Aprire una bottiglia di bollicine, in occasioni di festeggiamenti, presuppone di seguire con gli occhi la parabola verso l’alto del tappo, ed incrociare la vista del cielo con le stelle a fare da cornice. Probabilmente, è questo che ha ispirato casa Paladin a presentare Lucrezia Etichetta Nera 2004, una rarissima Riserva di Franciacorta Castello Bonomi al Planetario di Roma.
Un vino, dedicato alla nipote dell’ingegner Marino Bonomi, fondatore e già proprietario del castello, Lucrezia infatti è un nome sempre accostato poeticamente a una stella, che in questo caso ha attraversa il tempo, ed è spesso associato, in senso figurato o metaforico, a diverse figure storiche, simboli o eccellenze chiamate stelle. La scelta della location non è una qualsiasi, il Planetario, allestito all’interno del Museo della Civiltà Romana nel quartiere dell’Eur, è uno dei più grandi e tecnologicamente avanzati d’Italia.
Dotato di un moderno sistema di proiezione digitale in 4K sotto una cupola di 14 metri di diametro, offre spettacoli astronomici dal vivo ed eventi immersivi. La serata alla quale abbiamo partecipato ha avuto come “aperitivo”, l’incontro di Lucrezia con “le stelle”, momento che ha visto una proiezione speciale guidata da Gianluca Masi, l’Astrofisico del Planetario, che ha fatto ripercorrere l’estate del 2004 con la posizione precisa delle stelle che hanno assistito alla vendemmia, in un racconto molto coinvolgente.
Oltre alla parentesi “spaziale”, la serata di presentazione Lucrezia Etichetta Nera 2004, è stata allietata dalla gourmet experience curata dallo Chef Gianfranco Pascucci, che con i suoi deliziosi piatti abbinati ai migliori Franciacorta aziendali. L’esclusività della serata dovuta anche dal numero di bottiglie prodotte di Lucrezia, infatti sono solo 250 le bottiglie prodotte e affinate per oltre vent’anni sui lieviti.
“Abbiamo scelto di mettere al centro il tempo, dichiara Roberto Paladin, titolare di Castello Bonomi, le Riserve Lucrezia nascono proprio dalla volontà di lasciare che le grandi annate possano esprimere fino in fondo il loro potenziale, senza imporre una scadenza dettata dal mercato. È una filosofia produttiva, ma anche una forma di disciplina. Il 2004 ci ha dato una materia prima con caratteristiche tali da far intravedere un importante potenziale evolutivo. La scelta di prolungare l’affinamento è arrivata proprio dalla volontà di verificare fino a dove quel Franciacorta potesse spingersi. Da lì è nata la decisione di conservare una piccola quantità di bottiglie per un progetto di lunghissimo affinamento. Poi ci siamo fidati. Fidati del tempo, dell’annata e del nostro lavoro. Così è nata la nostra stella, Lucrezia Etichetta Nera 2004, un Franciacorta elegante, unico e senza tempo”.
Castello Bonomi è l’unico Château della Franciacorta, sorge alle pendici meridionali del Monte Orfano, che regala un eccezionale conglomerato calcareo, gessoso, friabile e ricco di sali minerali, in uno spettacolare anfiteatro naturale nel comune di Coccaglio. Circondati da un parco secolare, i 35 ettari di splendidi vigneti si sviluppano a gradoni fino a raggiungere i 275 m s.l.m. e sono ancora recintati da un muro a secco risalente a metà Ottocento.
La tenuta Castello Bonomi prende il nome dall’originale edificio liberty progettato alla fine del XIX secolo dall’architetto bresciano Antonio Tagliaferri, su commissione della famiglia del rivoluzionario Andrea Tonelli, noto carbonaro e precursore del Risorgimento, citato nei famosi testi di Piero Maroncelli e Silvio Pellico, che conobbe il carcere, nella Fortezza di Spielberg.
In tempi più recenti la tenuta fu acquistata dall’ingegner Bonomi, ancora oggi proprietario del castello, che negli anni Novanta diede avvio al recupero dei vigneti terrazzati esistenti. Dal 2008 l’azienda è gestita dalla famiglia Paladin, che prosegue con coerenza quanto avviato dai predecessori.
I vigneti Castello Bonomi sono suddivisi in 39 parcelle di cui 6 diversi cru, vendemmiati e vinificati separatamente, in modo da esaltare, attraverso le micro-parcellizzazioni, le caratteristiche e l’identità di ogni lembo di terra. Castello Bonomi segue i principi dell’agricoltura biologica ed opera secondo i dettami della Viticoltura Ragionata, un sistema agronomico sostenibile che ha l’obiettivo di garantire una produzione rispettosa degli ecosistemi e della loro biodiversità.
Castello Bonomi studia, sperimenta e osserva l’Erbamat dal 2010, quando decise di sposare il progetto del Consorzio di Tutela del Franciacorta sul recupero e valorizzazione di questo antico vitigno autoctono. Con la vendemmia del 2014 e del 2015 viene prodotta la prima Cuvée 1564, composta da 30% Chardonnay, 30% Pinot Nero e 40% di Erbamat. Dalla vendemmia 2017, il Dosaggio Zero di Castello Bonomi si evolve per esprimere in modo più autentico i vitigni utilizzati, diventando così Cuvée 1564 Franciacorta Brut Nature. Nel corso della serata abbiamo degustato:
Lucrezia Etichetta Nera 2004, la Riserva di Castello Bonomi
Nel 1999 per volere dell’ingegner Marino Bonomi nasce il primo Franciacorta Riserva di Castello Bonomi la Cuvée Lucrezia, dedicata alla nipote. Lucrezia nasce inizialmente da un blend 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay con la volontà di creare una cuvée destinata a lunghi affinamenti. Le Riserve Lucrezia sono dei Franciacorta prodotti esclusivamente nelle grandi annate, quelle in cui la maturità delle uve raggiunge un equilibrio tale da assicurare longevità e armonia perfetta. Una produzione di nicchia che eleva ai massimi vertici le scelte tipiche di Castello Bonomi e le caratteristiche del terroir del Monte Orfano. Ottenuto da Pinot Noir in purezza. Era il 2014 quando la vendemmia 2004 di Lucrezia veniva svelata per la prima volta. Ma qualcosa, in quel vino, raccontava una storia ancora da scrivere, l’altissima qualità e lo straordinario potenziale evolutivo convinsero, nel 2010 dopo oltre 60 mesi di riposo sui lieviti, lo Chef de Cave Luigi Bersini a custodirne una partita, lasciandola proseguire il proprio cammino sui lieviti. Nel 2026 questa partita viene finalmente svelata, con un affinamento di 242 mesi sui lieviti e sboccatura avvenuta a Luglio 2025. Dopo il dégorgement, il vino ha atteso ancora, per altri 15 mesi, il tempo necessario a raggiungere la sua perfetta armonia. Pressatura soffice viene estratto il solo mosto fiore e la vinificazione avviene con l’ausilio di tecniche a freddo. Il vino compie la prima fermentazione e, dopo 8 mesi di riposo sulle proprie fecce, è pronto per l’assemblaggio e la spumantizzazione (maggio 2005). Il perlage è fine e persistente, con schiuma ben integrata, al naso note fruttate, con agrumi canditi, frutta gialla matura, note balsamiche di conifera e rosmarino, e delicati sentori tostati di noce e nocciola. Al palato rivela grande persistenza e finezza, con acidità ben integrata e spiccata sapidità, tornano le note balsamiche e fruttate, chiudendo su un burro di nocciola tostata. 12,5% Vol.
Lucrezia Etichetta Nera 2011 Franciacorta Extra Brut Riserva Docg
100% Pinot Nero. Terreno prevalentemente calcareo, pressatura delicata, vinificazione in acciaio sulle proprie fecce, con frequenti bâtonnage. Dopo la rifermentazione in bottiglia, affina sui lieviti per 140 mesi. Al naso note di pasticceria, brioche, sensazioni fruttate di albicocca, nespola, frutti rossi che risultano più fresche rispetto alla 2004, che ben si amalgamano a una spiccata balsamicità di erbe aromatiche. Al palato, fresco sapido in grande coerenza con le sensazioni olfattive che si prolungano in un lungo finale di grande finezza ed eleganza. 12,5% Vol.
Lucrezia Etichetta Bianca 2011 Franciacorta Extra Brut Riserva Docg
80% Chardonnay e 20% Pinot Nero. Terreni di natura prevalentemente calcarea, pressatura delicata. Solo la prima spremitura viene utilizzata per comporre questa riserva. La fermentazione e l’affinamento dello Chardonnay avvengono in barrique di rovere francese, con movimentazione costante delle fecce mediante bâtonnage, a temperatura controllata, per donare struttura e complessità aromatica. Il Pinot Nero fermenta invece in acciaio. In primavera avviene l’assemblaggio delle basi e, dopo la rifermentazione in bottiglia, il vino affina sui lieviti per 144 mesi. Colore giallo paglierino brillante, con riflessi dorati, fine e fitto il perlage, al naso note di crosta di pane, fruttato di frutti a polpa bianca e agrumi, sensazioni di frutta secca, miele e fiori di tiglio, fieno e camomilla. Al palato il sorso è ampio, avvolgente e di grande equilibrio, fresco sapido con grande richiamo di beva. 12,5% Vol.
Cuvée 1564 Brut Nature Millesimato 2018 Franciacorta Docg
45% Chardonnay – 45% Pinot Nero – 10% Erbamat. Affinamento oltre 60 mesi. Le uve Erbamat sono coltivate in prossimità della cantina e nella parte più alta della tenuta, su vigneti terrazzati con esposizione a ovest e allevati a Guyot. Dopo la raccolta, le uve sono state sottoposte a pressatura soffice. Ogni parcella di vigna è stata vinificata separatamente, con fermentazione e successivo affinamento in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, per non favorire la fermentazione malolattica. Il mosto fiore dello Chardonnay e una parte dell’Erbamat hanno fermentato e affinato per 7 mesi in barrique. Il Pinot Nero, invece, è stato vinificato in bianco e affinato in vasche di acciaio inox. Al naso rivela delicate sensazioni floreali seguite da note agrumate e minerali. Si esalta la finezza, senza rinunciare alla struttura la cui presenza non è invadente. Al palato sorprende l’acidità e il grande equilibrio per Franciacorta elegante e dal finale asciutto.
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