delle zone più importanti di Montalcino e questo Brunello lo sottolinea in modo perentorio.
Langhe Nebbiolo – Cascina Fontana Hall 10 Stand H2
Pur rappresentando un approccio più facile ai vini di Langa rispetto al Barolo, questo Nebbiolo racconta molto bene il territorio, collocandosi decisamente al di sopra della media della tipologia. Merito di Mario Fontana, un grande vignaiolo che arricchirà la vostra degustazione con la sua passione e i suoi racconti.
Marsiliano – La Sibilla Hall B Stand 141
Azienda tra le più performati dei Campi Flegrei, La Sibilla è conosciuta principalmente per la Falanghina da singolo vigneto Cruna Delago. Ma tra le sue etichette ci sono altri piccoli gioielli, come il Marsiliano, un rosso dal carattere tanto mediterraneo quanto vulcanico, ottenuto da Marsigliese per il 75 %, più altre quattro varietà autoctone.
Lugana TreCampane – Marangona Palaexpo Stand B4
In passato ho già inserito i vini di questa azienda tra gli assaggi imperdibili da fare al Vinitaly, ma, come tutti noi sappiamo, “repetita iuvant”. Questo Lugana è un bianco buonissimo di stampo spiccatamente gardesano, tra note salmastre, pienezza aromatica e precisione. Inoltre, ogni anno viene offerta la possibilità di fare una verticale, spingendosi indietro di diversi anni.
Collio Friulano Valeris – Muzic Hall 6 Stand A8
Una delle più grandi sorprese tra gli assaggi fatti lo scorso autunno. Freschezza, slancio, giusta consistenza e un intrigante corredo aromatico sono i tratti salienti di questo bianco che mostra in modo diretto e convincente la grande qualità della materia prima, tenendosi lontano da inutili piacionerie.
Chianti Classico Gran Selezione Vigna Gittori – Riecine Hall 9 Stand D3-1
Il Vigna Gittori rappresenta l’apice di una gamma che annovera Chianti Classico di assoluto valore anche nelle tipologie “annata” e Riserva. Nitidezza, acidità sferzante e una tessitura fitta e ordinata sono solo alcuni degli elementi che renderanno avvincente la degustazione. Non è per nulla banale dire che in questo caso sia territorio che visione aziendale contribuiscono al risultato.
Costa d’Amalfi Ravello Banco Vigna Grotta Piana – Ettore Sammarco Hall B Stand 80
C’è il calore del sole, c’è la brezza del mare, c’è la forza di un luogo estremo e c’è anche la fatica dell’uomo che riesce a tirar fuori grandi cose, adattandosi ad ogni difficoltà. Tutto questo si fonde nel Vigna Grotta Piana, un bianco di rara intensità che ci regala i profumi e i sapori di quell’angolo unico di Mediterraneo che è la Costiera Amalfitana.
Trebbiano d’Abruzzo Fonte Canale – Tiberio Hall C Stand 216 MMW
Uve provenienti da un vigneto a pergola di oltre 90 anni e una vinificazione senza alcuna pressatura, con il mosto da sgrondo statico che fermenta per mezzo di lieviti indigeni ci regalano questo bianco starordinario. Forza, profondità e incisività vi lasceranno senza parole.
Chianti Classico Gran Selezione – Vecchie Terre di Montefili Hall 9 Stand B2
E’ lo specchio di uno dei più interessanti terroir di Panzano in Chianti, interpretato con una particolare sensibilità e una sapiente tecnica, rivolta ad esaltare le peculiarità del Sangiovese coltivato in questa zona. Definizione olfattiva, freschezza e finezza tannica sono alla base di un vino che non ha bisogno di mostrare i muscoli, ma colpisce per il grande equilibrio.