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Vino e dintorni

Sull’Etna va in scena Enology in Rosa 2026: trionfa il Lumera di Donnafugata

15 Luglio 2026
Da sinistra Delfio Faraci di Enoiltech, Antonino Santoro (Donnafugata), Antonino Mirabile di Enoiltech, Pietro Tiralongo e Salvo Rizzuto Da sinistra Delfio Faraci di Enoiltech, Antonino Santoro (Donnafugata), Antonino Mirabile di Enoiltech, Pietro Tiralongo e Salvo Rizzuto

Si è tenuto il 9 luglio 2026 l’atteso appuntamento con “Enology in Rosa 2026”, l’evento annuale interamente dedicato alla valorizzazione e all’approfondimento tecnico del vino rosato. La manifestazione, nata dalla stretta sinergia tra Enoiltech, Vinventions e l’Istituto Oeno Italia, ha radunato sul versante nord dell’Etna i principali esperti ed enologi siciliani, in corsa per la simbolica “maglia rosa” destinata al miglior vino rosato in gara.

A fare da magnifica cornice e a ospitare l’evento sono stati gli straordinari scenari lavici di contrada Santo Spirito a Passopisciaro, dove sorge Palmento Costanzo. Fondata nel 2009, la cantina è oggi guidata dalla patron Serena Costanzo, agronoma ed enologa che incarna la nuova generazione aziendale, affiancata nella gestione dalla madre Valeria Agosta.

L’appuntamento si è aperto ufficialmente con la registrazione dei partecipanti e la visita guidata della cantina. Successivamente, si è entrati nel vivo dell’evento con i saluti di benvenuto di Delfio Faraci, il quale ha fortemente sottolineato come l’organizzazione di un appuntamento del genere sia a tutti gli effetti il frutto di un grande lavoro di squadra. Accanto a lui, Antonino Mirabile, Responsabile Tecnico Commerciale della divisione Enologia di Enoiltech e ideatore dell’iniziativa, la cui passione permette, ogni anno, la realizzazione di questo progetto in cui ha creduto fin dal primo momento.

Ha così preso il via una tavola rotonda, durante la quale gli enologi presenti si sono confrontati apertamente su stili, tendenze, evoluzione dei mercati e nuovi consumi globali. Tra i contributi quello di Salvo Rizzuto, enologo di Al-Cantàra e vincitore della “Maglia Rosa” nel 2025, il quale ha sottolineato il profondo valore formativo dell’incontro:

“Essere qui rappresenta un momento di grande formazione: condividere e degustare le diverse batterie offre un’opportunità di confronto preziosa, che, in questo caso, spazia ben oltre i confini della Sicilia. I dati ci dicono che il rosato non è più una moda passeggera, ma un prodotto che si sta stabilizzando sul mercato grazie a una crescita costante”. Ha poi aggiunto: “Per noi è sempre un piacere metterci in gioco: la qualità del lavoro svolto con Al-Cantàra ha trovato conferma anche al 5StarWines di Vinitaly 2026, dove il nostro rosato ha conquistato il titolo di miglior rosato d’Italia, consolidando il successo della Maglia Rosa dello scorso anno”.

A seguire, l’enologo Giuseppe Clementi (Direttore Tecnico di Ermes Soc. Coop.) ha evidenziato la centralità del legame con l’origine: “Fondamentale è l’approccio in primis di conoscenza del territorio. Conoscere un territorio significa comprendere quali siano le sue reali possibilità tecniche e culturali, mantenendo sempre la giusta apertura mentale.” Il dibattito ha beneficiato pure dell’intervento tecnico di Pietro Russo (Enologo e Master of Wine), che ha tracciato le linee della freschezza e dell’acidità richieste dai mercati mondiali, e di Giuseppe Figlioli (Enologo e presidente Assoenologi sez. Sicilia). Quest’ultimo ha sottolineato quanto sia fondamentale “non solo produrre vino, ma soprattutto dare vita a etichette che siano pienamente rappresentative del territorio di provenienza, permettendo al consumatore di viaggiare attraverso il calice. Bisogna produrre grandi vini che custodiscano una precisa cifra stilistica legata alla varietà e alla terra d’origine”.

L’evento ha previsto inoltre un esclusivo wine tasting capace di mettere in mostra l’eccezionale versatilità territoriale italiana, tutelata dall’accuratezza tecnica e sensoriale delle chiusure Nomacorc di Vinventions. Strutturato come un vero e proprio viaggio sensoriale che ha attraversato la penisola da Nord a Sud, i calici hanno guidato i professionisti alla scoperta di territori d’eccellenza tra Trentino, Veneto, Toscana, Abruzzo, Sardegna e Puglia.

In questo affascinante percorso, l’etichetta che ha ottenuto i maggiori consensi è stata quella espressa dall’Abruzzo, capace di conquistare tutti grazie allo straordinario spessore e all’identità del suo rosato da Montepulciano.

Anello di congiunzione ideale con le altre regioni è stata la videocall in diretta con un evento svoltosi in contemporanea a Cirò Marina e dedicato proprio ai vini rosati, che ha visto il coinvolgimento di Tommaso Perdomini e Giovanni Malena.

Si è quindi passati al contest tecnico dell’evento, una degustazione rigorosamente alla cieca, riservata ai vini aderenti al progetto. Ospite d’eccellenza è stato Paolo Tiralongo (ex ciclista professionista e dirigente sportivo del Team Continental) il quale, oltre a paragonare l’impegno di squadra in cantina alle storiche e faticose sfide del Giro d’Italia, ha premiato personalmente il vincitore con la simbolica maglia rosa. Alla fine del blind tasting, la giuria ha decretato il podio che ha visto in cima il campione numero 16, ovvero il Lumera di Donnafugata; medaglia d’argento per il campione numero 17, il Tifeo di Gambino; seguito a brevissima distanza sul terzo gradino dal campione numero 15, il Classe 39 di La Contea.

Il premio come Miglior Enologo – Maglia Rosa di Enology in Rosa 2026 è andato così ad Antonino Santoro, enologo di Donnafugata, che ha espresso la sua soddisfazione: “È una bellissima emozione vincere questa edizione 2026, un traguardo che come staff volevamo fortemente ritrovare dopo il successo del 2019. Non è stato facile: il blind tasting era di altissimo livello e tutti i campioni in gara hanno saputo esprimere la grande freschezza dei rosati siciliani. Tra questi si è distinto il nostro Lumera 2025, un blend da uve autoctone come Nero d’Avola e Nocera, con un tocco di Syrah, prodotto nella nostra tenuta di Contessa Entellina. Siamo davvero felici per questo risultato, soprattutto perché è stato decretato da un panel di colleghi enologi e professionisti del settore, il che dà al premio un valore ancora più grande.”