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Scenari

Crea, nasce un caso sulle nomine dei nuovi direttori. Il ministro Lollobrigida: “Io non c’entro nulla”

09 Luglio 2026
Francesco Lollobrigida Francesco Lollobrigida

Scoppia la polemica sulle recenti nomine dei direttori dei centri di ricerca del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, principale ente pubblico italiano dedicato alla ricerca agroalimentare. Nei giorni scorsi un gruppo di autorevoli esponenti della comunità scientifica ha espresso forti perplessità sulle designazioni dei dodici nuovi direttori dei centri di ricerca dell’ente. In una lettera aperta, sottoscritta tra gli altri dal premio Nobel Giorgio Parisi, dalla senatrice a vita Elena Cattaneo e da numerosi accademici, e rilanciata da Repubblica, vengono sollevati dubbi sull’adeguatezza di alcuni profili rispetto agli incarichi assegnati.

Secondo i firmatari, alcune nomine rischierebbero di indebolire la credibilità scientifica del Crea, chiedendo maggiore trasparenza nei criteri di selezione e una più stretta coerenza tra il percorso di ricerca dei direttori e la missione dei centri che sono chiamati a guidare.

Tra i casi evidenziati nella lettera figura quello della direzione del Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica, per il quale viene contestata la corrispondenza tra il profilo scientifico del direttore nominato e le attività del centro. Alle ricostruzioni che hanno collegato una delle nomine al presunto gradimento del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è arrivata la replica del dicastero.

In una nota diffusa dal ministero, Lollobrigida definisce “totalmente priva di fondamento” l’ipotesi di un suo coinvolgimento nelle procedure di selezione dei direttori. Il ministro precisa che né lui né il ministero hanno competenze specifiche nella scelta dei direttori dei centri del Crea, attribuita invece, secondo le procedure previste dalla normativa e dai regolamenti dell’ente, alle commissioni e agli organi competenti. Nella stessa nota viene inoltre sottolineato che il ministro “non conosce personalmente nessuno dei selezionati”.

La vicenda riporta al centro il tema della governance degli enti pubblici di ricerca in un comparto strategico come quello agroalimentare. Il Crea rappresenta infatti il principale organismo scientifico nazionale per la ricerca applicata all’agricoltura, all’innovazione delle filiere e all’economia agraria, con un ruolo di primo piano nel supporto alle politiche agricole e allo sviluppo del sistema agroalimentare italiano.