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L'azienda

Da Franciacorta alla Romagna, ecco Wine Tasting Pr: così Alice Romiti porta il vino in salotto

27 Luglio 2026
Alice Romiti e FedericoMessina Alice Romiti e FedericoMessina

Il messaggio è comprensibile per tutti: “Ogni evento è un’opportunità per scoprire nuovi sapori, esplorare abbinamenti inaspettati e vivere il vino come un’emozione da condividere. E, quindi, trasformare ogni sorso in un viaggio di gusto e passione”. Dietro questo messaggio c’è il format “Wine Tasting Pr”, ideato da Alice Romiti, che non è una semplice degustazione, visto che l’obiettivo è quello di esplorare un nuovo modo di raccontare il vino.

Che Alice – trentenne livornese con una laurea in giurisprudenza che ha messo da parte quando – dice – “il vino è entrato nella mia vita come un grande amore: uno di quegli amori che possono arrivare in qualsiasi momento, spesso senza preavviso e cambiano i piani che ti eri fatta fino a quel momento”.

E, quindi, i progetti che voleva realizzare dopo la laurea, sono archiviati per affiancare aziende vinicole nello sviluppo della loro immagine e nei rapporti con la stampa italiana e internazionale. Nonché a raccontare l’universo enologico con uno sguardo completo e autentico. Sottolineando che “abbiamo un patrimonio paesaggistico, artistico e culturale straordinario. Collaborare con le aziende vinicole significa per me entrare ogni giorno in contatto con questa bellezza: dai paesaggi unici alle storie di famiglie che da generazioni lavorano con passione a un obiettivo comune. È un mondo enoico che racconta la nostra cultura della condivisione e del mangiar bene, valori profondamente radicati nella nostra identità”.

Con l’aggiunta, adesso, di una sorte di “salotto del vino” perché ogni serata firmata Wine Tasting Pr ruota attorno a un tema narrativo: storie, aneddoti e curiosità delle cantine si intrecciano con approfondimenti tecnici, trasformando l’assaggio in un vero e proprio viaggio nel mondo del vino. Il risultato è un’esperienza tanto leggera quanto profonda, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo. L’obiettivo è quello di ricreare l’atmosfera tipica di un luogo di incontro e scambio dove ogni ospite diventa protagonista. E, poi, ogni evento è un’opportunità per scoprire nuovi sapori, esplorare abbinamenti inaspettati e vivere il vino come un’emozione da condividere.

Aggiunge Alice: “Siamo qui per trasformare ogni sorso in un viaggio di gusto e passione”. Come è avvenuto a Milano, presso la Cantina Belvedere (accogliente wine bar ideale per eventi che lasciano ottimi ricordi), con la serata che ha registrato la presenza di Federico Messina – che è medico chirurgo -, titolare della franciacortina De’ Federici: prende il nome da Federico, un cavaliere appartenente a una stimata famiglia di speziali, nel cuore della Franciacorta, che dopo un dissidio familiare decise di allontanarsi dal mondo da cui proveniva. Portava con sé il sapere delle erbe, delle trasformazioni lente e dell’osservazione paziente, ma anche il peso di una frattura, di una scelta difficile, della necessità di ricominciare altrove. Federico Messina è originario di Bari poi trasferitosi a Brescia per motivi professionali fino a trovare a Gussago, nella Franciacorta, una nuova radice con la fondazione della cantina, puntando sulla leggenda del cavaliere del XIII secolo per il nome.

Entrambi portano lo stesso nome – Federico, appunto – entrambi custodiscono un sapere legato alla cura, entrambi conoscono il significato del distacco. Così la leggenda non resta un semplice racconto evocativo, ma diventa una chiave di lettura dell’azienda. De’ Federici nasce da questa assonanza sottile e potente: il desiderio di trasformare una partenza in appartenenza, una frattura in fondazione, una memoria personale in vino.

La fondazione di De’ Federici è data 2021, con 2 ettari di vigneti di proprietà ubicati a 250 metri con una bella esposizione e buone escursioni termiche che permettono alle uve di maturare bene e conservare freschezza e finezza. Accanto alla visione di Federico Messina, un ruolo determinante è affidato all’enologo Jean-Pierre Valade, che è direttore tecnico dell’Institut Oenologique de Champagne e consulente di Maison come Ruinart e Selosse. Valade porta nel progetto una competenza legata al metodo classico e alla cultura champenoise, contribuendo a definire uno stile fatto di precisione, finezza e rispetto del tempo. Con vini come Franciacorta docg dosaggio zero, Satèn Franciacorta docg millesimato 2021 e i due degustati nella serata milanese:

De’ Federici Franciacorta docg Brut
Ottenuto da un uvaggio di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, rappresenta l’eccellenza della tradizione spumantistica italiana e, quindi, espressione autentica della Franciacorta con il suo perfetto equilibrio tra freschezza, finezza e piacevolezza. Colore giallo paglierino brillante; perlage fine e persistente; eleganti sentori di fiori bianchi e note agrumate, in bocca è fresco, vivace e un’acidità davvero bilanciata.

De’Federici Franciacorta Rosé Millesimato docg 2021
Uvaggio di Chardonnay e Pinot nero, perlage fine e persistente e colore richiama la cipria, nonché profilo aromatico con prevalenza di sentori di ciliegia, prugna e piccoli frutti di bosco scuri. E’ un rosè molto versatile perché può accompagnare tanto i momenti eleganti, prestandosi anche agli abbinamenti più creativi.

Trattandosi di “salotto del vino” – questo il claim dell’evento – la serata è stata completata dalla degustazione di:

Selenu Vermentino di Gallura superiore docg – Tenute Gregu
Ottenuto da uve Vermentino in purezza, raccolte all’alba ancora bagnati dalla rugiada della notte. Il colore è giallo paglierino, con un bouquet floreale. In bocca è morbido, minerale, fruttato e persistente. Ottimo con piatti a base di pesce.

Isolina Toscana bianco igt 2022 – Sassotondo, Maremma
Uvaggio di Trebbiano (60%, Sauvignon (30%), Greco (10%) vinificate separatamente e assemblate dopo due mesi di affinamento in acciaio. È un vino di colore giallo paglierino carico, con freschi profumi mentolati, fiori e frutti bianchi; in bocca è secco, sapido, di buon corpo e lunga persistenza. Si presta a un lungo invecchiamento.

VIP Ravenna Famoso igt – La Sabbiona, Faenza
Famoso è un vitigno storico della Romagna che ha rischiato l’estinzione e, a quanto pare, salvato dalla famiglia Altini con la creazione dell’azienda La Sabbiona. Questo vino è ottenuto da uve Famoso in purezza
che al naso rivela note di gesso nonché di mela e ffrutti dolci quasi esotici. In bocca si apre con accenni minerali e frutta croccante, per chiudere in un finale molto piacevole.

Mammutus Romagna Sangiovese doc Oriolo – La Sabbiona, Faenza
Sangiovese in purezza che prende il nome da un reperto archeologico eccezione, il teschio di un mammut, rinvenuto nel 1989 vicino a un vigneto de La Sabbiona e conservato nel Museo di Scienze Naturali di Faenza. Colore rosso intenso e bouquet complesso e intenso con piacevoli note di frutti di bosco, di rosa e un tocco di spezie. In bocca è secco, caldo, morbido e con una buona tannicità e una bella persistenza.

Per non farsi mancare niente, nella serata milanese Alice ha proposto la degustazione alla cieca che si scoprirà essere:
Chianti classico riserva docg 2021 – Tenute Selvolini, Radda in Chianti
Ottenuto da Sangiovese con un 5% di Cabernet Franc, affinato 3 mesi in acciaio prima del passaggio in barriques di legno di rovere francese Taransaud per 2 anni. Colore rosso rubino e profumi di rosa, ciliegia ed altri frutti rossi noncè un tocco di cuoio. In bocca è avvolgente, vibrante con corpo pieno e tannino mediamente dolce.