La Doc Malvasia delle Lipari verso un’importante modifica. Arriva il disco verde dall’assemblea dei soci per modificare il disciplinare e prevedere la possibilità di produrre una versione secca del vino ormai più importante delle Eolie. Se tutto l’iter andrà per il verso giusto e avrà l’approvazione della Regione Siciliana e del Comitato Nazionale Vini, organismo interno del ministero dell’Agricoltura, nascerà il Doc Malvasia delle Lipari Bianco suggellando così il desiderio di tante aziende di poter proporre ai mercati e ai consumatori un bianco molto identitario che da anni registra una crescente attenzione da parte di addetti ai lavori e appassionati di vino. E chi oggi produce Salina Igt potrà candidare il proprio vino alla nuova Doc quando verrà approvata.
Come è noto il disciplinare della denominazione prevede ad oggi la Doc Malvasia delle Lipari passito, la Doc Malvasia delle Lipari senza altra definizione intendendo quella dolce naturale e infine la versione liquorosa in realtà mai prodotta. L’assemblea dei soci presieduta dal presidente Mauro Pollastri, patron dell’azienda Punta Aria a Vulcano, ha approvato invece la modifica del disciplinare prevedendo la Malvasia delle Lipari Bianco, la versione Vendemmia Tardiva che prende il posto della Dolce Naturale mentre rimane la versione Passito senza ulteriori modifiche.
C’è anche un’altra modifica approvata: i produttori hanno previsto la possibilità di inserire le Uga, le Unità Geografiche Aggiuntive come già accade in molti altri territori. Pertanto chi vorrà potrà aggiungere in etichetta accanto al nome e alla versione della Doc una delle sette isole Eolie da cui proviene il vino. Quindi si potrà scrivere, qualora l’iter venga approvato, Doc Malvasia delle Lipari – Isola di Salina, oppure Isola di Panarea e così via per tutto l’arcipelago delle Eolie.
L’assemblea – a cui erano presenti i titolari di nove cantine su una dozzina di iscritti – ha anche avuto qualche momento di dibattito con pareri diversi sulla possibilità di prevedere una deroga alla vinificazione al di fuori dalle isole Eolie così come richiesto da due aziende. Un passaggio quest’ultimo che non ha ottenuto l’unanimità dei produttori presenti perché ritenuto un considerevole vantaggio economico e commerciale rispetto a chi fa vino nelle Eolie con i costi di gestione certamente più alti rispetto al resto della Sicilia. Ma tiene a precisare Pollastri che le altre proposte di modifiche al disciplinare, “sono passate con il via libera di tutti”.
Pollastri aggiunge: “Per noi produttori un piccolo passo nella gestione del vino, per tutto il territorio invece un grande passo verso il futuro. Le Eolie potranno avere un nuovo appeal, la Doc Malvasia delle Lipari Bianco aprirebbe nuove prospettive e un riconoscimento geografico molto forte a uno dei vini che più è cresciuto in questi ultimi anni dominato da richieste di mercato di bianchi profumati e freschi molto legati ai terroir. D’altra parte si producono ad oggi 200 mila bottiglie di Igt Salina che domani potranno candidarsi ad avere il marchio Doc”. E sarà probabilmente un ulteriore effetto traino anche per la versione Passito che oggi beneficia già della Do e di cui si producono circa 60 mila bottiglie.