Nel giorno mondiale dell’hamburger, c’è una storia italiana che racconta meglio di altre l’evoluzione contemporanea del food retail: quella della famiglia Scudieri. Un percorso imprenditoriale che parte dall’industria automotive con Adler Group e arriva oggi al mondo dell’hospitality, dell’enoturismo e dello smash burger. Dopo l’acquisizione nel 2021 di Obicà Mozzarella Bar dal fondo britannico Neo Investment Partners, la famiglia napoletana continua infatti a rafforzare la propria presenza nella ristorazione organizzata con il rilancio di Burgez, tra le prime catene italiane ad aver intercettato il fenomeno dello smash burger.
L’operazione si inserisce in una strategia ben precisa: costruire un ecosistema del food capace di unire filiera agricola, qualità delle materie prime, ospitalità e format contemporanei. “Ci siamo affacciati anni fa al business del food valorizzando territori e filiera – racconta Achille Scudieri, vicepresidente del Gruppo Obicà -. Da lì abbiamo sentito l’esigenza di aumentare gli investimenti nelle tenute agricole”.
Il percorso parte da Pantelleria, dove la famiglia è proprietaria della Tenuta Abraxas, realtà simbolo della viticoltura eroica isolana. “Siamo l’unica cantina che imbottiglia direttamente sull’isola”, ci tiene a sottolineare Scudieri. “Oltre alla produzione vinicola abbiamo sviluppato anche un progetto legato all’enoturismo con otto dammusi dedicati all’ospitalità”.
A questo si aggiunge la Tenuta La Fratta di Sinalunga, in Toscana, una proprietà del 1200 dove gli Scudieri allevano circa 500 capi di Chianina su oltre 600 ettari. “Siamo tra i principali allevatori di Chianina in Italia”, spiega Scudieri. Ed è proprio dalla carne che nasce l’idea di entrare nel segmento burger.
“Avendo una grande produzione – raccontsa – ci siamo chiesti come valorizzare i nostri prodotti in modo diretto. Burgez, che è stata la prima vera catena italiana del settore, stava attraversando un momento difficile e così, nei mesi scorsi, abbiamo deciso di rilevarla. Oggi il brand conta 14 punti vendita in Italia: otto a Milano, tre a Bologna e uno rispettivamente a Roma, Torino e Verona”. Un’espansione che punta a “incrociare” un fenomeno ormai consolidato anche nel mercato italiano.
“La passione per l’hamburger è ormai entrata nel quotidiano dell’alimentazione italiana – osserva Scudieri -. Noi ovviamente siamo molto attenti alle dinamiche del mercato e crediamo che quello dello smash burger rappresenti una nicchia con grandi potenzialità”. Ma cosa distingue davvero uno smash burger da un hamburger tradizionale? “È un hamburger schiacciato sulla piastra, più sottile, con una crosticina croccante esterna. Anche il pane cambia: si utilizza un bun morbido e leggermente dolce a base di patate”.
L’acquisizione di Burgez rappresenta anche un nuovo tassello nel percorso di diversificazione avviato con Obicà Mozzarella Bar, insegna fondata nel 2004 e oggi presente con 21 ristoranti tra Italia ed estero. Un marchio che la famiglia Scudieri ha scelto di riportare in mani italiane nel 2021, consolidandone il posizionamento internazionale. L’obiettivo è creare un’offerta sempre più ampia e far dialogare ospitalità e qualità, insieme a hospitality ed enogastronomia.
Nel frattempo il rilancio di Burgez è già partito. “Abbiamo aperto tre nuovi locali a Bologna proprio la settimana scorsa – dice il vicepresidente del Gruppo Obicà -. E durante l’estate porteremo avanti un importante piano di rebranding. Il nome resterà invariato, ma cambieranno comunicazione e altre cose… Ci sarà una forte attenzione alla qualità del prodotto e a una gestione più efficiente dei locali.. Vogliamo insomma rilanciare l’immagine di Burgez”. Perché insieme agli hamburger, l’obiettivo è sempre quello di far lievitare nuovi progetti.