Un traffico internazionale di circa 300 mila chilogrammi di olio di provenienza estera, commercializzato fraudolentemente come prodotto di origine Ue. E’ quanto hanno scoperto nei giorni scorsi gli uomini dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) insieme alla guardia di finanza nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce.
Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: “L’operazione conferma l’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi agroalimentari e testimonia l’impegno della Cabina di Regia dell’agroalimentare nella tutela della qualità delle produzioni italiane e delle imprese che operano nel rispetto delle regole”.
L’operazione ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di nove persone per le ipotesi di reato di frode, falso e commercio di olio non genuino. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il traffico avrebbe riguardato circa 300 mila chilogrammi di prodotto di pessima qualità proveniente dall’estero e successivamente immesso sul mercato come olio di origine comunitaria. Il valore complessivo dell’illecito viene stimato in circa 3 milioni di euro, in un contesto di mercato caratterizzato negli ultimi anni da quotazioni elevate che hanno favorito fenomeni di concorrenza sleale ai danni dei produttori e dei commercianti onesti.
Nel corso delle attività investigative sono state inoltre sequestrate sostanze utilizzate per deodorare oli con difetti organolettici, i cosiddetti oli lampanti, e per aromatizzarli al fine di conferire loro caratteristiche assimilabili a quelle degli oli extravergini.
“Questo Governo è al fianco degli imprenditori sani e di quanti investono nella trasparenza e nella legalità. Con il programma ColtivaItalia continueremo a rafforzare gli strumenti di sostegno e valorizzazione delle filiere agricole e agroalimentari nazionali, premiando il lavoro di chi produce qualità e difende il Made in Italy”, ha aggiunto il ministro Lollobrigida.
L’inchiesta trae origine dal rinvenimento, presso uno stabilimento oleario del Salento, di circa 90mila chilogrammi di olio extravergine e vergine di oliva di origine nazionale, Ue ed extra Ue. Le analisi effettuate dal laboratorio Icqrf di Catania hanno evidenziato irregolarità sia sotto il profilo organolettico sia per quanto riguarda i parametri di purezza previsti dalla normativa europea. Secondo gli investigatori, alcuni campioni sarebbero risultati sofisticati mediante l’aggiunta di oli diversi da quelli di oliva.
Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire una rete di traffici internazionali che coinvolgeva oli extravergini e vergini di oliva di bassa qualità provenienti da Paesi terzi, tra cui Algeria e Albania, acquistati a prezzi inferiori rispetto a quelli del mercato nazionale. Nell’operazione sarebbero state coinvolte anche società con sede in Spagna, Portogallo, Francia e Albania, attraverso un sistema di documentazione commerciale e fatture ritenute fittizie finalizzato a occultare la reale provenienza del prodotto.