Organizzare corsi di avvicinamento al vino come pure degustazioni tra vini provenienti dalle più importanti aree vinicole di tutto il mondo con l’obiettivo di permettere agli appassionati di arricchire le proprie conoscenze di questa affascinante mondo, è sicuramente una sorta di missione per EnoClub, l’enoteca di Milano (ubicata nel bel quartiere di Porta Romana, in via Friuli 15) della famiglia Malfassi ideata da Gianni nel 1982, affiancato dalla moglie Lucia.
Adesso nell’enoteca ci sono i figli Massimo e Bianca spesso coadiuvati dalla terza generazione – come, per esempio, la giovane Camilla – che, probabilmente avranno contribuito a fare nascere l’adiacente “Malfassi al Calice”, accogliente locale attrezzato per le iniziative di degustazioni e di incontri promossi da EnoClub. Questo è quasi un ritorno al passato perché l’enoteca di Gianni Malfassi, visto che fu il primo locale scelto da Onav per le proprie degustazioni. Confida Massimo, eravamo quasi una succursale di questa importante istituzione.
In questo contesto di convivialità e di amicizia che ha sempre caratterizzato EnoClub e che il fondatore ha trasmesso ai figli, si è svolta una sorta di chiamata alle “armi” (ma quelle che amerebbero utilizzare tutti, come i calici specialmente quando si riempiono di ottimo vino) per un’immersione nel timorasso, il grande vino bianco, originario del Piemonte sud-orientale e in particolare dei Colli Tortonesi (in provincia di Alessandria), che grazie alla sua straordinaria longevità e complessità, spesso si comporta come un rosso, tanto che qualcuno preferisce chiamarlo anche “Barolo bianco”.
A raccontare tutto di questo vino ci ha pensato Monica Trinchera, sommelier docente dei corsi Fisar, in possesso della certificazione WSET3 che si ottiene dopo la frequenza di un corso avanzato e molto approfondito del vino per avere la conferma di una competenza completa nelle tecniche di degustazione.
Conoscenze tecniche che hanno permesso a Monica di guidare con particolare calore la degustazione di sei etichette di vino Colli Tortonesi doc, ottenuto da uva timorasso, accompagnando gli ospiti nella storia, nei dettagli del vitigno, nel terroir e prima di arrivare a come il vino si presenta nel calice e agli abbinamenti, ha proposto pure una degustazione alla cieca.
Si può dire che dopo questa immersione ben guidata e dal linguaggio accattivante, gli appassionati di questo vitigno capace di dare vita a vini strepitosi, possono dire di conoscere anche i dettagli meno noti e l’impegno profuso intanto da Walter Massa, che è stato il primo viticoltore a credere nel timorasso, per farlo conoscere, partendo dall’area di coltivazione che segue il corso del fiume Scrivia e dei suoi affluenti, collegando idealmente l’area del Monferrato a quella dell’Oltrepò Pavese.
Le valli Sud del Piemonte, da sempre rappresentano la vera culla del timorasso, grazie alle caratteristiche del terreno, all’esposizione e alla posizione: quasi una roccaforte racchiusa tra le province di Asti, Alessandria e qualche centro del cuneese. La storia del legame tra questo vitigno e il Piemonte meridionale è molto antica, visto che fino all’arrivo della fillossera, che alla fine dell’Ottocento distrusse gran parte delle vigne europee, era una delle maggiori coltivazioni in ambito vitivinicolo. Dopo il disastro-fillossera, i vignaioli puntarono sul cortese che risultò più produttivo rispetto al timorasso, ma con soddisfazioni molto limitate.
Ci penserà un vignaiolo visionario ma anche coraggioso, negli anni Ottanta, Walter Massa, a dimostrare le sue grandi qualità. D’allora per il timorasso è stata una corsa verso il successo, come confermano le sei etichette che ha selezionato Monica per la degustazione organizzato presso EnoClub. E’ stata una gran bella degustazione con Monica che ha evidenziato le grandi caratteristiche del vino che si presenta con un colore giallo paglierino intenso.
I profumi sono complessi tra frutta matura (pera, mela, albicocca), fiori di campo, miele, erbe aromatiche e note minerali che si accentuano con l’invecchiamento. In bocca è vino elegante, strutturato, sapido, dotato di grande freschezza e persistenza. Le produzioni migliori possono evolvere per 10-15 anni, sviluppando sentori terziari di idrocarburo, c’era d’api e spezie. A tavola si esprime al meglio con formaggi stagionati, carni bianche, pesce al forno, funghi, piatti piemontesi della tradizione contadina, ma anche con cucine speziate o fusion.
Questi i vini degustati:
Colli Tortonesi doc 2024 Derthona
Vietti – Castiglione Falletto (CN)
Vino ottenuto da uve raccolte nelle vigne di Monleale dove il terreno è calcareo-argilloso, fermentate parte in ceramiche, in legno e in acciaio, cui segue un affinamento di 10 mesi. Così si arriva ad un vino elegante caratterizzato da profumi di fiori gialli, erbe aromatiche e frutta dolce. In bocca unisce struttura e freschezza che conducono ad una lunga conclusione e un ulteriore arricchimento di sentori con il tempo.
Colli Tortonesi doc riserva 2023
Pio Cesare – Alba (CN)
Le uve timorasso provengono dal vigneto di Vho, in agro di Tortona, piantato nel 2021su terreno ricco di calcare e argilla. La fermentazione avviene in acciaio, mentre l’affinamento in bottiglia per 2 anni. Per i Boffa, proprietari dell’azienda, questo timorasso è stato poco più di uno sfizio, perché era un sogno del padre dei titolari, che desiderava realizzare un grande bianco da invecchiamento, con risultati molto soddisfacenti perché è un vino completo bilanciato dalla mineralità e struttura ben evidenti e complessità aromatica garantita da una raccolta un po’ anticipata delle uve.
Colli Tortonesi doc Derthona 2022
Vigneti Massa – Monleale (AL)
Uve timorasso vinificate in acciaio a cui segue un affinamento di alcuni mesi sulle fecce. Il colore è giallo paglierino con profumi eleganti di frutta bianca, fiori e sali minerali. In bocca è cremoso, strutturato, persistente e con una bella acidità e un finale sapido. Vino ideale con piatti di pesce, crostacei, risotti ai frutti di mare e carni bianche delicate. Ottimo anche con formaggi di media stagionatura e tartufo bianco. Da ricordare che le etichette di timorasso firmate da Walter Massa, rappresentano la storia di questo grande vitigno rinato grazie alla sua capacità di vedere molto lontano.
Santa Croce Colli Tortonesi doc Timorasso 2024
La Colombera – Tortona (AL)
Vino bianco raffinato, ottenuto da uve timorasso dei vigneti presenti sulle colline tortonesi, vinificate parte in acciaio e parte in legno poi utilizzato anche per l’affinamento del vino. Colore paglierino intenso, seduce già al naso con sentori di erbe aromatiche, fiori gialli e miele e un accattivante finale di pietra focaia. In bocca è morbido, sapido e con una freschezza vibrante e un’eccellente persistenza. Ottimo in abbinamento con seppie in umido e piselli nonché carni bianche, formaggi stagionati, risotto con i frutti di mare.
Colli Tortonesi doc Timorasso Bourg doc 2022
Luigi Boveri – Costa Vescovato (AL)
“Bourg” è una località verso i Colli Tortonesi che per Boveri indica il suo unico vigneto da cui provengono le uve timorasso esposte verso Nord. Si tratta da un elegante vino bianco affinato 12 mesi sui lieviti in autoclave e 1 anno in bottiglia per far risaltare l’influenza dell’esposizione della vigna. Colore paglierino e squisitezze olfattive di fiori di campo, frutta dolce e bucce di agrumi. In bocca è ampio e intenso nei sapori fruttati, nonché sentori agrumati, di frutta tropicale e una spiccata mineralità con una grande persistenza finale.
Colli Tortonesi doc Derthona doc 2022
Daniele Ricci – Costa Vescovato (AL)
Le uve provengono da vigneti ubicati a 300 metri e coltivate dalla famiglia Ricci dal 1929. La fermentazione è naturale con lieviti autoctoni e macerazione sulle bucce per 3 giorni. Il risultato è un vino biologico di colore giallo paglierino e un profilo olfattivo di aromi agrumati e sfumature di spezie dolci. In bocca è fresco, equilibrato, con una progressione gustativa armoniosa. Imbottigliato senza filtrazioni né chiarifiche, conserva intatto il proprio corredo aromatico.