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Scenari

Birra artigianale italiana, nel 2025 prodotti 720 mila ettolitri: vale il 4,2% della produzione nazionale

16 Ottobre 2026
foto dell’iniziativa a FilieraBirra 2026 – Milano foto dell’iniziativa a FilieraBirra 2026 – Milano

La birra artigianale italiana compie trent’anni e oggi rappresenta una realtà consolidata del panorama brassicolo nazionale. Nel 2025 la produzione ha raggiunto circa 720 mila ettolitri, pari al 4,2% del totale italiano, mentre i piccoli birrifici indipendenti attivi sul territorio sono quasi 940. Numeri che raccontano l’evoluzione di un movimento nato dall’iniziativa di pochi pionieri e diventato, nel tempo, una componente significativa dell’economia agroalimentare del Paese.

A delineare le dimensioni del comparto è Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani, che ha presentato una nuova elaborazione dei dati durante l’ottava edizione di FilieraBirra, il convegno dedicato quest’anno a “Innovazione e nuovi modelli di consumo”, svoltosi al Palazzo della Cultura di Milano. A illustrare i risultati è stato il presidente Vittorio Ferraris.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), nel 2025 circa 930 operatori con una produzione annua non superiore a 10mila ettolitri hanno effettuato immissioni in consumo di birra, generando un gettito stimato di circa 9 milioni di euro in accise. Sulla base di questi valori, Unionbirrai ha stimato una produzione di circa 470 mila ettolitri, a cui si aggiungono altri 250 mila ettolitri riconducibili a una dozzina di piccoli birrifici indipendenti di dimensioni maggiori. La stima complessiva arriva così a circa 720 mila ettolitri.

“A trent’anni dalla nascita della birra artigianale italiana, questi numeri raccontano quanto sia diventato importante un movimento nato dall’iniziativa di pochi pionieri – sottolinea Ferraris –. Oggi parliamo di centinaia di imprese che producono qualità, esprimono competenze e valorizzano i territori attraverso birre con una propria identità”. Per il presidente di Unionbirrai, il valore del comparto non si esaurisce nei volumi produttivi, ma risiede anche nella capacità di esprimere un modello imprenditoriale indipendente e radicato nel tessuto economico e sociale italiano.

Un contributo importante arriva anche dalle imprese associate all’organizzazione: i 290 produttori aderenti a Unionbirrai hanno realizzato nel 2025 circa 310mila ettolitri di birra. Un dato che conferma il peso dell’associazione all’interno del settore e il ruolo delle realtà indipendenti nella produzione brassicola artigianale.

Accanto ai risultati produttivi, resta centrale la questione della filiera. Il settore riunisce infatti imprese molto diverse per dimensioni e capacità produttiva, dalle realtà più piccole ai birrifici maggiormente strutturati. Una varietà che rappresenta una ricchezza, ma che richiede strumenti di sostegno adeguati alle diverse esigenze.

Tra le priorità indicate da Unionbirrai ci sono il rafforzamento della filiera nazionale delle materie prime, lo sviluppo della maltazione italiana, le collaborazioni tra produttori e realtà agricole locali e la semplificazione degli adempimenti fiscali e amministrativi. Obiettivi che puntano a consolidare il legame tra birra artigianale e territorio, favorendo una filiera più integrata e competitiva.

“La sfida dei prossimi anni è trasformare questa ricchezza produttiva in nuove opportunità di sviluppo – conclude Ferraris –. Rafforzare il rapporto tra agricoltori, maltatori e birrifici significa costruire una filiera più integrata, sostenibile e competitiva, capace di generare valore sul territorio”. Per la birra artigianale italiana, dopo trent’anni di crescita ed evoluzione, la prossima sfida sarà consolidare il proprio spazio sul mercato, continuando a puntare su qualità, innovazione e identità produttiva.