La zampina di Sammichele di Bari entra ufficialmente nel registro europeo delle Indicazioni geografiche protette. La registrazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea di ieri, rappresenta un importante traguardo per uno dei prodotti più identitari della gastronomia pugliese e segna un ulteriore rafforzamento del patrimonio agroalimentare italiano certificato. Nella stessa giornata è stata registrata anche l’Igp del Peperoncino di Calabria.
Con il nuovo riconoscimento, la Puglia raggiunge quota 61 denominazioni tra Dop e Igp nei comparti cibo e vino, confermando il ruolo centrale della regione nel panorama della qualità certificata nazionale. Secondo le stime del Rapporto Ismea-Qualivita 2025, la Dop Economy pugliese vale oggi oltre 700 milioni di euro.
Ma al di là dei numeri, il valore della nuova Igp risiede soprattutto nella tutela di una tradizione profondamente radicata nel territorio. La zona di produzione della zampina di Sammichele di Bari Igp coincide infatti con il territorio comunale di Sammichele di Bari, centro delle Murge noto da generazioni per le sue macellerie e per una cultura gastronomica costruita intorno alla carne e alla convivialità.
La zampina è un insaccato fresco dalla caratteristica forma a spirale, ottenuto da un impasto di carne bovina e ovina arricchito con formaggio stagionato grattugiato, filetto di pomodoro pelato, basilico, sale e pepe, il tutto racchiuso in un budello naturale ovino. Una ricetta che si distingue anche per l’assenza di carne suina, elemento che contribuisce a definirne l’identità e il profilo organolettico.
Il risultato è un prodotto dal colore rosso vivo e dall’aroma intenso, immediatamente riconoscibile, che negli anni è diventato il simbolo gastronomico di Sammichele di Bari. La sua fama è cresciuta grazie al lavoro delle macellerie locali, della ristorazione e delle manifestazioni popolari che ne hanno fatto un vero emblema della comunità.
Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato così le due nuove iscrizioni nel registro europeo delle Igp: “Si tratta di un risultato importante che premia il lavoro dei nostri produttori. Le Indicazioni geografiche sono la via maestra per far riconoscere il giusto valore alle nostre eccellenze: il Sud Italia ha enormi potenzialità in questo settore, custodisce tante realtà che possono iscriversi nel registro europeo”.
“L’ingresso di questi due prodotti – continua il ministro – è un segnale positivo che consolida il primato assoluto dell’Italia in Europa nel comparto agroalimentare, a testimonianza della nostra biodiversità e della qualità che riusciamo ad esprimere. Il Governo Meloni continua a tutelare e promuovere con orgoglio il Made in Italy, difendendo il legame indissolubile tra territorio, tradizione e identi tà nazionale”.
Con queste registrazioni l’Italia raggiunge quota 892 riconoscimenti complessivi, di cui 334 nel comparto cibo (con 174 Dop, 156 Igp e 4 Stg). A questi si aggiungono le 522 denominazioni del settore vitivinicolo, per un totale di 856 prodotti Dop, Igp e Stg tra cibo e vino, ai quali si sommano infine le 36 Ig delle bevande spiritose.
Secondo Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita, il riconoscimento “testimonia la capacità del sistema delle Indicazioni geografiche di valorizzare produzioni profondamente legate alla cultura dei territori. Nel caso della zampina, il legame con Sammichele non è soltanto produttivo ma anche sociale: il prodotto racconta una tradizione collettiva fatta di saperi artigianali, relazioni comunitarie e identità locale”.