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Cibo e dintorni

Succo di limone al posto del sale, così cambiano le abitudini degli italiani a tavola

20 Ottobre 2026
Succo di limone al posto del sale, gli italiani prendono questa abitudine Succo di limone al posto del sale, gli italiani prendono questa abitudine

Oltre la metà degli italiani ha già ridotto il consumo di sale o sta cercando di farlo. Tra le alternative per insaporire i piatti ci sono spezie, erbe aromatiche e succo di limone. A fotografare il cambiamento è una ricerca di AstraRicerche per Gruppo Polenghi, che festeggia 50 anni di attività

Meno sale nel piatto, senza rinunciare al gusto. Gli italiani stanno rivedendo le proprie abitudini a tavola e, tra le alternative per insaporire gli alimenti, si fa spazio anche il succo di limone. Secondo una ricerca realizzata da AstraRicerche per Gruppo Polenghi, il 56,8% degli intervistati ha già ridotto il consumo di sale o sta cercando di farlo. Tra questi, uno su quattro circa (25,8%) utilizza il succo di limone, fresco o confezionato, per dare più sapore ai piatti.

L’indagine, intitolata Che condimento sei? L’Italia che condisce, restituisce la fotografia di un rapporto con il condimento che resta profondamente legato alla tradizione, ma che si apre a nuove esigenze, dalla ricerca della freschezza all’attenzione per la salute. Per il 77,7% degli italiani, infatti, il condimento è molto o moltissimo importante per la riuscita di un piatto, mentre il 52,4% dichiara di utilizzarlo più volte al giorno, praticamente a ogni pasto.

A dominare le tavole sono ancora l’olio extravergine d’oliva, indicato dal 78,7% degli intervistati, e il sale, al 65,6%. Seguono pepe e spezie (40,6%), erbe aromatiche fresche e aglio (33,6%). Il limone, tuttavia, conquista un ruolo particolare quando si parla di freschezza: è il condimento simbolo per il 47,5% degli italiani, davanti all’olio EVO, fermo al 39,6%.

Meno sale, più sapore: le alternative scelte dagli italiani

L’attenzione alla quantità di sale consumata non è soltanto un’intenzione. Il 56,8% degli intervistati dichiara di averlo già ridotto stabilmente o di stare cercando di farlo, mentre un ulteriore 27,5% afferma di aver preso in considerazione questa possibilità. Nel complesso, l’84,3% ha già modificato le proprie abitudini, sta provando a farlo oppure ha riflettuto sull’opportunità di ridurre il sale.

Tra chi ha intrapreso questo percorso, le soluzioni più diffuse sono le spezie (48,8%) e le erbe aromatiche (46,7%), seguite da aglio, cipolla e peperoncino (39,5%). Il succo di limone è utilizzato dal 25,8% di questo gruppo, davanti ad altri condimenti e salse (14,5%) e all’aceto (11,6%).

Il ricorso al limone si inserisce così nella ricerca di un equilibrio tra gusto e attenzione alimentare. Il suo sapore acidulo permette infatti di caratterizzare verdure, carne e pesce, offrendo un’alternativa al sale aggiunto. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda agli adulti di consumare meno di 5 grammi di sale al giorno, considerando anche quello già presente negli alimenti.

“Ridurre il sale non significa rassegnarsi a mangiare senza gusto: significa abituare gradualmente il palato ai sapori degli alimenti e imparare a esaltarli in altri modi – spiega il professor Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma -. Il succo di limone, grazie al suo sapore acidulo, può dare carattere anche a un piatto semplice, dalle verdure alla carne o al pesce”.

Il limone tra tradizione e sperimentazione

Il cambiamento delle abitudini si accompagna alla voglia di sperimentare. Dalla ricerca emerge che il 75,8% degli italiani prova nuovi condimenti e il 47,8% è disposto a farlo anche con i piatti della tradizione.

Tra gli abbinamenti con il limone che suscitano maggiore curiosità ci sono la frutta fresca con sale e limone, già provata o da provare per il 73,3% degli intervistati, e il succo di limone con caviale o ostriche, indicato dal 70,5%. Piace anche l’idea del gelato al limone con sale e olio extravergine d’oliva, che interessa il 60,7%. Più divisivo il caffè con limone, che il 37,2% ha già sperimentato o vorrebbe provare.

La ricerca evidenzia inoltre come, accanto alla curiosità gastronomica, acquistino peso la naturalità e la provenienza degli ingredienti. Per il 41,3% degli italiani la naturalità è il principale criterio nella scelta di un condimento, seguita dal gusto intenso (38,5%) e dalla freschezza (35%).

Succo confezionato, conta l’origine italiana

Anche per il succo di limone confezionato i consumatori mostrano preferenze precise. L’origine 100% italiana è indicata come fattore che favorisce l’acquisto dall’85,9% degli intervistati. Seguono la presenza di succo puro senza acqua aggiunta (82,9%) e l’assenza di conservanti (82,3%).

Più della metà degli italiani (54,2%) alterna il succo fresco a quello confezionato. Tra i vantaggi di quest’ultimo vengono indicati la maggiore conservabilità e la possibilità di ridurre gli sprechi (46,1%), la praticità nel dosaggio e il risparmio di tempo (39,9%), oltre alla comodità di averlo sempre disponibile in casa (37%).

Restano però alcune convinzioni da chiarire: il 54,3% degli intervistati ritiene che il succo confezionato contenga conservanti o additivi, mentre il 39,3% pensa che non si tratti di vero succo di limone. Il 61,2% gli attribuisce inoltre un gusto diverso da quello appena spremuto.

Gruppo Polenghi festeggia 50 anni e punta sull’innovazione

È in questo scenario che si inserisce il percorso di Gruppo Polenghi, realtà specializzata nella lavorazione e commercializzazione del limone che nel 2026 celebra cinquant’anni di attività. La ricerca rappresenta, secondo l’azienda, uno strumento per comprendere l’evoluzione delle esigenze dei consumatori e individuare nuove opportunità di sviluppo.

Nel 2025 il gruppo ha registrato un fatturato di 110 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente e del 50% nell’arco di cinque anni. Il 90% dei ricavi è stato realizzato all’estero e il volume di succo commercializzato è risultato equivalente, secondo i dati aziendali, a 950 milioni di limoni.

“Cresce l’attenzione alla naturalità, alla provenienza delle materie prime e alla praticità, mentre si aprono nuove occasioni di consumo – commenta Filippo Scandellari, amministratore delegato di Gruppo Polenghi -. Per noi questi risultati sono un punto di partenza per sviluppare prodotti che rispondano alle aspettative del mercato e, soprattutto, per dare al succo di limone il valore che merita”.

Tra le proposte dell’azienda figurano Spinagallo, succo biologico e biodinamico ottenuto da limoni Femminello Siracusano IGP, e Acti Lemon, linea monodose che combina succo di limone biologico e zenzero e che si è recentemente ampliata con una variante al limone e mirtillo con collagene.

Il dato centrale della ricerca resta però legato alle abitudini quotidiane: per una parte degli italiani, il limone non è soltanto un ingrediente che aggiunge freschezza, ma anche un modo per riscoprire il gusto riducendo il ricorso al sale.