Quando si parla di Bolgheri, il riferimento con Sassicaia di Tenuta San Guido è immediato ed è anche giusto che sia così: Sassicaia è stato un vino pioniere in Italia negli anni ’60 per tante ragioni (uso della barrique e introduzione dei vitigni internazionali su tutti) ed ha dimostrato come il territorio di Bolgheri in Toscana fosse fortemente vocato per la produzione di vino. Oggi, dopo oltre cinquant’anni, Bolgheri non è solo Sassicaia, ma un insieme di 75 aziende, raccolte nel Consorzio Bolgheri, molte delle quali hanno seguito Tenuta San Guido verso l’eccellenza, producendo vini diventati famosi in tutto il mondo.
A differenza di altre parti della Toscana, dove la fa da padrone il sangiovese, qui sulla costa i vitigni principalmente coltivati sono quelli francesi: soprattutto Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Un blend in parti variabili di questi tre vitigni dà vita al cosiddetto taglio bordolese che è alla base della maggior parte dei vini della denominazione Bolgheri Doc; questa, da disciplinare, è declinata in due versioni: il Bolgheri rosso e il Bolgheri rosso superiore, che prevede un affinamento più lungo, obbligatoriamente in botti di legno per almeno 12 mesi, e rese per ettaro più basse.
I vitigni internazionali hanno mostrato di adattarsi perfettamente all’ambiente pedo-climatico di questa parte della Toscana, trasferendo nel vino una sfaccettatura diversa rispetto agli omologhi francesi, fatta di macchia mediterranea e di morbidezza soprattutto. Il territorio di Bolgheri è una specie di anfiteatro naturale a ridosso del mare verso ovest e protetto sul resto dei versanti dalle colline che lo schermano dalle piovosità eccessive; questo gli consente di beneficiare di un microclima pressoché perfetto, contraddistinto dalla brezza marina e da una luminosità ottimale, conseguenza della riflessione della superficie del mare.
Gli assaggi che abbiamo condotto, limitati a bottiglie dal prezzo in enoteca sui 60-70 euro, in maniera da escludere i vini più blasonati e prestigiosi, di qualità già ampiamente riconosciuta, hanno dimostrato che l’intero territorio di Bolgheri è ormai orientato verso standard molto alti, esprimendo una qualità diffusa ed estesa che va ben oltre i blasoni storici della denominazione. Nella nostra selezione oltre a molti Bolgheri superiore hanno trovato posto anche etichette del Bolgheri base, alcune delle quali dal prezzo naturalmente più abbordabile, ma estremamente interessanti, vini giocati più sulla bevibilità e freschezza del frutto.
Una considerazione sulle annate infine: i vini assaggiati del millesimo 2021 hanno mostrato grande armonia in bocca con tannini raffinati e una freschezza esemplare; al contrario la 2022 paga lo scotto di una annata calda che lascia traccia in vini più voluminosi e dal tannino meno cesellato. Per le annate più recenti la 2023 e 2024 è ancora presto per dare giudizi definitivi, pur mostrandosi entrambe superiori alla 2022.
Una denominazione, insomma, che ha raggiunto una maturità piena anche nella fascia media, al di là dei grandi nomi che l’hanno resa celebre; ecco quindi la nostra selezione, in ordine strettamente alfabetico:
Argentiera, Villa Donoratico Bolgheri 2023
Taglio bordolese con un piccolo saldo di Petit Verdot, affinato non in barrique ma solo in tonneaux, ha profumi sobri ed eleganti con note di prugna e sentori speziati. In bocca è di medio corpo, armonico e dal fine tannino. Il costo in enoteca è mediamente sui 35 euro.

Bell’Aja, Bolgheri superiore 2022
Proveniente dalla tenuta bolgherese dell’azienda San Felice, blend solo di Cabernet sauvignon e Merlot, possiede un naso profondo con frutti scuri rossi, ma anche ciliegie, note mentolate e speziate. Al palato si presenta armonico, di corpo e dai tannini fini, mostrando morbidezza ed energia. Lunga la persistenza in chiusura. Il costo in enoteca è mediamente sui 65 euro.

Caccia al Piano, Bolgheri superiore 2022
Frutto di rese molte basse, intorno ai 40 q/h, il vino possiede grande eleganza e profumi molto persistenti di frutti di bosco, macchia mediterranea con uno sfondo di vaniglia e salsedine. La bocca è fresca, strutturata e dall’invidiabile equilibrio. Il costo in enoteca è mediamente sui 64 euro.

Ca’ Marcanda, Magari Bolgheri 2021
Dal territorio bolgherese di Gaja nasce questo taglio bordolese con quota maggioritaria di Merlot. I profumi sono speziati con cuoio e tabacco, mentre la trama gustativa, ben strutturata, è di notevole finezza e caratterizzata da una acidità vibrante e dai tannini di pregevole fattura. Il prezzo, pur essendo un Bolgheri base, è elevato, intorno ai 70 euro, allineato d’altronde ai livelli degli altri vini della scuderia Gaja.

Campo alla Sughera, Arnione Bolgheri superiore 2021
I profumi sono complessi ed intensi, spezie soprattutto e macchia mediterranea; il sorso è figlio dell’annata 2021, esemplare e giocato tra un tannino dalla grana finissima e una freschezza vibrante, mentre la struttura conferisce al vino solidità e importanza. Raffinato e armonico: standing ovation. Il costo in enoteca è mediamente sui 65 euro.

Campo al Mare, Bolgheri 2024
Prodotto dall’azienda Folonari in un numero importante di bottiglie, al naso gli iniziali aromi vegetali di peperone virano poi su toni più speziati come noce moscata. Il sorso è piacevole, di buon corpo e dinamico. Il costo in enoteca è mediamente sui 23 euro.

Dario di Vaira, Bolgheri superiore 2022
Da Dario, vignaiolo a Bolgheri, come ama farsi chiamare, ecco questa etichetta dalla produzione molto limitata (solo 4.000 bottiglie); l’impatto olfattivo è importante (fiori e frutti rossi, smalto, erbe balsamiche e spezie) e di grande persistenza. Al palato risulta armonico e dal tannino fine. Il costo in enoteca è mediamente sui 45 euro.

Donne Fittipaldi, Bolgheri superiore 2021
Il profilo aromatico è di alto livello (frutti scuri, arancia rossa, note affumicate e selvatiche). In bocca è di grandissima vitalità, pur rimanendo morbido; la struttura è importante e i tannini sono setosi. Lunghissima la persistenza. Complice forse un’annata tra le migliori qui a Bolgheri, ci ha particolarmente impressionato. Standing ovation. Il costo in enoteca è mediamente sui 55 euro.

Fabio Motta, Le Gonnare Bolgheri superiore 2022
Dopo aver lavorato per Michele Satta, oggi Fabio produce i suoi vini. Il quadro olfattivo del suo Bolgheri superiore si presenta sobrio ma interessante con ribes e mirtilli in primo piano e tabacco sullo sfondo. Il sorso è gustoso con un mirabile equilibrio tra morbidezza e spalla acida; di buona struttura accarezza il palato con un tannino ben cesellato. Il costo in enoteca è mediamente sui 44 euro.

Giorgio Meletti Cavallari, Impronte Bolgheri superiore 2022
Giorgio, figlio d’arte cresciuto nell’allora azienda paterna di Grattamacco, nel 2002 ha voluto crearne una tutta sua, il cui il vino di punta è “Impronte”, blend di Cabernet sauvignon e Merlot. Al naso è un po’ reticente all’inizio, per poi aprirsi a note di frutti di bosco, cuoio e cenni balsamici. In bocca c’è equilibrio tra la struttura importante e l’acidità, con una persistenza aromatica molto lunga ed intensa. Il costo in enoteca è mediamente sui 44 euro.

Guado al Tasso, Cont’Ugo Bolgheri 2023
Questo Merlot in purezza dell’azienda bolgherese degli Antinori, si fa apprezzare immediatamente per la complessità aromatica del naso, frutti di bosco scuri, vaniglia, incenso e cioccolato. Al palato ha buona struttura, freschezza da incorniciare e lunga persistenza. Un vino armonico di grande equilibrio. Il costo in enoteca è mediamente sui 45 euro.

Le Macchiole, Bolgheri rosso 2023
Di questo vino ci piace sottolineare la piacevolezza di beva che, pur nella sua apparente semplicità, si fa apprezzare per un bouquet di tutto rispetto, ampio e nitido, che spazia dai frutti di bosco alla liquirizia. Il sorso, agile e di grande pulizia stilistica, lo rende un vino perfetto a tavola. Il costo in enoteca è mediamente sui 25 euro.

Michele Satta, Piastraia Bolgheri superiore 2023
Uno dei primi vini a fregiarsi della menzione Bolgheri Rosso, nel 2012 diventa Bolgheri rosso superiore. Oggi il Sangiovese non è più nel blend e rispetto alle precedenti versioni gli aromi sono più scuri, quasi di inchiostro e goudron, poi i consueti frutti di bosco e note vegetali sullo sfondo. La bocca è come sempre magistrale, densa e dal tannino vellutato. Il costo in enoteca è mediamente sui 45 euro.

Orma, Passi di Orma Bolgheri 2024
Il bouquet si apre su un bel frutto rosso intenso e molto persistente che poi vira su aromi quasi terziari di pepe e noce moscata. Il palato è pieno ed equilibrato, caratterizzato da un fine tannino e da una acidità rinfrescante. Il costo in enoteca è mediamente sui 25 euro.

Poggio al tesoro, Sondraia Bolgheri superiore 2021
Proveniente da viti con una densità di impianto molto elevata, è frutto di una resa bassissima (50/55 q/h); seducente al naso, ha una complessità e persistenza aromatica notevole con note di frutti di bosco, vaniglia, chiodi di garofano, cacao ed erbe aromatiche. Il sorso è avvolgente dai tannini raffinati e di una pulizia gustativa ammirevole. Il finale è teso e interminabile. Standing ovation. Il costo in enoteca è mediamente sui 75 euro.
