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Vino e dintorni

Vinoble 2026: da Jerez la Sicilia guida la rotta dei vini fortificati verso l’Unesco

04 Giugno 2026
Vinoble 2026 – foto www.vinoble.org/ Vinoble 2026 – foto www.vinoble.org/

Prosegue il percorso internazionale che punta al riconoscimento Unesco della pratica della fortificazione dei vini nella Fascia Mediterranea del Sole (The Sun Belt) come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’occasione è stata Vinoble 2026, dove a Jerez de la Frontera si è tenuto il quarto appuntamento ufficiale di un progetto che mette in rete alcune delle più importanti aree storiche della produzione di vini fortificati: Marsala, Jerez, Samos e la Francia mediterranea.

Il percorso era stato avviato con la firma del protocollo d’intesa di Marsala nel gennaio 2025, seguito dal meeting di Catania e da un incontro a Wine Paris 2026, a conferma di una progressiva costruzione di una rete internazionale sempre più strutturata.

A guidare l’iniziativa è la Regione Siciliana – Dipartimento Agricoltura, che ha raccolto e sviluppato l’idea originariamente promossa dai Paladini di Sicilia insieme al Club Unesco di Marsala e al Comitato Miglioriamo Marsala, facendone un progetto istituzionale di respiro europeo. La Regione ha assunto il ruolo di capofila della rete, affidando la gestione amministrativa all’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (Irvo), rappresentato a Jerez dal direttore Vito Bentivegna.

Nel corso della missione andalusa è stato ribadito l’obiettivo di rafforzare la candidatura, considerata strategica per la promozione internazionale della Sicilia e per le ricadute attese sul turismo culturale e sul comparto vitivinicolo. Un ringraziamento è stato rivolto al Concours Mondial de Bruxelles e al suo presidente Baudouin Havaux, insieme a Karin Meriot, per il ruolo di facilitazione nella costruzione della rete tra territori e produttori. Citata anche la società Repubbliche S.r.l. di Giuseppe Cudia, per il supporto nelle relazioni istituzionali.

Tra i risultati emersi a Jerez, la condivisione della proposta di identificare i vini della candidatura con il nome “Wines of Peace – The Sun Belt”, un concept ideato dai Paladini di Sicilia e fatto proprio dalla Regione Siciliana. L’iniziativa intende rafforzare la dimensione culturale del progetto, sottolineandone il valore simbolico legato al dialogo tra i popoli del Mediterraneo, in coerenza con i principi Unesco. L’ipotesi è che la sottoscrizione ufficiale possa avvenire in Grecia, come gesto simbolico nella culla della civiltà mediterranea.

Alla missione ha preso parte anche il delegato dei Paladini di Sicilia per la penisola iberica, Alessandro Castro, a supporto dei rapporti con istituzioni e operatori spagnoli. Per il Marsala Doc erano presenti il vice presidente del Consorzio e direttore delle Cantine Florio Roberto Magnisi, l’enologo Tommaso Maggio (Cantine Florio, recentemente insignito del riconoscimento di “Enologo dell’anno”) e Alexandra Curatolo, protagonista della degustazione ufficiale dedicata alle diverse tipologie di Marsala, alla presenza di operatori e giornalisti internazionali.

Un ruolo centrale nell’organizzazione dell’evento è stato riconosciuto al Consejo Regulador de Jerez, con il presidente César Saldaña e la direttrice marketing Carmen Aumesquet. Partecipazione anche da parte dell’Instituto do Vinho do Porto, con il presidente Gilberto Igrejas collegato da remoto, a conferma dell’interesse crescente verso il progetto.

Il lavoro prosegue ora con la stesura del dossier nazionale italiano, in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Marsala Doc, che costituirà una delle componenti della candidatura transnazionale. Un percorso che, tra istituzioni, consorzi e territori, punta a valorizzare una tradizione enologica antica come patrimonio culturale condiviso e, al tempo stesso, come strumento di dialogo e cooperazione tra le sponde del Mediterraneo.