La Fondazione Qualivita rinnova il proprio Comitato Scientifico per il triennio 2026-2028 e affida la presidenza a Paolo De Castro, economista agrario, già ministro delle Politiche agricole ed ex parlamentare europeo.
Il nuovo organismo riunisce esperti del mondo accademico, della ricerca, delle professioni e dei Consorzi di tutela con l’obiettivo di rafforzare gli studi sulle Indicazioni Geografiche e accompagnare l’evoluzione del sistema delle denominazioni Dop e Igp.
Secondo Qualivita, il ruolo delle Indicazioni Geografiche va oggi oltre la tutela giuridica e la valorizzazione economica dei prodotti, coinvolgendo temi come sostenibilità, sviluppo rurale, innovazione, turismo, cultura e formazione. Una visione racchiusa nel concetto di Dop economy, introdotto dalla Fondazione nel 2018 e successivamente entrato nel lessico della Treccani.
Tra gli obiettivi del nuovo Comitato figura anche la realizzazione dell’”Handbook of Research on Geographical Indications and the Dop economy”, un volume scientifico internazionale che punta a definire un nuovo quadro teorico sulle Indicazioni Geografiche come strumenti di sviluppo territoriale e di creazione di valore.
“Vogliamo rafforzare il dialogo tra ricerca scientifica, filiere Dop e Igp e Consorzi di tutela – afferma Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita –. L’Italia è già un punto di riferimento internazionale nella gestione delle Indicazioni Geografiche e può consolidare questo ruolo anche sul piano della conoscenza e dell’innovazione”.
Per Paolo De Castro, “la riforma europea rappresenta il punto di partenza di una nuova fase per le Indicazioni Geografiche. La ricerca scientifica sarà fondamentale per accompagnare questo cambiamento e fornire alle istituzioni e alle filiere strumenti adeguati ad affrontare le sfide future”.
Del Comitato Scientifico fanno parte, tra gli altri, Riccardo Cotarella (presidente di Assoenologi), Luca Giavi (direttore del Consorzio Doc Prosecco), Gabriele Gorelli Mw, direttori dei Consorzi del Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele, insieme a numerosi docenti universitari e rappresentanti del mondo della certificazione e della ricerca.