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Bassetti lancia l’allarme: “Mangiare polpi crudi? Moda demenziale, si può morire”. E a Bari scoppia la polemica

10 Agosto 2026
Bassetti e a lato un uomo che mangia il polipo crudo bagnato nel video mostrato dall’infettivologo Bassetti e a lato un uomo che mangia il polipo crudo bagnato nel video mostrato dall’infettivologo

“Ogni estate ha le sue mode demenziali. E c’è sempre qualcuno che, come questo signore, si fa del male da solo”. Matteo Bassetti interviene sui social sulla pratica di mangiare il polpo crudo appena pescato e il suo video riaccende una discussione che, a Bari, tocca un nervo scoperto: quello della tradizione gastronomica.

Nel filmato, il noto infettivologo (famoso anche per i suoi frequenti interventi in tv), mostra alcune persone che mangiano il polpo crudo e mette in guardia dai possibili rischi legati al consumo, citando tra gli altri parassiti e contaminazioni batteriche. E invita a evitare quella che definisce una forma di “esibizionismo alimentare”, soprattutto quando viene trasformata in contenuto per i social.

“Mangiarsi dei polipi crudi bagnati nell’acqua di mare – dice Bassetti – e tra l’altro nelle immagini che ho visto siamo vicino alla riva dove chissà cosa ci sarà…, naturalmente ha due rischi principali. Uno si chiama anisakis, che è un parassita che può essere presente nel pesce crudo, e l’altro riguarda le intossicazioni batteriche da escherichia coli e da altri microorganismi, che rischiano di rovinare davvero la salute”.

Il problema, però, è che per i baresi quel gesto raccontato nel video non nasce certo con TikTok o Instagram. Mangiare il polpo crudo, appena pescato, è una pratica profondamente legata alla cultura marinara della città. Il polpo viene battuto e “arricciato”, una lavorazione tradizionale che ne modifica consistenza e aspetto, prima di essere consumato. È una scena che appartiene all’immaginario barese: il pescato ancora vivo, il mare a pochi passi, il gesto del pescatore che prepara il polpo e chi lo assaggia senza bisogno di cottura né di condimenti elaborati. Una consuetudine che negli ultimi anni, inevitabilmente, è diventata anche materiale perfetto per i social.

Ed è proprio qui che nasce il cortocircuito. Quello che agli occhi di chi guarda da fuori può apparire come una moda estiva o una sfida da condividere online, a Bari viene percepito come qualcosa di molto più antico: un’abitudine alimentare radicata da sempre. “Non è soltanto un problema di possibili gastroenteriti – mette in guardia l’infettivologo – e dell’avere a che fare con la diarrea. Il punto è che si può morire. Quindi, diciamo quel signore, a chi fa quelle cose esibizionistiche, perché questo è un esibizionismo alimentare, di evitare di farlo, ma soprattutto di evitare di postare queste cose che rischiano di far male alla salute della gente”.