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Pubblicato in La degustazione il 09 Luglio2021
Silvano Brescianini

di Michele Pizzillo

Alla fine degli anni '90 del secolo scorso la Barone Pizzini (azienda fondata dal barone Giulio Pizzini poi affiancato da alcuni imprenditori suoi amici) fu la prima cantina a produrre Franciacorta da agricoltura biologica.

Questa fama di “avanguardista” adesso è confermata con la proposta di Animante, bollicine ottenute da un uvaggio con la presenza di Erbamat, antico vitigno franciacortino stranamente trascurato che, con importanti investimenti, costante ricerca e attenta osservazione, unite a quella lungimiranza che contraddistingue da sempre l’azienda Barone Pizzini, adesso apre nuovi e interessanti orizzonti qualitativi per il Franciacorta. Alla presentazione di Animante, Silvano Brescianini general manager di Barone Pizzini, ha pubblicamente ringraziato il Centro vitivinicolo provinciale di Brescia che negli anni '90 ha intrapreso lo studio delle varietà autoctone selezionando tra vecchie vigne a pergola e di fatto salvando dall’estinzione 18 cultivar, tutt’oggi allevate in vigneto di proprietà. Da dove è partita la ricerca e la sperimentazione dopo che, nel 1997 viene pubblicato lo studio condotto dagli agronomi Pierluigi Villa, Ottorino Milesi e Attilio Scienza, che descrive le 18 varietà di Erbamat con le informazioni ampelografiche e con le note enologiche. Queste varietà sono diventate marginali sia per la difficoltà nella gestione, sia per oggettivi minus qualitativi e, così, l’utilizzo enologico di Erbamat era solo per uvaggi in cui apportare acidità e finezza.

Sarà poi in Barone Pizzini che nel 2008 l'agronomo Pierluigi Donna dello Studio Sata, inizia la sperimentazione dell'antico vitigno autoctono già citato dal medico bresciano Agostino Gallo nel 1564 nell'opera “Le dieci giornate della vera agricoltura e piaceri della villa” e poi scomparso da tutte le mappe dei vigneti fino ai giorni nostri. Le prime sperimentazioni sono legate all'impianto di circa un ettaro di vigneto della Barone Pizzini, coraggiosamente declassato dai registri della Docg per permettere la coltivazione di Erbamat, vendemmiato per la prima volta nel 2012, degorgiato dopo 60 mesi sui lieviti, che prende il nome emblematico di “Tesi 1” (al quale seguiranno successivamente “Tesi 2” e “Tesi 3”), un VSQ Metodo Classico prodotto con un assemblaggio di 60% Erbamat, 20% di Pinot Nero e Chardonnay. Fino ad arrivare ad oggi, con la nascita di Animante con Erbamat. E, aggiunge Brescianini “dopo oltre 10 anni di studi in campo, ma anche momenti difficili ed estremamente sfidanti, a causa della maturazione autunnale delle uve, possiamo presentare oggi il “nuovo” Animante con Erbamat (oltre a Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco), primo Franciacorta ad essere proposto agli appassionati ed alla critica enologica”. Questa primogenitura, insieme a quello di pionieri della viticoltura biologica in Franciacorta, testimonia una volta di più il coraggio e la volontà di sperimentare guardando al futuro del territorio. Si tratta di un primo passo, perché Erbamat è un vitigno su cui c'è ancora molto da scoprire, tant’è che è in corso la selezione clonata a cura dell’Università di Milano.

Per Brescianini l'antico vitigno è stato inserito in Animante perchè questo vino rappresenta l’anima di Barone Pizzini, racchiudendo in se la natura viva di tutti i suoi vigneti e coronando il lungo e pionieristico percorso di rinnovamento in vigna ed in cantina che ha sancito la primogenitura di Barone Pizzini nell’esperienza biologica in Franciacorta, e oggi si presenta in una nuova veste, con l'Erbamat (3%) in compagnia dei consueti Chardonnay (77%), Pinot nero (17%) e Pinot bianco (3%)”. E, poi, Erbamat “che ci ha colpiti per una condizione di quadro acidico molto stabile oltre che per il basso contenuto zuccherino, caratteristiche che se opportunamente studiate, potranno essere d'aiuto per i Franciacorta del futuro – afferma l'agronomo Pierluigi Donna –. Infatti l'altra caratteristica peculiare è la tardività, che favorisce complessità e aspetti aromatici e degustativi interessanti, ma soprattutto consente un grande adattamento al global warming”. E, così l’avanguardista Barone Pizzini si fa carico di “un progetto che guarda sia al passato che al futuro del territorio franciacortino, che si sta diffondendo anche nella coltivazione da parte di altri qualificati operatori, e che si è concretizzato nel recupero dell'antico vitigno oltre che nell'aggiornamento del disciplinare di produzione che consente, dalla vendemmia 2017, di utilizzare fino a un massimo del 10% di Erbamat nei Franciacorta – commenta Brescianini -. Ora dobbiamo avere la pazienza di osservare l’evoluzione del vino in bottiglia per i prossimi 10-15 anni”.

Franciacorta Docg Brut Animante 2018

Ottenuto da un uvaggio di Chardonnay (77%), Pinot nero (17%), Pinot bianco (3%) ed Erbamat (3%), nel calice si presenta con un bel colore giallo paglierino. Al naso presenta note floreali, agrumate con prevalenza di lime e mandarino, miele d’acacia e di nocciola tostata. Il sorso è accattivante, fresco, con una bella acidità e una chiusura piacevolmente sapida e il ritorno di note agrumate. Bollicina particolarmente indicata come aperitivo ma, anche, per accompagnare crudo di mare, primi piatti, risotti, piatti di pesce e di carni bianche.

Barone Pizzini
Via San Carlo 14 – Provaglio d’Iseo (Bs)
T. 030.9848311
www.baronepizzini.it
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