Più che un semplice ristorante, si propone come uno spazio di incontro e racconto, dove la cucina diventa strumento di dialogo e valorizzazione dell’identità mediterranea. Apre a Monopoli Azur – Cucina d’a mare, tra il Porto Vecchio e largo Giuseppe Garibaldi. Si tratta del nuovo progetto ristorativo curato da Davide Fresiello per Il Faro.
L’idea alla base del progetto – come si legge in una nota – è quella di raccontare il territorio attraverso una cucina essenziale, autentica e contemporanea, capace di mettere in relazione memoria e innovazione senza mai perdere il legame con le proprie radici. Il mare è il filo conduttore del percorso gastronomico, inteso non solo come fonte di materia prima ma anche come simbolo degli scambi culturali che nei secoli hanno plasmato il Mediterraneo e la città di Monopoli.
Accanto a Fresiello, il team di Azur propone una cucina che rilegge la tradizione locale con misura e coerenza. I piatti si fondano sulla qualità della materia prima, con il pescato fornito da Mare Gioioso, e su ricette classiche alleggerite da piccoli interventi contemporanei, mai fini a sé stessi. Il risultato è una cucina concreta, diretta e riconoscibile, capace di parlare tanto ai visitatori quanto ai residenti.
Il menu non si limita al mare. Anche le proposte di terra trovano spazio in un percorso che recupera sapori domestici e ricette della memoria, mantenendo sempre al centro l’identità gastronomica pugliese. L’obiettivo è costruire una tavola inclusiva, che racconti una cultura prima ancora che una successione di piatti.
Un ambiente che dialoga con il porto
Azur occupa uno spazio nel cuore del centro storico di Monopoli, tra il Porto Vecchio e Largo Giuseppe Garibaldi. Gli interni, caratterizzati da volte in pietra a vista, materiali naturali e tonalità chiare, sono stati progettati per creare un ambiente elegante ma accogliente.
Elemento distintivo del locale è la cucina a vista dedicata alle preparazioni a freddo, racchiusa in una struttura in vetro scuro che mette in relazione sala e brigata. È qui che vengono preparati crudi di mare, friselle e altre specialità davanti agli ospiti, richiamando idealmente l’antica tradizione dei pescatori monopolitani che aprivano le cozze direttamente in piazza. Sul fondo della sala, una grande finestra incornicia il porto come fosse un quadro, rafforzando il dialogo tra il ristorante e il mare.
Monopoli, città di incontri
La filosofia di Azur trova naturale collocazione in una città che, per storia e posizione geografica, rappresenta da secoli un crocevia di culture. Dalle popolazioni messapiche fino ai Bizantini, ai Longobardi e ai Saraceni, Monopoli ha costruito la propria identità attraverso l’incontro di civiltà diverse. Oggi questa vocazione all’accoglienza continua a renderla una delle destinazioni più visitate della Puglia e un punto di partenza ideale per esplorare il territorio, da Egnazia ad Alberobello, passando per Polignano a Mare, Conversano e le Grotte di Castellana.
Il menu: tradizione pugliese in chiave contemporanea
La proposta gastronomica è stata sviluppata insieme allo chef monopolitano Marco Renna, che parte dalla cucina di casa per costruire un menu fedele alla tradizione ma aperto a riletture misurate.
Il percorso inizia già con il cestino del pane, composto da cracker, taralli e focaccia preparati in casa, mentre il pane è fornito dal Forno delle Meraviglie. Un gesto semplice che sintetizza la filosofia del ristorante: qualità, artigianalità e autenticità.
Tra gli antipasti trovano spazio i crudi di mare, il sautè di cozze, i calamaretti fritti, l’insalata di mare, il pescato fritto e un tagliere di latticini pugliesi. Grande attenzione è dedicata anche alla frisella, proposta in diverse interpretazioni, dalla versione ispirata alla cialledda fino a quella con cozze o con capocollo tonnato. Non manca la tradizionale cozza gratinata e uno dei piatti simbolo del locale, il moscardino all’assassina, che unisce la cottura alla brace al caratteristico sugo piccante della tradizione barese.
I primi alternano proposte di mare e di terra: pasta al forno con ragù bianco di capocollo, orecchiette con cime di rapa, gnocchetti agli scampi e spaghetti con crema di pistacchio e polpettine di tonno. Tra tutti spicca il riso, patate e cozze, uno dei grandi classici della cucina barese, reinterpretato con la tecnica del risotto mantenendone intatti i sapori originari.
Nei secondi convivono la bombetta pugliese ripiena di parmigiana, l’agnello con cicoria, la parmigiana di melanzane, il polpo alla pignata, la grigliata di pesce e la classica frittura.
Chiude il percorso una selezione di dessert che comprende tiramisù, gelato alla crema con caramello salato, macedonia di frutti rossi con crema di ricotta e crumble, oltre allo sporcamuss pugliese rivisitato con salsa alle fragole e amarene.
La carta dei vini, curata dal sommelier Antonio Blancasio, dedica ampio spazio alla produzione pugliese, con particolare attenzione ai bianchi e ai rosati regionali, affiancati da una selezione di etichette italiane e Champagne.