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Scenari

Dal miele veneto all’aglio di Nicastro, dal pomodoro toscano alle mele storiche del Trentino: tanti nuovi presìdi di Slow Food a Terra Madre

04 Settembre 2026
Tra i nuovi Presìdi (da sinistra): il miele di Barena della laguna veneta; l'aglio rosa di Nicastro; il limone della Piana di Bagheria Tra i nuovi Presìdi (da sinistra): il miele di Barena della laguna veneta; l'aglio rosa di Nicastro; il limone della Piana di Bagheria

Oltre 130 Presìdi italiani al Salone del Gusto 2026. Dodici i nuovi Presìdi. Nasce anche il progetto nazionale dedicato alla castanicoltura tradizionale.

Il Limone della Piana di Bagheria sarà una delle novità di Terra Madre Salone del Gusto 2026. Dal 24 al 27 settembre Torino ospiterà oltre 130 Presìdi Slow Food italiani e presenterà ufficialmente dodici nuovi ingressi, dalla Sicilia al Trentino. A questi si aggiunge il nuovo Presidio nazionale dedicato alla castanicoltura tradizionale.

Per la Sicilia, il primo nome è quello del limone coltivato nella Piana di Bagheria, nel Palermitano. La sua diffusione risale all’Ottocento, quando la fillossera colpì duramente i vigneti e spinse molti agricoltori a convertire i terreni alla coltivazione degli agrumi. I limoneti occuparono la pianura irrigua e i terrazzamenti fino a circa 200 metri di altitudine, modificando progressivamente il paesaggio agricolo della zona.

Il limone della Piana di Bagheria appartiene alla cultivar Femminello. Ha buccia liscia, verde chiaro o giallo citrino, pochi semi e un succo di buona resa. Le tecniche colturali locali consentono di ottenere anche la produzione estiva dei verdelli. Il nuovo Presidio è sostenuto da Slow Food Bagheria.

Sempre dalla provincia di Palermo arriva un’altra presenza: i Pascoli di Castronovo di Sicilia entrano nel Presidio Slow Food dei prati stabili e pascoli. Il limone di Bagheria e i produttori di Castronovo saranno presenti nell’area espositiva di piazza Vittorio Veneto.

Ma le novità annunciate per Torino toccano tutta la penisola. Dalla Calabria arrivano l’Aglio rosa di Nicastro, l’Oliva geracese, i Fagioli Pappaluni e la Pesca tardiva di Magisano.

La Basilicata porta il Casiello della montagna materana e la Strazzata di Avigliano; il Lazio l’Aglio rosso di Proceno; la Toscana il Pomodoro borsa di montone della Val Bisenzio; il Trentino le mele storiche e il Veneto il Miele di Barena della laguna veneta.

Produzioni molto diverse per origine e caratteristiche, accomunate dalla dimensione ridotta e dalla necessità di conservare varietà, tecniche agricole e lavorazioni che rischiano di essere abbandonate.

A Terra Madre debutta inoltre il Presidio Slow Food della Castanicoltura tradizionale, progetto di carattere nazionale che riguarda territori dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. L’obiettivo è sostenere i castagneti storici delle aree collinari e montane, recuperare varietà locali e pratiche colturali e mantenere un patrimonio rurale che comprende anche gli antichi essiccatoi in pietra. Il nuovo Presidio sarà presentato il 26 settembre in piazza San Carlo.

Gli oltre 130 Presìdi italiani presenti rappresentano una parte consistente di una rete che oggi conta più di 700 Presìdi Slow Food nel mondo, oltre 400 dei quali in Italia.