Sono foto da gustare… con gli occhi quelle del giornalista Giovanni Franco esposte dal 20 agosto al ristorante Quattroventi in via Enrico Albanese 30 a Palermo. Immagini da osservare mentre assaporate le pietanze elaborate dallo chef Filippo Ventimiglia, titolare del locale. Un connubio tra cibo e arte da scoprire in una sorta di comfort zone. “Da sempre ho voluto aprire i nostri spazi alla pittura e alla fotografia – dice Ventimiglia – per accogliere i nostri clienti in luoghi che stimolano l’immaginazione mentre scoprono con il palato e la vista i nuovi piatti che periodicamente aggiungo nei miei menù”.
Alle pareti le foto su tela di Franco che in un gioco di colori e sfumature ritraggono paesaggi e persone. Istantanee sospese nel tempo tra presente e passato. Una raccolta di slow photo da osservare senza frenesie, anzi con lentezza.
“Riempi la cornice di sentimenti, energia, scoperta e rischio e lasci spazio sufficiente per far entrare qualcun altro”, diceva il fotografo Joel Meyerowitz. Ed è questa una filosofia che emerge negli scatti di Franco. “Le mie foto sono dei racconti visivi. Storie che a volte fanno sognare o ricordare momenti vissuti che sembravano essere dimenticati. – afferma Franco – Immagini che mi auguro possano rimanere impresse nella mente degli spettatori”.
Il ristorante è a pochi passi dal porto, proprio di fronte al carcere borbonico dell’Ucciardone. Il progetto è quello di rileggere i piatti classici in chiave siciliana con un’attenzione particolare alle materie prime e l’utilizzo quasi esclusivo di fornitori locali. “Ed ora stiamo preparando il menù autunnale che sarà ricco di novità e sapori”, annuncia Filippo.
Giovanni Franco è un giornalista professionista e fotografo. La sua ricerca visiva nasce dall’osservazione quotidiana del territorio siciliano: i mercati storici, i riti religiosi, i volti delle comunità rurali, le storie di integrazione che si intrecciano nelle città di mare.
Nel corso della sua carriera ha documentato la vita culturale e sociale della Sicilia con uno sguardo capace di unire il rigore del fotogiornalismo alla sensibilità del reportage d’autore. I suoi lavori spaziano dal documentario antropologico alla fotografia di paesaggio, sempre alla ricerca della tensione tra passato e presente.
Una lunga passione quella di Franco che ha cominciato scattando con le reflex analogiche, negli anni ’70, sviluppando e stampando le foto, autonomamente in camera oscura, giocando con le sfumature del bianco e nero. Ha esposto le sue foto a partire dagli anni ’80.
Poi il passaggio, alla fine degli anni ’90, al sistema digitale, prediligendo le fotografie a colori. Le sue foto sono state pubblicate, oltre che nel circuito dell’Ansa, anche su vari quotidiani nazionali.
Tra le sue mostre: Cromatica muraria tra scenario e struttura; Mercato della Vucciria in chiaro e scuro; La vita recitata ad altezza d’uomo; L’isola a colori; Viaggio fotografico in Sicilia; ObiettiVita; Sentieri Provenzali; Brani di Sicilia; Corso Sicilia; Scatti d’ali; Paesaggi Temporali; La città congelata; Green Pass; Incontri; Quell’estate in mascherina; Sguardi fedeli. Tra le sue pubblicazioni; Parole a scatti per Aulino editore. E Scattaiolando. Con le edizioni Libridine ha pubblicato, insieme a Nicola Cristaldi, Oltre la rete e Il Canto della Casbah. E da solo il fotoracconto Busiate e Volti delle Madonie. Da cronista ha scritto articoli su vari temi: economia, politica, cultura, costume, spettacoli.
Link: www.giovannifranco.eu.