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Vino e dintorni

Opera Wine 2026, i nostri migliori assaggi (tutti da leggere)

Opera Wine al Vinitaly Opera Wine al Vinitaly

La celebrazione del vino come opera artistica, questo è Opera Wine, l’evento più atteso e prologo per la 58esima edizione del Vinitaly, in scena da domani fino al 15 aprile.

Ideato dalla celebre rivista americana Wine Spectator, Opera Wine 2026, rappresenta il sunto degli innumerevoli bling tasting con i quali sono stati selezionati i centocinquanta protagonisti che quest’anno hanno sfilato alle Gallerie Mercatali di Verona.

E’, quindi, a loro che viene affidato il compito di portare l’eccellenza italiana del vino nel mondo e soprattutto negli Stati Uniti.

Novità rispetto alle scorse edizioni è una classificazione degli stessi tra le categorie “Legacy Icons” (cantine presenti in tutte le edizioni, “produttori che, grazie ad una costante attenzione all’eccellenza qualitativa dei loro prodotti, hanno avuto un impatto storico sul vino italiano”), “Classics” (“leader nelle loro regioni, con un curriculum qualitativo importante”) e “New Voices” (50 cantine “fondate a partire dal 1990, selezionate per la loro capacità di garantire qualità, innovazione e una continua evoluzione del vino italiano”).

Noi della redazione abbiamo selezionato le referenze che più ci sono piaciute.

Categoria Icons

Castello di Ama – Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Bellavista 2011

Maturo, profondo, setoso, perfettamente equilibrato e dotato di una freschezza ancora vibrante e di una forza straordinaria, è sicuramente uno dei migliori 2011 del Chianti Classico  tra i tanti assaggi fatti negli ultimi anni.

Mascarello Giuseppe e Figlio – Barolo Monprivato 2021

Suadente, con un riuscito connubio di fiore e frutto per un naso che non mira a stupire, ma, al contrario, cerca di scavare nella sensibilità più profonda. Poi si articola tra freschezza e tannini in un sorso intenso e lunghissimo. Questo è Monprivato.

Pieropan – Soave Classico La Rocca 2018

Quarantesima vendemmia, si potrebbe anche non aggiungere nulla…. Denso, ricco, ma anche fresco e minerale in un equilibrio  appagante. Ancora una volta rappresenta una finestra sulle potenzialità del territorio di Soave.

Poderi Aldo Conterno – Barolo Cicala 2016

Ampio, floreale, gioca sul dettaglio, sulla definizione. Il fiore è fresco, arioso e  affascina tanto. Il sorso è fitto, con tannini robusti, ma viaggia sul velluto. Solo per ricordare che Aldo Conterno è uno dei più grandi interpreti della Bussia.

Tenuta San Guido – Bolgheri Sassicaia 1996

Dire che i grandi vini si vedono nelle annate minori non è un luogo comune e questo Sassicaia ne è la dimostrazione. Non gioca sull’intensità, ma sulle sottigliezze, mostrando un’evoluzione che è giunta alla maturità, ma non sicuramente alla fine.

Categoria Classic

IL POGGIONE – Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2012

Il dietro le quinte non è un extra, anzi conta più del calice, lo sa bene Fabrizio Bindocci, amministratore delegato di questa storica azienda che per ogni sua vendemmia mette  in relazione l’annata, la vigna e soprattutto la terra, il tutto per valorizzare quella straordinaria biodiversità di Montalcino e di ogni suo dettaglio enoico. La conferma arriva con questo vino prodotto da una singola vigna, situata nel versante sud-occidentale che regala un calice intriso di un intenso purpureo brillante e connotato da una generosa dose di frutta rossa in una struttura tannica che, per quanto vigorosa, lascia spazio a una giusta dose di sapidità e freschezza.

TABARRINI – Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua 2014

Esiste una linea sottile tra genio e follia, Giampaolo Tabarrini la conosce molto bene e ne dà conferma col suo Sagrantino Campo alla Cerqua. Per farlo diventare così follemente geniale ci è voluta tutta la sua lucidità e il suo intuito: valorizzare la sua terra attraverso il più ostico dei vitigni. E quel calice dimostra di esserci riuscito appieno, ancora di più un’annata così difficile come la 2014 (grande coraggio anche nell’essere stato uno dei pochi ad Opera Wine ad aver portato proprio questa vendemmia). Il suo è  un vino “vasto”, potendo prendere forma in tante definizioni, quella che, però,  si avverte più degli altri è la visione di quello che è e può diventare il Sagrantino, e che è poco più o poco meno superlativa con una bocca che quasi “pinotteggia” per poi esplodere, tra forza e robustezza, in un sorso di lunga persistenza e freschezza sul finale. Geniale.

SAN LEONARDO – Vigneti delle Dolomiti Red San Leonardo 2015

Un classico senza tempo. Questa è l’azienda San Leonardo, con una 2015 che funziona in realtà anche per fermarlo il tempo, tanto è in splendida forma. Merito di una tenuta che resiste alle miti brezze  e ai venti freddi del lago di Garda da oltre 300 anni e custodita con cura dalla famiglia del marchese Guerrieri Gonzaga. E’ un Trentino- bordolese dove Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e una piccola percentuale di Carmenere regalano uno dei più grandi vini italiani prodotto per la prima volta da Giacomo Tachis . Elegante e composto nel suo olfatto quanto al palato con una bocca che si fa voluminosa e fresca in una chiosa di lunghissima persistenza.

PRODUTTORI DEL BARBARESCO – Barbaresco Riserva Rabajà 2019

Sono 53 i soci conferitori, e dal 1958, il Barbaresco prodotto della vigna iconica di Rabajà si è sempre prodotto dalle loro uve. Non tutti gli anni, ma solo quando quelle uve risultano così eccellenti da consentire la produzione di una riserva. Come per la 2019, da inserire negli annali come epoca neoclassica, regalando al naso spezie e fiori rossi in una linea sottile fatta di sale e lunghissima persistenza sul finale.

MASSOLINO VIGNA RIONDA – Barolo Vigna Rionda Black Label Riserva 2016

Esistono miti nel mondo del vino, e vigna Rionda è’ sicuramente uno di questi. Seduta accanto agli dèi dell’olimpo, i vini prodotti da questo piccolo fazzoletto di terra non hanno bisogno di alcuna recensione. Parlano da soli, e parlando in un dialetto stretto langarolo.  La 2016 poi ancor di più, la prima black label dell’azienda, ovverosia il meglio del meglio che si può ottenere da Vigna Rionda e in versione riserva. Profuma di note chinate, di pot-pourri e aghi di pino in una lunga linea balsamica sostenuta da acidità e sapidità lungo l’intero palato. Magistrale.

GIACOMO BORGOGNO & FIGLI – Barolo Liste 2021

In un mondo, anche quello del vino, che tende a essere sempre più disunito, Borgogno riporta alla custodia e per sua stessa via alla coesione. Un Barolo classicissimo proveniente da una singola vigna, Liste, situata nel comune di Barolo, che guarda verso Cannubi e protetta tutto intorno da una pineta circostante di alberi. Un microclima perfetto per regalare un calice che profuma di spezie, di note di rovo e di fiori rossi in un assaggio strutturato e lunghissimo.

G.B. BURLOTTO – Barolo Monvigliero 2015

Dalla collina più importante di Verduno, la vigna di Monvigliero come sempre gioca tutto in lunghezza e eleganza. E’ difficile, forse impossibile, esprimere a parole la sensazione che regala. A volte, in quei rari casi in cui un vino sa generare moti emotivi così energici meglio allora degustare in silenzio e godere di questa infinita meraviglia.

BENANTI – Etna Rosso Riserva Rovittello Particella No. 341 2015

A vedere cosa succede prima di questa bottiglia si scoprono mani saggie e cuori autentici che con sapienza curano quelle vecchie viti situate nel nord della Muntagna in contrada Dafara Galluzzo. La famiglia Benanti sa come prendersi cura di quelle viti pre-filossera a piede franco, pioniera come era dell’Etna di allora e futurista dell’Etna che sarà. Il leit motiv, però, è sempre lo stesso: quel liquido continua a parlato solo di lei, dell’Etna e in questo calice racconta addirittura di un micro fazzoletto ben definito, una particella situata su una sciara dei primi del ‘900 che ad oltre 700 m s.l.m. si dipana in un olfatto esile e calibrato tra note di arancia sanguinella e sbuffi ematici. Eleganza.

ARPEPE – Valtellina Superiore Grumello Buon Consiglio Riserva 1999

Dopo 4 anni di affinamento in botte grande e 19 anni e mezzo di affinamento in bottiglia ne viene fuori un Chiavennasca tutto giocato tra charme e struttura, in un palato affumicato che a mano a mano cede il posto a una calibrata morbidezza sul finale.

Categoria New Voices

FEUDO MACCARI – Sicilia Saia 2020

Frutti rossi maturi di grande intensità. In bocca morbido dal tannino levigato, vino immediato e di grande piacevolezza.

FRANCESCO TORNATORE – Etna Bianco Pietrarizzo 2021.

Vi piacciono i vini dall’acidità tagliente? Ecco questo ne rappresenta la quintessenza. Minerale e floreale, fresco in bocca e di grande persistenza.

GIANFRANCO FINO – Primitivo Salento Es 2021

Un primitivo che coniuga la morbidezza del vitigno con sensazioni speziate e caratterizzato da un sorso vivo e di  grandi prospettive. Fa parte delle eccellenze, costante nel tempo, ormai da molti anni.

GRACI – Etna White Arcurìa 2012

I profumi sono di grande impatto, esplosivi: minerali e quasi di zolfo, veramente di grande intensità dal finale lungo e persistente.

PIETRADOLCE – Etna Rosso Barbagalli 2019

Bellissimo vino: al naso floreale ed elegante, bocca fresca e dal tannino esemplare. Lunghissimo.

POGGIO AL TESORO – Bolgheri Superiore Dedicato a Walter 2016

Chi ama il Cabernet franc qui è casa. Sentori intensi vegetali di spezie. Bocca perfettamente equilibrata tra morbidezza e freschezza e tannino superiore.

QUINTODECIMO – Irpinia Grande Cuvée Luigi Moio 2023

Al naso sono evidenti le note floreali, sorretti da un elegante nota boise  che traghetta il palato in un equilibrio perfetto tra freschezza e sapidità.

ROCCA DI FRASSINELLO – Maremma Toscana Baffonero 2021

Sembra di sprofondare in un cespuglio della macchia mediterranea. Inebriante è il suo olfatto. La bocca strutturata è ancora giovane, ma il tannino è già setoso e godibilissimo. Un grande merlot mediterraneo.

TENUTA DI TRINORO – Toscana Rosso 2019

Profumi intensi di frutta rossa e piccole speziature. La bocca è ben equilibrata, dal finale persistente e da una buona spalla acida, che rende il vino ben vivo.

VILLA BUCCI – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2016

I profumi sono complessi ed eleganti, con una nota di vaniglia sullo sfondo. Il sorso è esemplare  e rimane vivace e di grande piacevolezza. Avere anni sulle spalle e non dimostrarlo! Un classico.