Quattro giorni dedicati alla grande miscelazione internazionale, tra guest shift, cocktail experience, incontri e ospitalità d’eccellenza. Si è conclusa così la seconda edizione della Taormina Cocktail Week, che dal 17 al 20 settembre ha coinvolto 17 cocktail bar, hotel di lusso, ristoranti, street bar e caffè storici della città, mettendo in dialogo cultura del bere, creatività e territorio.
Il momento conclusivo della manifestazione è stato il Grand Finale & Awards, ospitato sulla terrazza Velvet, il nuovo rooftop panoramico del Mazzarò Sea Palace. Qui sono stati annunciati i vincitori della Taormina Cocktail Competition, disputata al Grand Hotel San Pietro e valutata da una giuria composta da Mattia Capezzuoli, Bar Manager dello Stravinskij Bar di Roma, Daniela Garcea, consulente nel mondo della bar industry e founder di Bold Spirit, e Stefano Nincevich, Deputy Director di Bargiornale.
A conquistare il titolo di miglior Signature Cocktail della Taormina Cocktail Week 2026 è stato L’Heritage di Le Bar Louis Vuitton, l’elegante terrazza affacciata sul Mediterraneo all’ultimo piano dello storico palazzo che ospita la boutique Louis Vuitton di Taormina e parte del gruppo Bella Repertoire, insieme a Morgana e Nunziatina.
A firmare il cocktail è Francesco Truglio, Venue Manager, insieme al team composto da Domenico Portale, Salvo Spadaro, Elia Maltese e Danilo Fargione. Il gruppo ha interpretato il tema di questa seconda edizione, Stories from a Book, ispirandosi a I Leoni di Sicilia di Stefania Auci e trasformando le atmosfere della saga familiare e della Sicilia ottocentesca in un racconto liquido tra memoria, territorio e creatività contemporanea.
Il signature vincitore è realizzato con Eminente Ámbar Claro, mandorle tostate, Vecchio Florio Superiore Marsala, verjus shrub di pesca bianca e cardamomo: una combinazione che richiama profumi e sapori dell’isola attraverso tecniche contemporanee e una sensibilità internazionale.
A consegnare il premio a Le Bar Louis Vuitton è stato Filippo Nembrini, Managing Director Seiko Italia, che ha assegnato al team un Seiko Presage Cocktail Time, segnatempo della collezione che rende omaggio al mondo della mixology attraverso l’artigianalità giapponese, l’eccellenza meccanica, le texture e le palette cromatiche ispirate ai cocktail.
Sul podio Mazzarò Sea Palace e Daiquiri Cocktail Bar
Secondo classificato è stato il bar team del Mazzarò Sea Palace, hotel della collezione VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels e affiliato a The Leading Hotels of the World, già vincitore della prima edizione della Taormina Cocktail Week.
Il team ha presentato Shahrazād, signature ispirato all’atmosfera de Le Mille e una Notte. Firmato da Carmen Cavallaro e Federico Valenti, il cocktail combina Ardbeg Wee Beastie, Eminente Reserva, una miscela speziata orientale homemade, sharbat di ciliegie macerate e Sherry Emperatriz Eugenia Lustau Very Rare, costruendo un percorso tra spezie, profumi e suggestioni d’Oriente.
Al terzo posto si è classificato invece The Last Chapter del Daiquiri Cocktail Bar, firmato da Federico Betti e ispirato a Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.
Il cocktail propone una lettura fortemente territoriale e articolata, con Appleton Estate Rum infuso al cocco tostato, Amara Amaro infuso al fico d’India, Campari, cordial di peperone rosso e pomodoro datterino, tintura di fava tonka e cacao, vermouth dry al gelsomino e soda al cappero e sale marino di Trapani.
“La seconda edizione della Taormina Cocktail Week ha confermato la vocazione di Taormina a diventare una destinazione di riferimento per la mixology internazionale. Abbiamo coinvolto 17 realtà tra cocktail bar, hotel e ristorazione, ospitato protagonisti ai vertici di The World’s 50 Best Bars e creato nuove connessioni tra destinazioni, portando a Taormina il vincitore della Como Lake Cocktail Week e una giuria di esperti della bar industry”, ha dichiarato Annalisa Testa, Founder delle Cocktail Week di Como, St. Moritz e Taormina. “È questo il modello in cui crediamo: far dialogare territori, talenti e visioni attraverso la cultura del cocktail”, ha concluso.