Per nove giorni Milano si trasformerà in una grande città del vino. Si parte domani – sabato 17 ottobre – con il tradizionale Brindisi inaugurale in programma a CityLife che rappresentando un grande momento di apertura alla città, è ad accesso gratuito e accompagnato da live entertainment. Sarà, anche, il primo degli oltre 100 appuntamenti programmati per la nona edizione che avrà come punto di riferimento per il pubblico l’Enoteca Milano Wine Week allestita ai Dazi dell’Arco della Pace, che per tutta la durata della manifestazione (conclusione il 25 ottobre con il closing party proprio qui) sarà luogo di incontro e scoperta dove degustare centinaia di referenze, incontrare produttori e lasciarsi guidare dai sommelier tra appuntamenti, degustazioni e party, tra cui la One Wine Night, organizzata in collaborazione con Carrefour e Terre d’Italia. Mentre il cuore degli appuntamenti professionali è Milan Marriott Hotel, non molto distante dall’Arco della Pace.
A scorrere in dettaglio il fitto elenco di eventi in programma, si può dire che questa edizione guarda all’evoluzione del mondo del vino e ai nuovi modi di raccontarlo, viverlo e condividerlo. Tant’è che Federico Gordini, Presidente di Milano Wine Week, sottolinea che “arrivare alla nona edizione significa per noi essere a un passo da un traguardo importante, ma soprattutto avere davanti una nuova occasione per guardare al futuro.
In questi nove anni Milano Wine Week è cresciuta insieme al mondo del vino, intercettando i cambiamenti e cercando ogni volta nuovi linguaggi e modalità per avvicinare le persone a una cultura in continua evoluzione”. Un’evoluzione che trova conferma anche nei numeri. Secondo i dati NielsenIQ finora il mondo del vino, acquistato dall’84% delle famiglie italiane, ha venduto oltre 600 milioni di litri, confermando il peso della filiera per l’economia italiana e per l’indotto che coinvolge circa 500mila addetti. In un mercato in continua trasformazione, sicuramente la qualità fa la differenza: chi sceglie il vino continua a premiare il valore, con una crescita sia della spesa per ogni atto d’acquisto che del prezzo medio al litro.
Un segnale che fotografa il profilo di un consumatore sempre più attento alle proprie scelte e alla qualità dell’esperienza che accompagna ogni etichetta. L’esperienza è anche uno dei driver che stanno ridisegnando il rapporto tra vino, territori e pubblico. Da qui nasce una delle principali novità dell’edizione 2026: il format dedicato alla Wine Hospitality, che il 17 ottobre prenderà forma attraverso il Wine Hospitality Forum, la prima edizione dei Wine Hospitality Awards – che includono il premio Wine Destination of the Year – e il Wine Hospitality Showcase. Tre momenti complementari per analizzare l’evoluzione dell’ospitalità del vino, riconoscerne le espressioni più significative e proporne un’esperienza diretta al pubblico, attraverso le 50 cantine che saranno premiate nel primo evento della manifestazione.
E se l’esperienza è al centro, altrettanto centrale è chi la rende possibile, sottolinea Gordini. Tornano così gli appuntamenti dedicati ai professionisti di sala, anello fondamentale nel viaggio del vino dalla cantina al calice e alle persone: Wine List Italia (18 ottobre), che racconta la sommellerie attraverso le voci e le scelte dei suoi protagonisti, e gli MWW Awards (19 ottobre), che per il sesto anno consecutivo premieranno oltre cento tra le migliori carte vini della ristorazione e del retail in Italia. Accanto a questi, arrivano gli Stati Generali della Sala Italiana (19 ottobre): piattaforma di confronto e innovazione che si riunirà in occasione del Business Day del lunedì della nona Milano Wine Week.
Non mancheranno, lungo tutta la settimana, occasioni di business per l’intero comparto, con un programma dedicato ai professionisti tra workshop, masterclass, tasting, convegni e meeting B2B in programma al Milan Marriott Hotel, realizzati in collaborazione con numerosi partner. E, poi, l’edizione 2026 della Milano Wine Week rafforza il proprio impegno nella formazione grazie alla collaborazione con Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Educational Partner della manifestazione, che contribuirà al programma con contenuti dedicati ai professionisti e alla valorizzazione della cultura dell’ospitalità.
La manifestazione, comunque, si estenderà in tutta la città con il coinvolgendo di ristoranti, hotel, locali e luoghi della cultura, dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro a Base Milano e al Savona-Tortona District, facendo dialogare il vino con arte, design, formazione e lifestyle.
Tra gli appuntamenti anche il convegno “Coltivare l’equità e l’innovazione nel sistema del vino italiano: identità, ruoli e prospettive delle donne tra università, ricerca e impresa”, ospitato dall’Università degli Studi di Milano e dedicato al ruolo delle donne nella filiera vitivinicola, e un approfondimento della European School of Economics – Ese Milan ospiterà invece un appuntamento dedicato alla Longevity Economy, per esplorare il tema della longevità applicato al mondo del vino e l’evoluzione dei consumi e delle esperienze legate al beverage.
Questo perché “l’edizione 2026 nasce dalla volontà di mettere in dialogo tutte le anime del settore, dai produttori agli operatori, dalla sommellerie all’hospitality, fino al grande pubblico, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alla Gen Z – dice Gordini -. Lo facciamo attraverso momenti di business, formazione e confronto, ma anche attraverso esperienze capaci di portare il vino fuori dai suoi contesti più tradizionali e farlo dialogare con la città. Milano, con la sua capacità di anticipare le tendenze e mettere in connessione mondi diversi, continua a essere il luogo ideale per accompagnarci verso il nostro decennale”.
Il programma è consultabile sul sito di milanowineweek. I biglietti per le iniziative a pagamento sono in vendita su Dice.