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L'azienda

Quando l’industria incontra la natura: Mutti trasforma lo stabilimento di Montechiarugolo in un’oasi per la biodiversità

07 Luglio 2026
La zona nord dell’oasi Wwf La zona nord dell’oasi Wwf

La tutela della biodiversità passa anche dai luoghi della produzione. In linea con gli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030, che punta ad ampliare e rafforzare la rete delle aree naturali efficacemente protette, Mutti – azienda di riferimento in Europa nel settore dei derivati del pomodoro – avvia un nuovo importante capitolo del proprio percorso di sostenibilità trasformando progressivamente i terreni che circondano lo stabilimento di Montechiarugolo, nel Parmense, in un’oasi affiliata Wwf.

Il progetto nasce con l’obiettivo di rigenerare gli ecosistemi locali, favorire l’incremento della biodiversità e valorizzare il patrimonio naturale del territorio nel lungo periodo. Un’iniziativa che mette in dialogo il mondo agricolo e quello industriale, dimostrando come anche un sito produttivo possa diventare un luogo di tutela ambientale e di ricostruzione degli habitat.

L’Oasi di Montechiarugolo entra così nel Programma Oasi Affiliate Wwf, il progetto attraverso cui il Wwf Italia coinvolge soggetti privati nella conservazione della natura, mettendo a disposizione competenze tecnico-scientifiche e un approccio condiviso alla gestione degli spazi naturali. Mutti è la prima grande azienda alimentare italiana ad aderire a questo programma, contribuendo ad ampliare una rete che oggi comprende 17 realtà private e oltre 3.000 ettari destinati alla tutela della biodiversità.

Un percorso iniziato nel 2019

La nascita dell’Oasi di Montechiarugolo rappresenta il naturale sviluppo di un percorso ambientale avviato da Mutti già nel 2019 e inserito nella più ampia collaborazione con Wwf Italia, attiva dal 2010 per accompagnare l’azienda nella misurazione e nel miglioramento delle proprie performance ambientali.

Il progetto si integra oggi nella strategia Esg di Mutti, che coinvolge l’intera filiera del pomodoro – dalla coltivazione al confezionamento – e comprende azioni dedicate alla biodiversità, alla lotta al cambiamento climatico, all’economia circolare e alla gestione responsabile delle risorse idriche.

Tra gli interventi già realizzati nell’area di Montechiarugolo c’è la “Casa delle Rondini”, struttura pensata per favorire la nidificazione di specie protette e offrire rifugio a insetti, piccoli mammiferi e uccelli. Il progetto è stato accompagnato dal ripristino dell’habitat circostante attraverso la piantumazione di oltre 500 arbusti autoctoni.

A questo si aggiunge un intervento di rinaturalizzazione su 3 ettari di terreno a nord dello stabilimento, dove sono stati messi a dimora più di 2.000 alberi e 5.800 arbusti, con la creazione di nuove aree umide capaci di aumentare la varietà degli ambienti presenti.

“Realizzare un’area rinaturalizzata in un contesto industriale è una sfida ambiziosa e innovativa – commenta Laura Marchelli, Sustainability Manager di Mutti S.p.A. – Con questo progetto vogliamo dimostrare che la tutela della biodiversità può trovare spazio anche accanto alle attività produttive, diventando parte integrante di un modello industriale più resiliente e sostenibile”.

Per Marco Galaverni, direttore Oasi, Educazione e Attivazione del Wwf Italia, “il sito di Montechiarugolo, con i suoi molteplici ambienti ripristinati, rappresenta un nodo prezioso per la connettività ecologica dell’alta pianura parmense”. L’ingresso di Mutti nel programma, sottolinea il Wwf, testimonia come le imprese possano assumere un ruolo diretto nella conservazione degli ecosistemi e contribuire agli obiettivi nazionali ed europei di protezione del territorio.

Un’oasi aperta al territorio

Il progetto guarda al futuro e prevede ulteriori interventi di consolidamento e ampliamento dell’area, con l’introduzione di pratiche di agricoltura biologica e nuove collaborazioni con realtà impegnate nella tutela della fauna selvatica.

Una volta completata, l’Oasi sarà inoltre aperta occasionalmente alla comunità locale per attività di informazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per diffondere la cultura della biodiversità.

Per Mutti, l’Oasi di Montechiarugolo rappresenta dunque non solo un intervento ambientale, ma un investimento sul territorio: un esempio concreto di come l’industria alimentare possa contribuire alla rigenerazione degli ecosistemi e alla costruzione di un rapporto sempre più equilibrato tra produzione, natura e comunità.