L’Italia domina la classifica mondiale del gelato artigianale, ma c’è un dettaglio che non passa inosservato. Nella Top 20 delle migliori gelaterie del mondo stilata da TasteAtlas compaiono soltanto insegne italiane, concentrate però tra Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Milano e Torino. Dal Centro-Sud in giù, invece, nessuna presenza.
Un’assenza che sorprende, considerando la tradizione del gelato artigianale in regioni come Sicilia, Campania e Puglia, da sempre considerate punti di riferimento per la pasticceria fredda italiana.
La classifica è stata pubblicata da TasteAtlas, la piattaforma internazionale dedicata alle specialità gastronomiche del mondo, che elabora le proprie graduatorie raccogliendo recensioni e giudizi di critici gastronomici, chef, giornalisti, esperti del settore e fonti specializzate. Sul podio figurano due gelaterie romane, Fatamorgana e Gelateria dei Gracchi, seguite dalla storica Vivoli di Firenze. Nelle prime venti posizioni si alternano soprattutto Roma e Firenze, con qualche presenza di Venezia, Bologna, Milano e Torino.
La Capitale è la città più rappresentata grazie anche a Torcè, Frigidarium, Otaleg, Come il Latte e Gelateria del Teatro, mentre Firenze piazza Gelateria dei Neri, La Carraia, Perché No, Vivoli e Badiani.
Scorrendo la graduatoria emerge però un elemento evidente: nessuna gelateria del Mezzogiorno riesce a entrare tra le prime venti, nonostante città come Palermo, Catania, Napoli, Salerno o Lecce vantino una lunga tradizione nella produzione artigianale del gelato.
L’assenza potrebbe essere spiegata almeno in parte dal metodo utilizzato da TasteAtlas. La graduatoria, infatti, nasce dall’elaborazione di recensioni e citazioni presenti online provenienti da critici, guide e media internazionali. Un sistema che tende inevitabilmente a favorire le città maggiormente frequentate dal turismo internazionale e più raccontate dalla stampa estera.
Resta però aperta una domanda: quella di TasteAtlas fotografa davvero le migliori gelaterie del pianeta oppure riflette soprattutto la notorietà internazionale delle destinazioni più visitate?
Ne abbiamo parlato con Maurizio Valguarnera, gelatiere palermitano specializzato nel gelato nutraceutico e fondatore di un’accademia di alta formazione per gelatieri, la classifica di TasteAtlas “non fotografa la realtà del gelato italiano”. Secondo Valguarnera, il ranking “si basa in larga parte sui giudizi dei turisti e sul gradimento del pubblico, elementi importanti ma non sufficienti a raccontare il valore della gelateria artigianale”.
“C’è sicuramente un fondo di verità, ma arrivare a escludere completamente la Sicilia e, più in generale, tutto il Sud Italia è difficile da condividere. La Sicilia è una delle culle del gelato artigianale e ospita professionisti che meriterebbero di essere presenti in una classifica internazionale. Per questo motivo, più che respingerla, inviterei a interrogarsi sui criteri con cui è stata costruita”.
Secondo Valguarnera, una graduatoria internazionale dovrebbe andare oltre la notorietà delle città più visitate e valutare aspetti tecnici del lavoro dei maestri gelatieri. “Chi giudica dovrebbe verificare la qualità delle materie prime, il modo in cui vengono lavorate, il rispetto delle ricette tradizionali, la capacità di innovare senza perdere l’identità del prodotto. Sono questi gli elementi che distinguono un grande gelato artigianale”.
Valguarnera sottolinea anche il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte della formazione professionale: “In Sicilia abbiamo investito molto nella crescita dei gelatieri attraverso percorsi di alta formazione. Da queste esperienze stanno nascendo professionisti preparati e una nuova generazione di artigiani. Per questo l’assenza di qualsiasi gelateria del Mezzogiorno nella Top 20 lascia quantomeno perplessi e dimostra che questa classifica non racconta tutta la realtà del settore”.