Mai fare mancare il peperoncino ai calabresi. Che adesso possono contare sul riconoscimento del marchio Igp. La notizia è che la denominazione è stata registrata oggi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, segnando un traguardo storico per una delle produzioni più rappresentative dell’agroalimentare calabrese e italiano.
Il riconoscimento comunitario certifica il legame profondo tra il prodotto e il territorio di origine, rafforzandone la tutela e la valorizzazione sui mercati nazionali e internazionali. Un risultato accolto con soddisfazione, soprattutto a livello locale.
“Siamo molto contenti, è un risultato atteso da cinque anni”, esclama subito Pietro Serra, presidente del Consorzio del Peperoncino di Calabria, che commenta a Cronache di Gusto il riconoscimento ufficiale dell’Igp pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Un traguardo arrivato al termine di un percorso lungo e complesso. “Il progetto era stato avviato da tempo ma non era mai stato portato a compimento – spiega Serra – in passato era stato bocciato dalla Regione Calabria per non conformità, poi nuovamente bloccato. A quel punto abbiamo deciso di cambiare approccio e puntare sulla reputazione del prodotto più che sulle sole caratteristiche chimiche. È stato questo il percorso che oggi ci ha portati al riconoscimento”.

“Un prodotto che trova qui il suo habitat naturale”
Il peperoncino, sottolinea il presidente del Consorzio, rappresenta una delle colture più identitarie della regione. “In Calabria ha trovato il suo habitat ideale”, sottolinea Serra. Il peperoncino piccante ha una storia antichissima, essendo usato come alimento già dal 5.500 avanti Cristo in Messico. “Grazie a Cristoforo Colombo, il peperoncino giunse in Europa nel 1493 dalle Americhe, diffondendosi rapidamente e diventando ingrediente indispensabile nella cucina di molti paesi, Calabria compresa – dice -. Abbiamo il miglior peperoncino al mondo per piccantezza, caratteristiche organolettiche e profumo. Questo è dovuto al microclima e alle caratteristiche del territorio. È una pianta che si adatta perfettamente: in Calabria cresce praticamente ovunque”.
Tra gli aspetti più rilevanti evidenziati dal Consorzio c’è anche la tutela del mercato interno e la sfida della concorrenza estera. “Per anni abbiamo sofferto la concorrenza dell’importazione di peperoncino da tutto il mondo, in particolare dall’Asia, spesso a basso costo e con controlli diversi dai nostri standard europei. Era una concorrenza fortemente sbilanciata”.
Con l’Igp, spiega Serra, cambia lo scenario: “Ora possiamo garantire qualità e tracciabilità. L’Europa impone controlli rigorosi, anche sui coloranti e sulla sicurezza alimentare. Questo ci permette di valorizzare il prodotto calabrese e proteggerlo dalle imitazioni”.
Un prodotto a doppia identità
Il peperoncino calabrese, aggiunge il presidente, ha anche una peculiarità produttiva e commerciale: “È un prodotto con una doppia veste. Da fresco è un ortaggio, da essiccato e trasformato diventa spezia. Questa flessibilità ci permette di rispondere a mercati diversi”.
Il Consorzio del Peperoncino di Calabria conta oggi 46 aziende e rappresenta una delle principali realtà del settore a livello europeo. La filiera coinvolge circa 200 ettari coltivati su tutto il territorio regionale.
“Siamo una delle più grandi piattaforme europee del settore – sottolinea Serra – e in questi anni abbiamo lavorato su tutte le tipologie produttive: convenzionale, biologico e sostenibile, per rispondere alle diverse esigenze del mercato”.
Sul piano operativo, il riconoscimento è già pienamente efficace. “I 90 giorni previsti sono trascorsi – conclude Serra – da questo momento il Peperoncino di Calabria è ufficialmente Igp. Non ci sono ulteriori passaggi burocratici: ora si apre la fase della valorizzazione sul mercato”.
Caligiuri (Arsac): “Riconoscimento strategico per filiera e territorio”
Il riconoscimento del Peperoncino di Calabria Igp rappresenta un passaggio strategico per l’agroalimentare regionale. A sottolinearlo è Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac (Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese), che evidenzia il valore del marchio europeo per l’intera filiera produttiva. “Sicuramente è un riconoscimento che fa molto piacere alla nostra terra – afferma Caligiuri – per la Calabria è un segno distintivo, un orgoglio e un risultato importante non solo per chi produce e lavora, ma per tutto il territorio. Il peperoncino è sempre stato celebrato, ma ora con il marchio Igp possiamo valorizzarlo ancora di più come tratto identitario della nostra regione”.
Secondo la direttrice generale di Arsac, il percorso che ha portato al riconoscimento ha richiesto tempo e adeguamenti progressivi. “Non è arrivato prima per questioni burocratiche e di storicità: era necessario che maturassero le condizioni giuste per arrivare a questo risultato”.

Le prospettive per il territorio
Il nuovo status europeo apre ora la fase della valorizzazione concreta del prodotto sui mercati. Alla domanda sulle possibili ricadute economiche, turistiche e occupazionali, Caligiuri sottolinea il lavoro già avviato dalla Regione.
“Avevamo già messo in evidenza il peperoncino prima, ma adesso lo faremo ancora di più. Il paniere dei prodotti tipici calabresi si arricchisce ulteriormente e questo ci riempie di orgoglio come Regione”.
E sulle prospettive future lascia intendere nuove evoluzioni nel sistema delle certificazioni regionali: “Siamo pronti per altri futuri riconoscimenti importanti. Non posso dirlo, ma c’è qualcosa di grande in arrivo”.
Le caratteristiche del Peperoncino di Calabria Igp
La zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo della Regione Calabria. La denominazione identifica i frutti freschi ed essiccati, interi o in pezzi, macinati in scaglie o in polvere, appartenenti alla specie Capsicum annuum.
Tra le varietà ammesse figurano Amando, Barbarian, Corno di capra, Cayenna, Ciliegia, Pinocchio, Red Devil, Rodeo, Picaro, Shakira, Trottolino amoroso, Vulcan, Sigaretta, Calabrese, Pizzitano (“che è la varietà che va per la maggiore”, sottolinea Serra) e Jalapeño.
Le peculiarità del prodotto derivano dalle condizioni pedoclimatiche della Calabria, caratterizzate da elevata luminosità, clima caldo e ventilato. Elementi che favoriscono lo sviluppo dei frutti e l’accumulo di capsaicinoidi, sostanze responsabili della tipica piccantezza che ha reso celebre il peperoncino calabrese nel mondo.
Cresce il patrimonio delle Indicazioni geografiche italiane
Con la registrazione del Peperoncino di Calabria Igp, la Calabria sale a 42 denominazioni Dop e Igp tra cibo e vino: 22 nel comparto agroalimentare e 20 nel settore vitivinicolo. Secondo le stime del Rapporto Ismea-Qualivita 2025, la Dop Economy regionale genera un valore di circa 51 milioni di euro.
La registrazione è avvenuta contestualmente a quella della Zampina di Sammichele di Bari Igp. Le due nuove denominazioni portano il totale delle Indicazioni geografiche del comparto alimentare italiano a 334 riconoscimenti, di cui 174 Dop, 156 Igp e 4 Stg.
Considerando anche le 522 denominazioni del settore vitivinicolo e le 36 Indicazioni geografiche delle bevande spiritose, il sistema italiano raggiunge complessivamente quota 892 riconoscimenti, confermando la leadership europea dell’Italia nel settore delle produzioni certificate.