Si annuncia una buona annata per i funghi in Sicilia. Le piogge leggere e costanti che in questi giorni stanno interessando i promontori dell’Isola fanno ben sperare esperti e appassionati micologi, che già guardano con interesse all’avvio della stagione di raccolta.
“Sull’Etna la stagione è già cominciata – racconta Arturo Buccheri, micologo dell’Associazione Micologica Idnologica Amit di Torrenova, nel messinese –. Sul versante nord-occidentale, nelle zone di Bronte e Randazzo, iniziano a comparire i primi funghi. Sui Nebrodi, invece, la stagione di raccolta dovrebbe partire tra una decina di giorni”.
A determinare i tempi di crescita è soprattutto l’umidità del terreno. “Il micelio che si trova sotto terra ha bisogno di un’umidità relativa costante, quella che rimane nel terreno e poi risale verso la superficie. Perché si sviluppi il fungo sono necessari dai dieci ai quindici giorni”.
All’inizio della stagione, spiega Buccheri, a fare la loro comparsa sono soprattutto le specie xerofile, “quelle che amano maggiormente il caldo”.
È dunque il momento dei porcini, a partire dal Boletus aestivalis e dal Boletus aereus, conosciuto come porcino nero e considerato uno dei più pregiati tra i boleti commestibili, particolarmente amante delle temperature elevate.
“Salendo di quota si può trovare invece il Boletus edulis, che non è propriamente xerofilo e predilige ambienti più freschi e umidi. Poi arrivano le specie del genere Russula, anch’esse amanti del caldo. Nelle zone più basse, se le temperature si mantengono intorno ai 20 gradi, può comparire anche l’Amanita caesarea, conosciuta come ovulo buono, l’unico fungo commestibile anche da crudo. Dopo i porcini sarà la volta del cantarello, conosciuto anche come finferlo o gallinaccio. Fondamentale, però, che le
temperature notturne non scendano al di sotto dei 12 gradi”.
Ogni fungaiolo conosce i luoghi dove è più facile imbattersi nelle specie migliori, ma anche in questo caso l’esperienza fa la differenza. “I cercatori più esperti sanno che la ricerca comincia nelle zone più assolate ed esposte a sud, per poi spostarsi progressivamente verso quelle rivolte a nord”, spiega Buccheri.
La ricerca dei funghi, però, richiede anche attenzione alle regole e alla sicurezza. “È importante ricordare che per andare a funghi la legge impone il possesso di un apposito tesserino. I raccoglitori amatoriali possono portare a casa al massimo quattro chili di funghi al giorno, mentre gli esperti possono arrivare fino a 12 chili”.
Non meno importante è prestare attenzione alle dimensioni e all’identificazione degli esemplari. “Non bisogna raccogliere funghi con il cappello inferiore ai tre centimetri di diametro e, soprattutto, non vanno raccolti gli ovuli chiusi: possono essere facilmente
confusi con l’Amanita phalloides, una specie altamente velenosa”.