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Eventi e iniziative

A Milano rinasce “Di Gusto”: cucina siciliana e cocktail d’autore. Ecco come riparte il format di Presso

17 Giugno 2026
Giulia Bua e Giacomo Edoardo Salmoiraghi Giulia Bua e Giacomo Edoardo Salmoiraghi

Rinasce “Di Gusto”, un format originale che debuttò subito dopo la conclusione dell’Expo, con l’obiettivo di fare conoscere ai milanesi i più interessanti ristoranti lombardi. L’idea nacque in un’altra struttura originale, Presso, il primo do-room italiano creato da Claudio Garosci che si attorniò di un gruppo di professionisti appassionati di cucina, scegliendo come madrina Roberta Schira, affermata scrittrice e critica enogastronomica del Corriere della Sera. A lei il compito di “scoprire” i locali portati avanti da talenti che meritano di essere conosciuti per l’originalità della loro proposta gastronomica. Fu un successo che quasi obbligò Claudio e Roberta ad andare anche oltre la Lombardia e ad aprire le porte pure alla cucina etnica di qualità, appena la sede di Presso traslocò dalla zona Repubblica-Centrale al centro della China Town milanese.

E, così, agli appuntamenti mensili di “Di Gusto”, hanno avuto la giusta visibilità ristoranti di tutte le regioni italiane. Il Covid fermò tutto, con grande dispiacere dei milanesi che, improvvisamente, si videro privati delle esclusive cene placée che assicuravano delle splendide serate anche per l’opportunità di conoscere nuova gente altrettanto interessante come ristoratori e chef.

Adesso “Di Gusto” è tornato, con Claudio Garosci che ha trovato una nuova location per la sua do-room – uno spazio per eventi più ampio, luminoso, accogliente e con annesso giardino – e Roberta Schira che continua a cercare ristoratori e chef che affascinano i partecipanti alle cene placée. E’ il caso dell’ultimo appuntamento che segna la ripresa del format “Di Gusto”, perché Roberta ha fatto scoprire la cucina catanese contemporanea, la mixology palermitana, l’anima verace dell’isola attraverso i sapori della terra utilizzati come base di una straordinaria proposta liquoristica.

Andiamo con ordine. Partiamo dalla cucina, con Grazia Bua, che trascorre i primi trent’anni nella sua città, Catania, studiando giurisprudenza e lavorando come visual merchandiser e store manager. Nel 2011 si trasferisce a Monza, e diventa responsabile formatrice aziendale del personale di un’azienda francese. Cinque anni dopo lascia il lavoro per seguire la crescita dei figli e, contestualmente, si dedica alla sua passione per la cucina.

“Comincio ad entrare nelle vere cucine e a fare i lavori più semplici, i più duri, quelli che ti permettono di crescere e di formarti – ha racconta nella serata di “Di Gusto” -. Lavoro, in silenzio e osservo, imparo e comprendo come funziona il lavoro di cucina, di brigata e nel 2019 decido di ripartire proprio da questa passione, voglio fare e farlo bene e, quindi, scelgo di studiare le basi della cucina italiana all’Accademia di Gualtiero Marchesi. Mi innamoro della cucina fatta di emozioni, sensazioni, ricordi, gusto, cura, attenzione, precisione, rispetto, scambio, relazioni, amore, ma anche tanto sacrificio, rigore, il continuo misurarsi con obiettivi che non sempre si raggiungono, il fare e rifare all’infinito prima di ottenere un equilibrio”.

Nel periodo del lockdown la cucina di casa Bua diventa punto di riferimento di molti monzesi e da lì, la strada si fa sempre più chiara, portandola alla start up HomeChef (via Alessandro Manzoni 22, Monza, tel. 331.2625338, info@homechefmonza.it) dove, adesso, è Cooker woman. Tant’è che per la serata “Di Gusto” si è fatta accompagnare da un giovane cuoco di HomeChef, Giacomo Edoardo Salmoiraghi e, insieme, hanno proposto il menù di cucina catanese contemporanea, con piatti come “Contrasto d’Amuri: l’arancina di mare” al ragù di alici, finocchietto e zafferano con cuore fondente di caciocavallo su crema di datterino giallo e peperoncino verde.

Seguito da “Omaggio alla tradizione: la Cupoletta alla Norma”, anelletti siciliani alla Norma in cupola, cuore di melanzana affumicata, ricotta salata di Paceco, bucce di melanzane fritte e profumo di basilico. Ancora “L’incontro: il calamaro del mediterraneo tra terra e Oriente” cioè calamaro nostrano con farcia mediterranea e spuma di patata montata al somacco. Per concludere con il “gelo storico e il profumo d’estate” cioè gelo di melone ai fiori di gelsomino, olio d’oliva ghiacciato con tuile croccante alla mandorla pizzuta d’Avola.

Una cena senza vini perché – e qui arrivano altre sorprese e la scoperta di altri due personaggi straordinari – ai piatti di Grazia e Giacomo, vengono abbinati i cocktail creati da Sergio Mannino che a Palermo ha creato il cocktail bar Sabir (Via Quintino Sella 49, tel. 3288668128) impegnato a raccontare il Mediterraneo – che per secoli ha accolto viaggiatori, mercanti e popoli – attraverso cocktail, narghilè e un linguaggio da bere, condividere e vivere.

I cocktail proposti da Mannino sono Agave e Spine a base di Agalia (distillato di agave siciliana), Santa Spina riposata (distillato alla pala di ficodindia), Paesano (che è un liquore) al ficodindia e soda. Il Negroni al carciofo fatto con gin siciliano, bitter all’origano e Paesano al carciofo. Rosalia Gimlet con gin, cordial al vetiver e Paesano al limone e, ultimo, Zahara cioè bitter, vermouth rosso, Paesano al melograno, infusione di pepe rosa, cardamomo, menta e soda all’ibisco.

Con la sua miscela mediterranea, Mannino introduce un altro giovane isolano originale, Giuseppe Cinquerrui, creatore del liquore Paesano (Paesano Artisanal Beverage from Sicily, via Purgatorio 73, Niscemi, www.paesanoauthentic.com) che – dice -, da Niscemi ai banconi di New York, ci permette di portare nel mondo l’anima verace della nostra isola. E il nome Paesano è una scelta di cuore, dice Cinquerrui, perché la nostra produzione di liquori avviene nel cuore della Sicilia, Lercara Friddi, dove il tempo sembra essersi dolcemente fermato. Qui Cinquerrui distilla tutto quella che produce l’isola, cominciando dalla mandorla al pistacchio, dagli agrumi al ficodindia, dai meloni al mango, dal melograno ai carciofi. Poi ci pensa Mannino a miscelarli.

Alla serata milanese era presenta un’altra perla della Sicilia, l’olio extra vergine di oliva di Terre di Landro, azienda fondata da Giulia Di Vincenzo, a Licata, in provincia di Agrigento.

Presso
Via Aosta 4 – tel. 338.9766413
Milano

www.presso.it – info@presso.it