Una due giorni dedicata ai vini dell’Etna, tra degustazioni, incontri e momenti di approfondimento sulle prospettive economiche e commerciali della denominazione. Randazzo ospita “Radici Vulcaniche”, il festival sui vini dell’Etna. Protagoniste 27 tra le cantine più rappresentative del territorio, presenti con i loro vini ai banchi d’assaggio e pronte a dialogare con operatori e appassionati.
In programma anche due masterclass guidate da Luca Gardini, dedicate a Carricante e Nerello Mascalese, oltre a eventi e iniziative per celebrare l’inizio della vendemmia sull’Etna. Presenti, inoltre, diversi tour operator provenienti da varie parti del mondo, interessati a promuovere esperienze di viaggio legate al territorio etneo.
Per due giorni, dal 29 al 30 agosto, il piccolo centro alle pendici del vulcano diventa così la capitale dei vini dell’Etna. Una manifestazione nata per far conoscere le proposte più interessanti delle cantine del territorio, ma anche per riflettere, insieme a personalità di spicco del mondo enologico, sulle potenzialità di questi vini sui mercati internazionali e sulle opportunità legate all’enoturismo sul vulcano attivo più alto d’Europa.
“I vini dell’Etna rappresentano un patrimonio di straordinario valore nel panorama enologico internazionale – sottolinea Luca Sammartino, Assessore per l’Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea della Regione Siciliana –. I vini dell’Etna, come quelli di tutta l’isola, non sono soltanto un prodotto di eccellenza, ma un elemento strategico per la promozione dell’identità e dell’immagine della Sicilia nel mondo.
La valorizzazione delle produzioni vitivinicole etnee contribuisce a rafforzare un modello di sviluppo integrato, capace di mettere in relazione agricoltura, cultura, turismo ed economia locale. Sostenere il comparto significa quindi investire nella crescita dei territori e consolidare il ruolo della Sicilia quale terra di eccellenze riconosciute e apprezzate a livello nazionale e internazionale”.
Presenti diversi tour operator, dagli Usa alla Russia, che promuovono esperienze di viaggio legate al territorio etneo, capaci di unire la scoperta dei vini, dei paesaggi vulcanici, delle tradizioni locali e delle eccellenze enogastronomiche. Un’attività che contribuisce a valorizzare un turismo sempre più consapevole e orientato alla conoscenza autentica della Sicilia.
“Vogliamo che questa manifestazione diventi un momento di incontro, riflessione e confronto sul futuro del turismo del vino e su un modo sempre più consapevole di vivere e raccontare i territori – sottolinea il Commissario dell’Irvo Giusi Mistretta –. Oggi il visitatore cerca esperienze autentiche, capaci di mettere insieme cultura, paesaggio, produzioni locali e sostenibilità: per questo è fondamentale creare occasioni di dialogo e condividere le esperienze virtuose che arrivano dai territori”.
Un convegno sull’enoturismo
L’evento coinciderà con i primi giorni della vendemmia etnea, con le prime uve raccolte destinate anche alla produzione di spumanti, e comprenderà diversi momenti di approfondimento.
La manifestazione si aprirà il 29 agosto, alle 17:30, nel chiostro del Palazzo Municipale, con il convegno “Sistema vino Etna: impatto economico, investimenti e nuove opportunità di mercato”.
Il panel, condotto dal giornalista de Il Sole 24 Ore Nino Amadore, sarà un momento di riflessione e confronto e vedrà la partecipazione di figure istituzionali e rappresentanti di rilievo del settore agroalimentare: Nino Grillo, Sindaco di Randazzo; Vito Bentivegna, Direttore Generale dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (Irvo); Giusi Mistretta, Commissario Straordinario dell’Irvo; Francesco Cambria, Consorzio Etna Doc; Gina Russo, Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna; Luca Sammartino, Assessore per l’Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea della Regione Siciliana.
Degustazione con 27 cantine e un gelato speciale
Saranno 27 le cantine presenti, tra le più rappresentative del territorio e realtà che già da diversi anni aprono le proprie porte a operatori del settore e wine lovers: Barone di Villagrande, Benanti, Buscemi, Camporè, Cantine Russo, Cottanera, Cusumano, Destro, Donnafugata, Generazione Alessandro, Girolamo Russo, Graci, I Custodi delle Vigne dell’Etna, La Gelsomina, Maugeri, Murgo, Neri, Nicosia, Palmento Costanzo, Pietradolce, Restivo, Serafica Terra di Olio e Vino, Tasca d’Almerita, Tenuta di Fessina, Terra Costantino, Tornatore, Travaglianti.
A partire dalle 17:30 del 29 agosto sarà possibile degustare le diverse proposte delle 27 cantine, che rappresentano una parte significativa della produzione Etna Doc, sui banchi allestiti nel Chiostro. Un’occasione per conoscere vini di eccellenza e dialogare direttamente con i produttori, pronti a raccontare la storia delle proprie aziende e dei propri vini fra un calice e l’altro.
Oltre ai vini, sarà possibile assaggiare una piccola sorpresa firmata da una celebre maestra gelatiera. Giovanna Musumeci, della Pasticceria Musumeci, preparerà infatti all’interno del proprio locale un gelato al vino. Un’idea originale e golosa che racconta la versatilità di questo prodotto, da scoprire non soltanto al calice.
Le masterclass con Luca Gardini
Alle 18:30 Luca Gardini, celebre sommelier di fama internazionale e curatore della Guida de L’Espresso, condurrà la prima delle due degustazioni dedicate ai principali vitigni dell’Etna.
La masterclass “Carricante, la voce bianca del vulcano: altitudine, mineralità e futuro del grande bianco dell’Etna” sarà dedicata all’approfondimento di alcune delle più peculiari etichette del territorio e terminerà alle 22:00, in concomitanza con la chiusura degli stand.
Il giorno successivo, 30 agosto, la manifestazione riprenderà alle 17:30 con la riapertura dei banchi degustazione. Alle 18:30 sarà la volta della seconda masterclass di Gardini, “Nerello Mascalese, l’anima rossa dell’Etna: contrade, eleganza ed identità del vitigno che racconta il vulcano”.
A seguire, uno spettacolo animerà piazza Municipio, nello spazio adiacente al Chiostro, dove saranno allestiti anche stand dedicati ai prodotti del territorio. Un modo per festeggiare l’inizio della vendemmia, celebrare il legame tra vino e territorio e salutare il pubblico prima della chiusura dei banchi.