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Cibo e dintorni

Formaggi Dop e Igp: export record da oltre 3,3 miliardi di euro. Ma pesano i dazi Usa

05 Giugno 2026
Il formaggio Stelvio o Stilfser Il formaggio Stelvio o Stilfser

Un comparto in crescita ma sempre più esposto alle tensioni internazionali. L’assemblea di Afidop (Associazione formaggi Italiani Dop e Igp) che si è svolta ieri ad Altamura ha messo a fuoco i dati economici del 2025 e le principali linee strategiche per difendere i gioielli agroalimentari italiani sui mercati globali.

L’anno scorso la produzione ha superato le 625 mila tonnellate (+4%), mentre nel primo scorcio del 2026 iniziano a farsi sentire gli effetti delle tariffe statunitensi, con il rischio di favorire anche il fenomeno dei falsi “Made in Italy” oltreoceano. L’associazione – che riunisce 21 Consorzi di tutela e rappresenta oltre il 99% della produzione casearia certificata italiana – ha ribadito la necessità di un approccio scientifico per contrastare il cosiddetto cibo artificiale.  E il presidente Antonio Auricchio richiama alla collaborazione globale: “Serve fare sistema a livello internazionale”.

Produzione in crescita e export trainante

Nel 2025 i formaggi italiani a Indicazione Geografica hanno segnato un aumento produttivo del 4%. “A fare la parte del leone – si legge in una nota – è stato il commercio estero, rivelatosi vitale a fronte di un mercato interno che non offriva più le medesime soddisfazioni. Le esportazioni hanno raggiunto quota 260 mila tonnellate, generando un valore economico superiore ai 3,3 miliardi di euro, con una crescita vicina al 10% in valore e del 2,2% in volume”.

I formaggi Dop e Igp hanno così rappresentato il 40% dei volumi e il 55% del valore dell’intero export caseario italiano. “Obiettivo di Afidop – spiegano nella nota – è fare aggregazione, fare fronte unito e dare forza anche ai Consorzi più piccoli, rafforzando la capacità del comparto di affrontare le sfide dei mercati internazionali”.

Dazi Usa e rischio italian sounding

Nonostante i risultati positivi, cresce l’attenzione verso il mercato statunitense. Gli Usa restano il primo sbocco extra-Ue, con circa 40.900 tonnellate importate per un valore di 485 milioni di euro, trainate per il 95% da Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Pecorino Romano.

Le politiche tariffarie e l’introduzione di “dazi doppi” nei porti di New York e New Jersey hanno però incrementato sensibilmente i costi, arrivando a sfiorare un +30% sul valore del prodotto, frenando così la crescita. L’effetto scorte ha solo temporaneamente attenuato l’impatto nel 2025, mentre i dati del primo trimestre 2026 mostrano già segnali di rallentamento.

Accanto al nodo economico, emerge quello identitario: l’aumento dei prezzi al consumo favorisce la diffusione di imitazioni locali come “parmesan” e “romano”, alimentando l’Italian sounding.

Queste le dichiarazioni di Auricchio: “I formaggi Dop e Igp italiani hanno dimostrato una straordinaria capacità di crescita anche in uno scenario internazionale complesso e instabile. È fondamentale rafforzare il lavoro di sistema per difendere le denominazioni, contrastare le imitazioni e consolidare la presenza nei mercati strategici, puntando su qualità e diversificazione”.

Accordi internazionali e tutela delle denominazioni

Nel corso dell’assemblea è stata accolta positivamente l’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio UE-Mercosur, entrato in vigore il 1° maggio. Secondo Afidop “l’intesa rappresenta un’opportunità per contrastare i tentativi di liberalizzazione di alcune denominazioni storiche europee nei mercati sudamericani, promossi da organizzazioni come il Consortium for Common Food Names (Ccfn)”.

Sul fronte normativo europeo, l’associazione conferma il proprio impegno nel confronto sul regolamento UE 2024/1143, in collaborazione con il Masaf e le istituzioni comunitarie, per garantire un sistema di tutela efficace per il comparto lattiero-caseario. Tra i temi affrontati anche l’indicazione obbligatoria dell’operatore in etichetta.

Ristorazione e promozione all’estero

La ricerca Afidop 2025 realizzata da GriffeShield evidenzia un miglioramento nella presenza dei formaggi Dop e Igp nella ristorazione: nei menù digitali si registra un aumento del 20%. Restano però criticità legate all’uso di abbreviazioni improprie che ne riducono la riconoscibilità e il valore.

Sul fronte promozionale, dopo il successo dell’iniziativa al Fuori Salone di Anuga a Colonia, l’Associazione guarda al Sial di Parigi (17–21 ottobre 2026). In Francia, primo mercato europeo per i formaggi certificati italiani, è previsto uno stand di 164 metri quadrati che ospiterà sette Consorzi, oltre a un evento a Montmartre dedicato alla promozione del formaggio Dop e Igp autentico.