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L'azienda

Valdo festeggia un secolo di bollicine: una storia di famiglia che ha cambiato il Prosecco

31 Luglio 2026
Il presidente Pierluigi Bolla Il presidente Pierluigi Bolla

Valdo, cinque lettere che si portano dietro uno stile di vita; un Prosecco che è molto più di un vino; un territorio che fa parte di quei luoghi indicati come le meraviglie della terra; una famiglia, Bolla, che ha trasformato un’intuizione in un solido progetto imprenditoriale. Tutto questo è emerso durante le celebrazioni dei primi 100 anni del Prosecco Valdo che l’azienda veneta ha voluto festeggiare a Milano – presso il Teatro Gerolamo con il titolo “Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa cultura” – come un viaggio attraverso l’Italia, i suoi riti sociali e le trasformazioni del gusto che hanno reso il Prosecco un’icona contemporanea.

Infatti, l’evento si è sviluppato come un racconto a più voci capace di intrecciare memoria collettiva, costume e visione d’impresa. Un format costruito come una narrazione fluida, scandita da immagini, che ha restituito la dimensione culturale del Prosecco: non solo prodotto, ma gesto conviviale, linguaggio sociale e simbolo di italianità.

A condurre il pubblico in questo percorso è stato il regista e conduttore televisivo Pino Strabioli che ha dialogato con Pierluigi Bolla, presidente Valdo e seconda generazione alla guida dell’azienda; con la chef veneziana stellata e interprete di una cucina sostenibile Chiara Pavan; e il giornalista Giulio Somma. Il confronto ha attraversato epoche e prospettive diverse — economiche, culturali e imprenditoriali — restituendo il ritratto di un settore in continua evoluzione e di un brand capace di interpretarne i cambiamenti. Tant’è che Pierluigi Bolla si è soffermato sui momenti chiave della storia aziendale e sul ruolo della sua famiglia, ambasciatrice del Prosecco nel mondo, sottolineando come celebrare cento anni significhi guardare al passato con orgoglio ma soprattutto al futuro con responsabilità.

Bolla ha quindi sintetizzato l’identità dell’azienda: “Se dovessi rappresentare in una definizione la storia di Valdo direi: ‘una vita vivace’, un claim di una campagna pubblicitaria degli anni ’90, che racconta la nostra filosofia dinamica, curiosa e sempre protesa verso l’innovazione, la qualità e lo sviluppo della tradizione nel rispetto della nostra terra”. Ricordando, anche, che “Valdo ha sempre guardato al cambiamento con ottimismo, portando, con la freschezza di un perlage unico, gioia e positiva leggerezza anche nei tanti momenti di vita quotidiana”.

Bolla ha pure sottolineato la lungimiranza della scelta del nome, “una delle decisioni più corrette è stata certamente quella di chiamarsi Valdo nel 1951, oggi Valdobbiadene è il luogo dove si produce l’eccellenza del Prosecco Superiore”.

Tutto inizia nel 1883, quando Albano Bolla, proprietario di una locanda a Soave, decide di produrre vino per i propri ospiti e di portarlo nei migliori locali di Venezia e Milano. Nel 1926 nasce la Società Anonima Vini Italiani Superiori e nel 1938 Sergio Bolla ne completa l’acquisizione, trasformandola nel 1951 in Valdo e avviando un decisivo percorso di sviluppo. E Giulio Somma ha evidenziato il ruolo pionieristico dell’azienda nel panorama del Prosecco, dicendo che “Valdo ha avuto un ruolo fondamentale perché ha spesso anticipato i tempi grazie alla predisposizione all’accoglienza già presente nella locanda di famiglia che sicuramente ha orientato l’azienda verso una visione centrata sul cliente. Un approccio che oggi definiremmo marketing oriented, guidato dalla ricerca di unicità e da una logica quasi sartoriale che ha forgiato uno stile vinicolo riconoscibile. Dalle sperimentazioni sul metodo classico alle cuvée dedicate alla ristorazione fino alle etichette più recenti, si tratta di vini che esprimono profondità e complessità organolettica e raccontano una storia enologica significativa”.

Chiara Pavan ha invece sottolineato che “il prosecco è molto richiesto nel mio ristorante, anche dal pubblico internazionale, per il suo carattere fresco, leggero e profumato, ideale in abbinamento ad antipasti e piatti di verdure o di pesce”. Evidenziando pure il valore territoriale del vino, aggiungendo “lo apprezzo molto anche per il suo forte legame con il territorio, una terra vocata con una ricchezza di sapori unica e molto stimolante per chi fa il mio lavoro”.

E il territorio è stato uno dei grandi protagonisti della manifestazione delle Cantine Valdo, che da cento anni producono prosecco e spumanti valorizzando i frutti di un’area dalla vocazione vitivinicola unica: le colline tra Conegliano e Valdobbiadene, dichiarate Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2019. Qui l’uva Glera trova la sua espressione più raffinata, interpretata da Valdo con rispetto, competenza e continuo spirito innovativo.

Forte di questa storia, Valdo è entrata ufficialmente a far parte dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, riconoscimento che ne attesta il ruolo nella storia imprenditoriale e culturale del Paese.

Dagli anni Sessanta, con la distribuzione in tutta Italia e l’introduzione di continui miglioramenti tecnologici, fino alla diffusione internazionale tra anni Ottanta e Novanta e alla costruzione del nuovo stabilimento a Valdobbiadene, il racconto del talk ha restituito l’immagine di un’azienda capace di sintonizzarsi con l’evoluzione della società e delle abitudini di consumo, mantenendo saldo il legame con il territorio. Tant’è che la celebrazione del centenario guarda anche al futuro.

In un contesto di mercato in evoluzione, Valdo ha avviato una nuova fase strategica che include l’acquisizione dell’azienda agricola I Magredi, nelle Grave del Friuli, 65 ettari di vigneti e un patrimonio vitivinicolo di grande valore, destinato allo sviluppo di nuovi progetti enologici tra vini fermi, metodo Charmat e metodo classico. Sul fronte dei nuovi consumi, l’azienda ha recentemente presentato Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs, proposta dealcolata che interpreta le tendenze contemporanee.

Così, con un secolo di storia alle spalle e lo sguardo rivolto al futuro, Valdo continua a raccontare la propria identità come parte di un racconto più ampio: quello di un’Italia — e di un mondo — che cambia ma che continua a brindare con le sue bollicine!

Valdo 100 Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg
È una special edition proposta in un magnum da 1500 ml pensato esclusivamente nel formato da collezione-capolavoro per celebrare il centenario dalle uve Glera delle Rive di San Pietro di Barbozza, una delle culle qualitative più alte del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, dove i vigneti si arrampicano su pendenze scoscese a 300 metri sul livello del mare. In questi terreni argillosi e ricchi di rocce e microelementi, la viticoltura si definisce “eroica” perché ogni gesto, dalla potatura alla raccolta manuale, richiede fatica, dedizione e amore incondizionato. 44 mesi di affinamento sui lieviti, più altri 4 mesi di riposo in bottiglia.

E’ una bollicina sontuosa e un perlage finissimo. Colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini. Bouquet fruttato e floreale con sentori agrumati nitidi. In bocca è asciutto, con una vivace acidità e mineralità che sorreggono una struttura solida, portando il sorso verso un finale persistente.

E’ uno spumante eccezionale con antipasti di pesce crudo, carpacci, piatti a base di pesce grasso (come un trancio di salmone scottato o del rombo al forno). Sono stati prodotti soli 3.750 esemplari numerati.