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Vino e dintorni

La Champagne: una, nessuna, centomila. Un viaggio tra vigneti e vigneron

11 Ottobre 2026
Cote des Bar Cote des Bar

Una regione, una denominazione, un vino. Non c’è territorio che possieda un’identità così forte, precisa e univoca come la Champagne. Questo è uno dei segreti del vino più famoso al mondo, che da sempre basa il suo successo su una storia secolare, uno straordinario savoir-faire e un’aura leggendaria.

Il mito dello champagne vive oltre le mode e rappresenta un esempio di puro classicismo ontologico. Lo champagne non è solo un vino, ma un concetto metafisico che supera l’esperienza gustativa, per assurgere a simbolo trascendente. Un calice di champagne è la sintesi di un universo di valori materiali e immateriali, sapientemente fusi e capaci di evocare un mondo che va ben oltre il vino. Questa visione, quasi astratta, muta quando si passa da una prospettiva generale al particolare.

Dall’immagine unica e sfavillante, si approda a una molteplicità di espressioni che ne alimentano la ricchezza, senza, tuttavia, scalfirne l’identità. Un viaggio nella Champagne è un’esperienza che evoca lo stupore e la meraviglia di guardare dentro un caleidoscopio di cangianti visioni.

Uno sguardo perso a rincorrere mille frammenti, eppur capace di ricomporsi in unità. Tessere diverse e complementari di un unico mosaico, che possiedono la loro singolarità, ma che trovano il senso finale in un disegno d’insieme. L’idea unica della Champagne sembra dissolversi mentre ci si avvicina alla sua reale essenza, per poi ritrovare forma in molteplici differenti espressioni. Forse in questa sfuggente giusta distanza, che oscilla irraggiungibile tra vicino e lontano, tra particolare e generale, risiede il fascino dello champagne, inafferrabile e sublime.

Un viaggio in Champagne

L’idea di un’unica Champagne si dissolve d’incanto sulla carta geografica in Côte des Bar, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Montagne de Reims oltre a Montgueux, Côte de Sezanne, Vallée de l’Ardre e Massif de Saint-Thierry: terroir diversi per latitudine, suoli e microclima. Il modo migliore per comprendere la Champagne è percorrere le strade tra i vigneti, fermarsi a guardare i rilievi delle colline, mettere le mani nella terra, assaggiare i vini e parlare con i produttori, veri artefici di ogni singola interpretazione del territorio. Proprio quello che abbiamo fatto.

Côte des Bar

È la regione più a sud della Champagne, caratterizzata da un clima più solare e caldo. I terreni sono prevalentemente composti da marne calcaree di origine marina del Kimmeridgien, molto simili a quelli di Chablis, ma non mancano i calcari più compatti del Portlandian o marne calcareo argillose. Il particolare microclima e i suoli, si sono rivelati perfetti per il pinot noir, che rappresenta circa 85% della produzione. I vigneti sono immersi in uno splendido paesaggio che conserva ampie aree boschive e caratteristici villaggi, che hanno saputo conservare intatto il fascino del passato.

Per conoscere il volto autentico del terroir de la Côte des Bar vi consigliamo di cominciare da una realtà di carattere familiare: Champagne Louise Brison. Le origini del domaine risalgono inizi del ‘900 e attualmente è condotto con grande passione e amore per la terra da Delphine Brulez, che coltiva i suoi vigneti in regime di agricoltura biologica, riservando grande attenzione alla vitalità dei suoli e alla biodiversità. Tutti gli champagne fermentano e vengono affinati in legno con una sosta sui lieviti di almeno 5 anni. Delphine produce solo millesimati, per esprimere in modo diretto e fedele le caratteristiche dell’annata e del terroir.

Da non perdere À l’Aube de la Côte des Bar 2021, che conquista per complessità e profondità espressiva e il sorprendente Chardonnay de la Côte des Bar 2021, che mette in luce l’eleganza e il carattere armonioso del vitigno in questo terroir. Per approfondire la conoscenza del territorio, un ottimo indirizzo è il Domaine La Borderie. Simon Normand lavora con estremo rigore secondo una filosofia borgognona, che privilegia l’espressione di ogni singola parcella.

Ogni champagne è figlio di un particolare terroir e ne rappresenta con trasparenza il carattere unico e irripetibile. Due le etichette imperdibili: la Cuvée La Confluente 2019, un Blanc de Blancs realizzato con le uve di due parcelle situate nella zona di confluenza tra Senna e Arce e la Cuvée Val Moré 2019, un pinot noir in purezza che nasce nell’omonima parcella. A Ville-sur-Arce, Remy Massin propone champagne dal profilo fresco teso ed essenziale, ben espresso dal Blanc de Noir Nature e dal Millésime 2018. Più complesse e profonde le eccellenti cuvée della collezione Special Club: Pinot Noir 2018 e Pinot Blanc 2018.

La piccola Maison Cordeuil Père & Fille incarna perfettamente il volto genuino e autentico del vigneron. Nessun utilizzo della malolattica e un affinamento minimo di 8 anni sui lieviti, regalano champagne che fondono una ricca evoluzione aromatica con una vibrante freschezza. Di alto livello il Blanc de Noirs Millésime Bio 2015, l’austero e verticale Millésime 2009 e la suadente e complessa Cuvée Sensation.

A chi vuole scoprire il fascino degli champagne di Les Riceys, la zona più a sud della regione, consigliamo una visita al domaine Alexandre Bonnet una delle maison più celebri di questo piccolo borgo medioevale che possiede ben tre AOC: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys. Molto interessanti lo Champagne Blanc de Noirs Les Vignes Blanches 2020 e lo Champagne Blanc de Noirs Hardy 2020, ma i Rosé sono la vera specialità del territorio: lo Champagne Rosé è un pinot noir in purezza con un 6% di vino rosso, lo Champagne Les Contrées Rosé 2020, è un rosé de maceration che conquista con un frutto intenso e croccante, buona struttura e persistenza gustativa, infine il Rosé des Ricyes La Fôret 2022 seduce con un intenso colore cerasuolo e un sorso succoso di straordinaria vocazione gastronomica.

La Montagne de Reims

La zona della Montagne de Reims è famosa soprattutto per i grandi champagne a base di pinot noir. Prima di addentrarvi alla scoperta del territorio, vi consigliamo si visitare una delle Maison di riferimento dell’area: Egly-Ouriet. Questo domain di carattere familiare gestisce una ventina di ettari suddivisi in 80 parcelle situate principalmente ad Ambonnay, Bouzy e Verzenay. Un patrimonio di vecchie vigne che garantiscono uve di alta qualità.

La vinificazione in legno con lieviti indigeni, l’assenza di malolattica, la messa in bottiglia senza filtrazione o chiarifica e lunghi affinamenti sui lieviti, contribuiscono a donare ai vini un’integrità espressiva e una tessitura di grande finezza. Les Prémices è una cuvée classica a base di meunier, pinot noir e chardonnay che ben illustra lo stile della maison. Più complesso e intenso l’Extra-Brut Grand Cru, prodotto con le migliori uve di pinot noir e chardonnay provenienti da Ambonnay, Bouzy e Verzenay. Un grande champagne il Blanc de Noirs Les Crayères: vero fuoriclasse per ricchezza, persistenza e complessità.

La maison Maurice Vesselle coltiva 7,5 ettari nel Grand Cru di Bouzy, secondo il protocollo di agricoltura sostenibile HVE (Haute Valeur Environnementale). Lo stile è classico e tradizionale, improntato su lunghi affinamenti e dosaggi bassi. Eccellente la Cuvée Réservée, straordinario il Millésime 2015 che coniuga la maturità di un’annata solare con una vibrante freschezza. Da notare la possibilità di acquistare vecchi millesimi di grande pregio: come ad esempio il 1998 o il 2000.

Assaggiate il sorprendente Coteaux Champenoise Bouzy Rouge 2015, un pinot noir di grande finezza. Sempre a Bouzy ha sede il Domaine Georges Remy, che possiede circa 5 ettari di vigneti suddivisi tra Bouzy, Ambonnay, Louvois, et Tauxières, coltivati in regime di agricoltura biologica certificata dal 2018. Dopo aver venduto per molto tempo le uve a négociant locali, nel 2014 Georges Remy ha deciso di cominciare a produrre champagne con il proprio nome.

Nel giro di pochi anni si è messo in luce come uno dei vigneron più interessanti, grazie a una gamma di champagne frutto di singole parcelle, che mettono in risalto le particolarità di ogni terroir con trasparenza e purezza. Straordinarie le cuvée Blanc de Noirs Grand Cru Bouzy 2021, Le Mont de Tauxières 2020, Grand Cru Bouzy 2020, Les Hauts Clos Grand Cru Bouzy 2020.

A Ludes ha sede Ployez-Jacquemart, una maison de négoce di alta qualità che si distingue nel panorama della Champagne per aver conservato l’antica usanza di affinare i vini sui lieviti con le bottiglie in punta. La scelta consente di avere un contatto minimo con i lieviti, che privilegia la purezza dei vini limitando le note d’evoluzione dovute all’autolisi. La presa di spuma avviene ancora oggi alle temperature fredde delle profonde caves scavate nel gesso. Eccellenti la Cuvèe Extra-Brut Blanc de Blancs Passion 2019 e il millesimato Blanc de Blancs Extra-Brut 2015.

La Côte des Blancs

Con suoi suoli di gesso affioranti, la Côte des Blancs è il regno dello chardonnay. Uno dei vigneron più interessanti e originali dell’area è senza dubbio Pascal Douquet. Coltiva i suoi vigneti di chardonnay a Le Mesnil sur Oger seguendo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con una visione olistica fondata sull’equilibrio naturale dell’ambiente. I suoi champagne sono diretta espressione del terroir, realizzati senza mediazioni e nel segno di una purezza autentica.

La cuvée Horizon è una perfetta introduzione del suo stile; Arpege Premier Cru Brut Nature fonde le note agrumate e di zenzero con una limpida tensione salina; Diapason Gran Cru si distingue per la raffinata finezza, il sorso cremoso e il finale lungo e gessoso; Champ d’Alouettes Grand Cru 2006 sorprende per l’energia vitale, l’intensità aromatica e l’armoniosa complessità espressiva. La novità del momento della Côte des Blancs è costituita dal progetto di Fabrice Agrapard, curato con la collaborazione di Johanna Bergsborn Bertilsson.

Nel cuore di Avize, sta nascendo una realtà che fonde tradizione cultura e arte. La nuova maison prevede il restauro e l’ampliamento della Chapelle, hôpital & orphelinat Augé Colin. Il domaine ospiterà anche una struttura per accoglienza enoturistica, un hotel, un ristorante e spazi dedicati a esposizioni artistiche. Champagne artigianali, realizzati con il minimo intervento e lunghi affinamenti sui lieviti. Atoma Blanc de Blancs Perpetuel Brut Nature 2023 è un assemblaggio di 7 Cru della Côte des Blancs che rappresenta il biglietto da visita della maison.

Ameunia Blanc de Noirs Brut Nature 2023 è un meunier in purezza che esprime ricche note di mela e piccoli frutti rossi, ben bilanciate da una vivace freschezza; eccellente la cuvée Anthocya Rosé 2023, che conquista per la delicata finezza degli aromi e la profondità vibrante del sorso. Se amate gli champagne artigianali, visitate Pertois-Lebrun, una piccola maison che coltiva circa 10 ettari di vigneti situati nei Grand Cru di Cramant, Chouilly, Le Mesnil-sur-Oger, Oiry, Oger e nei Premier Cru di Cuis e Villeneuve.

Perfetta espressione dello chardonnay della Côte des Blancs la cuvée L’Extravertie, sintesi di tutti i terroir del domaine. Eccellenti le cuvée della collezione Les Fidèles, espressioni di un solo lieu-dit Grand Cru e realizzate in un numero limitato di circa 1.500 bottiglie per ogni singola etichetta.

La Vallée de la Marne

Seguendo il corso della Marne, la valle si distende dalla zona di Tour-sur-Marne/Ay fino a Chateau-Thierry. Dal gesso affiorante della Côte des Blancs passiamo a terreni più complessi e stratificati, prevalentemente composti da marne argillo-calcaree, suoli limo-argillosi e sabbie silicee.

La presenza del fiume rende il clima più fresco e umido, particolarmente adatto al meunier. Nome imperdibile di questo terroir è sicuramente Tarlant, una maison familiare fondata nel 1687. La tenuta si trova a Oeuilly e si estende su una superficie di 16 ettari, suddivisi in una sessantina di parcelle. Le viti provengono da selezioni massali di vecchi cloni, che si sono adattati perfettamente al luogo: non solo pinot noir, meunier e chardonnay, ma anche pinot blanc, arbanne e petit meuslier. La filosofia Tarlant si fonda su vinificazioni per singola parcella, fermentazioni spontanee, affinamenti in legno o in anfora senza svolgimento della malolattica.

Champagne di grande precisione e purezza, che esprimono con trasparenza le diverse caratteristiche di ogni singola parcella. La Cuvée Zero Brut Nature rappresenta la sintesi dello stile della maison. Straordinarie le cuvée Brut Nature Argilité 2016, un Blanc des Blancs single vineyard che nasce su suoli argillosi; il Brut Nature L’Enclume 2013, uno chardonnay in purezza che proviene da vigneti coltivati su suoli di silex; il Brut Nature La vigne d’Or 2009, un meunier in purezza complesso, profondo, delicatamente speziato e salino; la cuvée Brut Nature Louis Tarlant 1996, esprime un’evoluzione aromatica che ricorda zest d’agrumi candite, cenni di frutta secca e zenzero, sostenute da una tessitura armoniosa e da un finale di grande tensione e profondità.

A Damery, Jannick Prevoteau realizza una gamma di champagne artigianali con la passione tipica di un grande vigneron. La linea Les Confidentiels viene prodotta in un numero limitato di bottiglie per esaltare singole parcelle, vitigni in purezza o vinificazioni particolari. Il Millésime Extra-Brut 2012 è un assemblaggio di chardonnay (80%) e pinot noir (20%), intenso e profondo, che mette in luce tutta la ricchezza e l’equilibrio di una grande annata; Sous Bous Contemplation Extra-Brut è Blanc de Noirs frutto di un affinamento per 8 mesi in legno dei vini base. Uno champagne gastronomico, intenso e maturo, con un profilo armonioso. Alter Ego Extra-Brut è un menier in purezza fritto di una rigorosa selezione delle migliori parcelle del Premier Cru di Pierry.

Una cuvée che conquista per il suo carattere avvolgente e gourmande, ben bilanciato da freschezza e tensione. Imperdibile lo Champagne Solera Intemporelle. Una riserva perpetua (1981-2022), un vero vino della memoria, che rappresenta il gusto della maison, la storia e la tradizione familiare tramandata di generazione in generazione.