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L'azienda

Provveditore, dalla Maremma Toscana i vini bianchi che sfidano il tempo

29 Maggio 2026
Cristina Bargagli Cristina Bargagli

Che i vini bianchi in Toscana abbiano riscoperto un loro posto, lo dicono i dati statistici, che vanno ad alleviare le problematiche commerciali dei vini rossi. Non era così scontato invece che i vini bianchi toscani avessero una predisposizione alla durata nel tempo. L’occasione per dimostrarlo l’abbiamo avuta da una delle aziende più rappresentative della Maremma Toscana, il Provveditore.

Occasione per degustare il Vermentino toscano è stata l’etichetta Bargaglino, con un pranzo e abbinamento con gli squisiti piatti di Alfredo alla Scrofa nel centro di Roma. Una, verticale di Bargaglino Vermentino con cinque annate. La storia dell’Azienda Provveditore, che si trova proprio ad “un tiro di schioppo” come dicono da queste parti, da Scansano, rappresenta una delle realtà storiche più significative per la produzione di Morellino di Scansano.

Un’azienda che racconta, prima di tutto, la storia della famiglia Bargagli, che con il loro amore, il rispetto, la passione e la fatica, ha fondato la propria filosofia con i valori che rappresentano il filo diretto con il territorio d’origine, l’uva e il vino.

Provveditore, che conta oggi 40 ettari vitati, è adagiata a 350 metri slm, tra le verdi colline della maremma toscana, da dove si gode la vista del Monte Amiata e della Costa dell’Argentario. Si trova nell’antica “Contrada dei Salaioli”, zona particolarmente vocata alla produzione di vino. Compresa nei confini delle vigne della Comunità di Scansano, la Contrada veniva presentata come “ubertosa e ricca a coltivazione di viti e olivi”.

L’espansione dell’Aazienda si ha nei primi anni Settanta quando Alessandro Bargagli intuisce pionieristicamente di imbotti-gliare il proprio vino, anziché venderlo sfuso, consentendo all’azienda di espandersi negli anni e diversificare la produzione. Provveditore è ora gestita da Alessandro con la figlia Cristina, quarta generazione della famiglia Bargagli, i quali puntano alla sinergia generazionale: valore aggiunto dell’azienda stessa. Punti di forza dell’azienda sono la valorizzazione dei vitigni autoctoni, con la loro capacità di sapersi adattare ai cambia-menti climatici, e la complessità vocazionale del territorio, ai quali si aggiunge la storicità, forte e radicata, della famiglia nell’ambito della viticoltura scansanese.

I vini racchiudono ed esprimono queste caratteristiche d’eccellenza. Vini legati alla territorialità, espressione della sapiente unione di tradizione e innovazione, che regalano nel bicchiere spiccata personalità, struttura e longevità: queste sono le potenzialità che li rendono adatti al mercato mondiale. I vigneti, di 20-30 anni d’età, sono coltivati, con sapienza e rispetto, su terreni tufacei-calcarei con forte presenza di scheletro collinare. Per quanto riguarda il sistema di allevamento, per i vitigni a bacca rossa è il cordone speronato mentre per le uve a bacca bianca è il guyot. Per quanto riguarda la vinificazione in bianco, la vendemmia è rigorosamente manuale, alla quale seguono il raffreddamento delle uve a 10°C in ambiente condizionato, la criomacerazione pellicolare a freddo e la pressatura soffice a 8°C.

Essendo la buccia la parte dell’acino dove risiede la maggior parte dei precursori aromatici questo particolare procedimento permette di estrarli al massimo. Il processo di fermentazione alcolica avviene in vasche d’acciaio per circa tre settimane a temperatura controllata di 13°C. Il freddo consente al mosto di incrementare le sostanze aromatiche, ottenendo un vino particolarmente ricco di aromi primari. Per fare in modo che il vino acquisisca maggior corpo, dopo la fermentazione, permane sui lieviti con periodici rimescola-menti (sur lies) fino all’inizio della primavera. Dopo un’attenta vinificazione segue la scelta tecnica di tappare le bottiglie con tappo Stelvin, al fine di ridurre maggiormente i dosaggi di solforosa, evitando così l’interscambio d’aria e garantendo perfetta conservazione e longevità.

Da notare che l’azienda ha scelto, per i suoi vini bianchi, il tappo a vite, che favorisce in primis la sua longevità, la sua corretta evoluzione, la scelta del tappo a vite è rispettosa sia nei confronti del vino, per la sua giusta maturazione, sia nei confronti del cliente al quale fornisce un prodotto di qualità, per non parlare della sua praticità. Non secondario, visto i tempi, l’aspetto ecologio, ed eco-sostenibile con il rispetto ambientale, infatti l’alluminio è un materiale riciclabile al 100% e può essere riciclato all’infinito.

“Ecco esaudito il nostro desiderio di produrre vini buoni nel tempo, complessi ed eleganti: la nostra scelta, oggi, si traduce in un vino di maggiore prestigio”, afferma Cristina Bargagli.

Bargaglino Doc 2025: è stata un’annata dove attenzione, sapienza ha fatto portare a casa un’ottima annata, infatti le forti grandinate, come quella quella del 15 Agosto ha raso al suolo alcune vigne e che si è fermata a soli 150 metri dai vigneti dell’azienda o come gli attacchi di peronospora. Colore giallo paglierino, al naso floreale e lievemente balsamico con note agrumate e di zagara, bergamotto, timo, cocco e mandorla, al palato fresco sapido, con note minerali e sensazioni fruttate tropicali, con lunga persistenza finale.

Bargaglino Doc 2024: Le abbondanti piogge primaverili e di inizio estate si sono alternate al prolungato caldo di luglio con limitato scarto termico tra giorno e notte senza quindi bloccare l’attività vegetativa delle piante e accelerando l’invaiatura. Numerose e ripetute potature verdi per proteggere le viti dalla siccità, calmierare la quantità preservando la qualità della produzione. Colore giallo paglierino, al naso intenso fruttato con note agrumate, prugna pesca, lievemente floreale, al palato, fresco sapido, con grande coerenza gusto olfattiva, che si protrae in un finale persistente.

Bargaglino Doc 2022: annata che si farà ricordare per il caldo estremo, fin dalla primavera con persistente siccità portando all’assenza di fitopatologie poi grazie alle piogge nella prima metà di agosto abbiamo avuto forti escursioni termiche tra giorno e notte riportando buone concentrazioni zuccherine degli acini e consentendo lo sviluppo di terpeni e polifenoli, indispensabili per arricchire il quadro aromatico e il corpo. Colore giallo dorato, al naso le note terziarie cominciano ad apparire, con note di panificazione, e sensazioni floreali secche condite da note mielate, al palato, fresco sapido, di buona persistenza.

Bargaglino Doc 2020: è stata caratterizzata da un inverno mite e da una primavera mite, seguita da un’estate calda ma con temperature notturne fresche, che hanno permesso una maturazione lenta e completa delle uve. La produzione è diminuita del 15% rendendo la qualità delle uve eccellente, con un’ottima concentrazione e una struttura raffinata. Colore giallo dorato, al naso emergono note di idrocarburo, che si alternano a sensazioni fruttate agrumate, emergono anche sensazioni balsamiche di erbe aromatiche, al palato, fresco, sapido, tornano le sensazioni olfattive per un prolungato finale.

Bargaglino Doc 2018: è la prima ad essere stata messa a dimora annata determinata dalle stagioni e dall’equilibrio delle stesse, con un inverno freddo, primavera con temperature leggermente sopra la media ma piovosa, un’estate calda ma equilibrata con i classici acquazzoni e grandi escursioni termiche, insomma il ritorno delle stagioni ha riportato le tipiche temperature e le tradizionali tempistiche di raccolta. Colore Giallo dorato, al naso intenso, note speziate, pietra focaia, gesso, condito da sensazioni fruttate dolci, che accompagnano un interminabile finale.