Michael Tischler-Zimmermann, Ceo di Ötw ci racconta come è nata l’associazione Ötw (Österreichische Traditionsweingüter), che comprende i migliori vigneti dell‘Austria. Un progetto creato per far conoscere le eccellenze del mondo del vino austriaco puntando sulle caratteristiche di ogni singolo vigneto, del suo terroir, delle sue peculiarità e della sua storia. Un’idea che ha elevato la qualità di vini e la reputazione della produzione austriaca a livello mondiale.
Come è nata ÖTW e cosa rappresenta oggi nel panorama del vino austriaco?
Ötw (Österreichische Traditionsweingüter) è stata fondata nel 1991 da un piccolo gruppo di viticoltori visionari nella regione del Danubio. La loro idea era semplice, ma molto ambiziosa: se l’Austria voleva essere riconosciuta come un grande paese del vino, doveva spiegare l’origine dei suoi vini in modo più preciso. Non solo i vitigni, non solo le regioni, ma i singoli vigneti. Oggi, Ötw rappresenta una comunità di aziende leader, provenienti da diverse regioni dell’Austria. Ötw è sinonimo di terroir d’origine, artigianalità, responsabilità e una visione a lungo termine fondata sulla qualità. Nel panorama vinicolo austriaco, Ötw è diventata una delle forze trainanti del dibattito sulla valorizzazione dei singoli vigneti, sulla classificazione e sul valore culturale dei paesaggi vitivinicoli. Per me, Ötw non è solo un’associazione, rappresenta la consapevolezza condivisa che i migliori vini austriaci siano profondamente legati al territorio.
È stato difficile classificare i vigneti Ötw? Quali criteri sono stati seguiti? Purtroppo, in Italia sembra impossibile classificare i vigneti in modo qualitativo, mentre in Francia e in Austria ciò è avvenuto anche di recente.
Sì, è stato difficile. E lo è ancora. La classificazione dei vigneti non è mai una semplice operazione di marketing. Coinvolge storia, geologia, clima, viticoltura, qualità dei vini, reputazione e, naturalmente, emozioni. Il processo ÖTW è iniziato con una valutazione di lungo periodo dei vigneti. Abbiamo considerato la rilevanza storica, le caratteristiche geologiche e climatiche, la costanza della qualità dei vini nel corso di molte annate, la reputazione dei vini sul mercato e la capacità di un vigneto di produrre vini con un carattere chiaro e distintivo. Una classificazione non deve basarsi su una singola annata eccezionale o su un produttore famoso. Deve abbracciare criteri più ampi. Il vigneto stesso deve dimostrare il suo potenziale nel tempo e attraverso l’opera di diversi produttori. Il metodo austriaco è forse diverso dal modello francese. Siamo ancora giovani in questo tipo di lavoro e continuiamo a imparare. Ma il principio è chiaro: la classificazione richiede trasparenza, disciplina, dati, esperienza di degustazione e pazienza.
I vini Ötw sono ormai apprezzati in tutto il mondo. Come è cambiata la reputazione internazionale dei vini austriaci?
La reputazione internazionale del vino austriaco è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. Un tempo l’Austria era conosciuta principalmente grazie al Grüner Veltliner e ad alcuni sommelier che apprezzavano i nostri vini bianchi. Oggi, l’Austria è considerata nel mondo del vino come uno dei Paesi più precisi, dinamici e affidabili d’Europa. Ciò che è cambiato è il livello di fiducia. I viticoltori austriaci non cercano più di imitare gli altri. Hanno trovato la loro strada: vini freschi, limpidi, con un moderato contenuto alcolico, molto versatili negli abbinamenti a tavola, caratterizzati da una forte identità legata al terroir d’origine e dotati di un eccellente potenziale di invecchiamento. Anche le esportazioni testimoniano questa evoluzione. Nel 2025, l’Austria ha esportato 60,6 milioni di litri di vino per un valore di 218,9 milioni di euro. Questo ci dice qualcosa di importante: l’Austria non è un grande paese vinicolo, ma sta acquisendo sempre maggiore visibilità nei mercati orientati alla qualità.
Quanti produttori sono membri di Ötw e quante bottiglie producono in totale ogni anno?
Ötw attualmente riunisce 91 aziende provenienti da otto diverse regioni vinicole dell’Austria. Purtroppo non dispongo di una cifra affidabile sul numero di bottiglie prodotte. Complessivamente, i nostri membri coltivano circa 3.600 ettari di vigneti, che rappresentano circa l’8% della superficie vitata austriaca. Vorrei però aggiungere che il volume non è l’obiettivo principale di Ötw. I nostri membri spaziano da aziende a conduzione familiare a grandi cantine storiche. Ciò che li unisce non è la dimensione, ma l’impegno per valorizzare il terroir d’origine, i vigneti classificati e gli standard condivisi.
Cosa rappresenta Ötw Single Vineyard Summit per il movimento del vino austriaco?
Ötw Single Vineyard Summit è oggi uno dei più importanti eventi internazionali per quanto riguarda i vini austriaci provenienti da singoli vigneti. Riunisce giornalisti, sommelier, importatori ed esperti di vino in Austria, offrendo loro l’opportunità di degustare i nostri vini più importanti in un contesto professionale e mirato. Il Summit mette in evidenza come l’Austria viene percepita dalla stampa e internazionale e nei diversi mercati del mondo. Inoltre, offre un palcoscenico comune per regioni austriche che a volte vengono valutate separatamente. Lo considero un motore fondamentale per il movimento del vino austriaco.
Tutti i vini presentati all’edizione 2026 di Ötw Single Vineyard Summit saranno certificati biologici, biodinamici o “Sustainable Austria”. Quanto è importante questo oggi in Austria e sui mercati internazionali?
Si tratta di uno sviluppo importante, che consideriamo parte di una più ampia visione della qualità. In molti mercati di fascia alta, la sostenibilità è ormai strettamente legata a questioni di identità territoriale, artigianalità e credibilità a lungo termine. L’Austria è già molto forte in questo campo. Nel 2025, 10.432 ettari di vigneti austriaci erano già certificati biologici, pari al 25% della superficie vitata nazionale. Per quanto riguarda ÖTW Single Vineyard Summit 2026, la decisione è chiara: ogni vino presentato deve provenire da un’azienda certificata biologica, biodinamica o “Sustainable Austria”. Si tratta di credibilità. Se parliamo di grandi vigneti, dobbiamo anche parlare di come ce ne prendiamo cura. A livello internazionale, questo è particolarmente importante per sommelier, importatori e giovani professionisti del settore, che sono alla ricerca di vini di qualità, ma anche di prodotti realizzati in modo sostenibile.
L’Austria è da sempre famosa per i suoi vini bianchi, ma con gli effetti del cambiamento climatico sta producendo anche ottimi rossi. Cosa sta cambiando?
L’Austria rimane un Paese di vini bianchi nella sua vocazione principale. Grüner Veltliner, Riesling, Wiener Gemischter Satz e i vitigni della Borgogna sono fondamentali per la nostra reputazione. Ma i vini rossi sono diventati molto più precisi e molto più importanti a livello internazionale. I cambiamenti climatici giocano un ruolo fondamentale. Raggiungere la maturazione è più facile rispetto a decenni fa. Ma il vero cambiamento è stilistico. I migliori vini rossi austriaci di oggi non cercano di essere molto strutturati o potenti. Stanno diventando più raffinati, più trasparenti e più legati al territorio d’origine. E a mio avviso, i produttori di vino rosso hanno trovato la vera identità austriaca nel modo in cui oggi interpretano i loro terreni e i loro vitigni. Il Blaufränkisch è forse l’esempio più interessante. Può esprimere freschezza, note speziate, una piacevole tessitura e l’espressione del terroir, in sintonia con il gusto tipicamente europeo. Anche Zweigelt e Saint-Laurent hanno un grande potenziale se trattati con attenzione e sensibilità. Soprattutto perché il Saint-Laurent a un certo punto della maturazione smette di produrre zucchero.
Quale futuro vede per i vini Ötw?
I vini Ötw rispondono a molte delle domande che gli appassionati di vino si pongono oggi. Da dove proviene il vino? Chi lo ha prodotto? Come è stato coltivato il vigneto? Il vino esprime un territorio? Può invecchiare? Ha un significato culturale? I vini Ötw non sono pensati per le mode passeggere. Sono vini dalla natura profonda, con una precisa identità e con una prospettiva di lungo termine. Questo conferisce loro una posizione di rilievo in un mondo in cui molti consumatori bevono meno, ma in modo più consapevole. Il futuro sarà all’insegna della chiarezza. Dobbiamo spiegare ancora meglio i nostri vigneti. Dobbiamo rendere comprensibile la classificazione. E dobbiamo dimostrare che i vini austriaci provenienti da single vigne appartengono alla stessa famiglia culturale ed emotiva dei grandi vini europei.
Quali sono i progetti per i prossimi anni?
Il nostro obiettivo principale è quello di approfondire e affinare il lavoro già avviato. Vogliamo rafforzare il sistema di classificazione, migliorare la comunicazione dei nostri vigneti e dei nostri produttori, sviluppare ulteriormente le regioni Ötw e accrescere la visibilità internazionale. Il Single Vineyard Summit rimarrà una evento centrale. Vogliamo inoltre investire maggiormente in formazione, degustazioni, masterclass e strumenti digitali che aiutino professionisti e consumatori a comprendere l’identità dei vini austriaci. Un altro tema importante è quello delle nuove generazioni e della formazione. Dobbiamo assicurarci che l’idea del terroir d’origine dei singoli vini non venga comunicata come qualcosa di vecchio o complicato. L’origine del vino può diventare un concetto molto contemporaneo. Collega paesaggio, cultura, sostenibilità e gusto.
Perché un appassionato Italiano dovrebbe scegliere un vino austriaco, in particolare un vino Ötw?
Credo che gli appassionati italiani conoscano bene il concetto di origine. Sanno che un vino è più del frutto di un semplice vitigno. Rappresenta un paesaggio, una cultura, una famiglia, una storia e una tavola. I vini Ötw offrono freschezza, precisione e profondità. Si abbinano molto bene al cibo, invecchiano magnificamente e parlano un linguaggio molto chiaro. Per un appassionato Italiano, il vino austriaco può essere una scoperta che però richiama esperienze di degustazione già familiari. Possiede la freschezza alpina, il carattere mitteleuropeo e una grande versatilità gastronomica. In particolare, i vini Ötw mettono in luce il lato più ambizioso di questa visione: vigneti singoli, cura artigianale e un profondo rispetto per il territorio.
Anche in Austria si osserva un calo del consumo di vino?
L’Austria non è estranea a questa tendenza internazionale. In generale, le persone bevono meno alcol, le giovani generazioni hanno abitudini diverse; la salute, lo stile di vita e la sensibilità al prezzo sono tutti elementi che giocano un ruolo importante. Credo però che dobbiamo essere cauti nell’interpretare questo fenomeno. La nostra risposta è rendere il vino più comprensibile, più accessibile e più legato alla cultura, al cibo e al paesaggio. Per un vino di alta qualità come un Ötw Erste Lagen, la questione chiave non è la quantità, ma il suo valore intrinseco. Dobbiamo offrire alle persone validi motivi per scegliere il vino in modo consapevole.
Quanto vino si consuma oggi pro capite in Austria rispetto a dieci anni fa?
Secondo le statistiche, il consumo di vino in Austria è stato di 25,5 litri pro capite nell’annata 2024/25. Dieci anni prima, le statistiche indicavano un consumo pro capite di 27,1 litri. Il calo è quindi evidente, ma non si tratta di un crollo. È un cambiamento graduale nelle abitudini di consumo. Il punto più importante è che oggi il vino deve competere e guadagnarsi l’attenzione in un contesto culturale molto diverso. Le persone hanno più scelta. Vogliono anche maggiore trasparenza e autenticità.
In Austria ci sono delle campagne di comunicazione per avvicinare i giovani al mondo del vino?
L’Austrian Wine Marketing Board si sta impegnando attivamente in questo senso. Un esempio recente è la campagna “rot weiss rosé”, rivolta ai consumatori austriaci di vino di età compresa tra i 20 e i 35 anni circa. L’obiettivo è comunicare il vino in modo più semplice, esperienziale e comprensibile. Credo che questo sia un passo importante nella giusta direzione. I giovani non sono necessariamente contrari al vino. Ma non vogliono che venga presentato come un mondo chiuso, connotato da linguaggio tecnico. Desiderano esperienze, storie, incontri e un senso di autenticità. Come Ötw, vediamo che i giovani partecipano numerosi ai nostri eventi pubblici “Tour de Vin” che si tengono durante tutto l’anno in tutte le nostre regioni. In queste occasioni offriamo l’opportunità di entrare in contatto con i nostri produttori in un’atmosfera rilassata, di scoprire grandi vigneti in un modo approfondito, ma anche aperto e comprensibile.
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