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Scenari

Parmigiano Reggiano, il caldo mette alla prova la filiera: “Preoccupano gli eventi estremi”

18 Agosto 2026
Parmigiano Reggiano Dop Parmigiano Reggiano Dop

Le temperature sempre più elevate rappresentano una nuova sfida anche per la filiera del Parmigiano Reggiano. Le ondate di calore possono infatti incidere sulla produzione del latte e, di conseguenza, sull’intero processo che porta alla realizzazione di uno dei prodotti simbolo del made in Italy.

A rendere il problema ancora più complesso sono le regole del disciplinare di produzione: i caseifici non possono semplicemente spostare temporaneamente la lavorazione in zone meno esposte al caldo. Gli effetti delle alte temperature si fanno sentire così su più fronti, dal benessere degli animali alla quantità di latte prodotto, fino all’aumento dei consumi energetici necessari per mantenere adeguate condizioni di lavorazione e conservazione.

Nel breve periodo, per una filiera che genera circa 4 miliardi di euro di ricavi, non si prevedono ripercussioni tali da metterne in discussione la tenuta. A destare maggiore attenzione è invece ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni, con eventi climatici estremi sempre più frequenti e intensi.

“La crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi è motivo di preoccupazione per la filiera — sottolinea al Corriere della Sera Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano —. Nel lungo periodo queste condizioni potrebbero avere conseguenze economiche, sia attraverso minori rese in latte nei periodi di caldo estremo, sia attraverso maggiori costi di produzione”.

Il cambiamento climatico, dunque, non riguarda soltanto i campi e le coltivazioni: anche una filiera fortemente legata all’allevamento e alla trasformazione del latte deve fare i conti con temperature sempre più difficili da gestire.