Fra morsi di storia, sapori unici e ospitalità d’altri tempi si è conclusa la terza edizione del Festival delle eccellenze di Bisacquino. L’antico borgo in provincia di Palermo, adagiato sulle pendici del Monte Triona, si è confermato protagonista della qualità agroalimentare e avanguardia di produzioni innovative. Un evento che ha unito cultura, degustazioni, cooking show, dibattiti e spettacoli.
La cipolla busacchinara, il grano, la pasta Triona, le mandorle, il miele di ape nera sicula, l’olio, e oggi anche la carne di struzzo: queste le gemme del gusto del territorio. “La voce della Sicilia autentica – ha detto Tommaso Di Giorgio, sindaco di Bisacquino – passa anche attraverso la qualità delle produzioni. L’obiettivo di questa terza edizione del festival è stato quello di far conoscere e apprezzare sempre di più il nostro territorio, storicamente votato alle eccellenze. Si tratta di un nuovo tassello aggiunto al progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei piccoli borghi storici a rischio abbandono. Siamo riusciti ad impiegare 12.700 euro di finanziamento della Regione Siciliana per valorizzare le aziende dell’area ed a incentivare l’export. Grazie ai fondi del Pnrr abbiamo dato continuità al festival. Gli incentivi di Invitalia hanno dato motivazione ai giovani di Bisacquino, spronandoli a non lasciare la Sicilia e consentendo la creazione di 12 nuove start up. A questo rilancio ha contribuito anche l’Esa”.
Incisivo l’impegno dell’assessore comunale alle Attività produttive, Giuseppe Giordano, che ha ricordato come fra le nuove aziende sorte a Bisacquino vi siano attività di vario genere, fra queste anche un allevamento di lumache, una falegnameria ed una agenzia pubblicitaria.
Gaspare Vitrano, presidente della Commissione Attività produttive dell’Ars, ha parlato di aumento del Pil negli ultimi tre anni in Sicilia. “Tutto merito – ha detto – della genialità imprenditoriale dei giovani siciliani. La Regione – ha aggiunto – ha solo contribuito allo sviluppo e alla concretizzazione delle loro idee. C’è spazio per tutti e invito chi ha ancora dei dubbi ad attivare la propria volontà e a crederci”.
Al festival delle eccellenze, al centro della scena è stata la cipolla busacchinara. Riconosciuta ufficialmente come Pat (prodotto agroalimentare tradizionale) dalla Regione Siciliana, ha caratteristiche fisiche, organollettiche e culinarie che la rendono unica e pregiata. Nota la sua forma schiacciata, le dimensioni generose e la tunica rossastra fuori che evolve verso il rosa e poi verso il bianco all’interno. La dolcezza ne caratterizza la peculiarità poiché la rende quasi del tutto priva della tipica pungenza. Ne valorizza la produzione, l’impegno costante di Lucia Vintaloro, responsabile della sezione operativa dell’Esa di Bisacquino. “La custodia dell’ecotipo e della biodiversità – ha detto Vintatoloro – sarà il prossimo passo. I risultati qualitativi oggi raggiunti sono partiti dal lavoro di piccolissime aziende, dalla coltivazione manuale, dal trapianto, dal diserbo. Proseguiremo verso standard sempre più alti”.
Ma in questo borgo sui Monti Sicani alla tradizione si affianca e muove grandi passi la produzione della carne di struzzo. Sofia Di Giorgio, socia del Centro carni Val del Triona, ha sottolineato l’importanza di questa attività emergente che si è concentrata su questa carne dalle caratteristiche uniche: magra, ipocalorica e ricca di proteine nobili.