Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vino e dintorni

La crisi bussa in cantina: consumi in calo e costi in aumento. L’allarme di Unione italiana vini

05 Novembre 2026
Bottiglie di vino Bottiglie di vino

I dati: costi di produzione a +8,9% e prezzi al consumo a -2,6%. Il comparto chiede sostegno, le parole del presidente Uiv Lamberto Frescobaldi

Il comparto vitivinicolo si trova a fare i conti con una congiuntura sempre più complessa, segnata dalla contrazione dei consumi e dall’aumento dei costi di produzione. A ottobre l’inflazione ha raggiunto il 5,4%, mentre il prezzo al consumo del vino, secondo i dati Istat, ha registrato una flessione del 2,6%. Sul fronte dei costi produttivi, le rilevazioni Ismea di settembre indicano invece un incremento dell’8,9% su base annua. Una doppia pressione che, secondo Unione italiana vini (Uiv), rischia di aggravarsi ulteriormente per effetto dell’escalation dei prezzi dell’energia.

Da un lato, infatti, i consumatori stanno riducendo le spese considerate discrezionali, tra cui quelle destinate al vino. Un fenomeno confermato dalla recente indagine Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, secondo cui il vino è in cima alla lista dei prodotti che gli italiani dichiarano di voler tagliare dal carrello della spesa, con una percentuale del 35%. Dall’altro, le imprese vitivinicole devono sostenere rincari che incidono su un comparto particolarmente esposto ai costi energetici, senza poter contare su un corrispondente adeguamento dei prezzi di vendita.

“Sempre più spesso – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – il nostro settore deve far fronte a fattori esogeni in un contesto di mercato sempre più sotto pressione. In tema di energetici, il disegno di legge di Bilancio prevede opportunità anche per il settore vitivinicolo, con misure di sostegno ai costi e incentivi agli investimenti per l’efficienza energetica, di cui auspichiamo una rapida e concreta attuazione”.

Frescobaldi ha aggiunto: “Sul fronte internazionale, chiediamo invece al Governo uno stanziamento straordinario aggiuntivo per la promozione del vino italiano sui mercati esteri, rafforzando le risorse già previste per l’internazionalizzazione. Una misura oggi più che mai necessaria per sostenere la competitività delle nostre imprese, alle prese con gli effetti dei dazi, la contrazione dei consumi e le difficoltà sui mercati internazionali, con la crescente competizione di nuovi Paesi che sono divenuti produttori di vino”.