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Vino e dintorni

L’Etna secondo Benanti: quattro versanti e nove vini per raccontare il vulcano

16 Settembre 2026
Un momento dell’evento: in foto Agatino Failla Un momento dell’evento: in foto Agatino Failla

Raccontare l’Etna attraverso i suoi vini, le sue diverse anime e le sfumature che cambiano da una contrada all’altra. È stato questo il filo conduttore della masterclass “Benanti: l’Etna nella sua completezza”, protagonista giovedì 10 settembre al Centro Servizi di Milo, nell’ambito della 46ª edizione di ViniMilo. A condurre l’incontro Agatino Failla, Marketing Manager della storica cantina Benanti, affiancato dal giornalista Federico Latteri, in un appuntamento organizzato in collaborazione con Cronache di Gusto.

Durante l’incontro, Agatino Failla ha illustrato la filosofia della famiglia Benanti e la visione vitivinicola dell’azienda: “Benanti – ha detto – ha da sempre creduto nella diversità, nella complessità e nella completezza dell’Etna. Non esiste un solo territorio etneo, ma tanti territori etnei, e ognuno di essi possiede particolarità, bellezze e unicità irripetibili”.

Un approccio che trova riscontro concreto nei 30 ettari di vigneto su tutti e quattro i versanti del vulcano, presidiando cinque tra le contrade più vocate della Doc:

Versante Nord: in Contrada Calderara Sottana (Randazzo) e Contrada Dafara Galluzzo (Rovitello, Castiglione di Sicilia), zone ideali per la coltivazione del Nerello Mascalese e del Nerello Cappuccio, caratterizzate da un clima di montagna più freddo ed elevate escursioni termiche.

Versante Est: a Milo, in Contrada Rinazzo, culla del Carricante e cuore pulsante dell’Etna DOC Bianco Superiore, dove le correnti e la vicinanza al mare donano ai vini grande sapidità, acidità ed eleganza.

Versante Sud-Est: a Viagrande, in Contrada Monte Serra, dove i vigneti adagiati sul terreno vulcanico traggono beneficio dalla brezza marina, regalando sapidità ed equilibrio sia ai bianchi sia ai rossi.

Versante Sud-Ovest: a Santa Maria di Licodia, in Contrada Cavaliere, dove le quote più estreme (fino a 900–950 metri s.l.m.) e il clima continentale donano spiccata acidità e buona alcolicità.

Come evidenziato durante la presentazione, questa presenza capillare consente a Benanti di ritrovare nei propri vini le diverse sottozone e di interpretare fedelmente ciascun versante, rispettando le peculiarità di microclimi, altitudini e composizioni del suolo vulcanico.

Passando al percorso sensoriale, la degustazione ha previsto l’assaggio di 9 vini dell’azienda che hanno mostrato la complessa identità dell’Etna e le sue caratteristiche:

Etna Doc Bianco Contrada Cavaliere 2024: figlio di un’annata ricca, esprime ottimo equilibrio e inconfondibile eleganza. Un vino completo, proposto con la misura sobria tipica dell’azienda: la pienezza al palato è evidente senza mai risultare eccessiva, guidata da una spalla acida ben definita.

Etna Doc Bianco Contrada Monte Serra 2024: si distingue per una spiccata freschezza all’olfatto, legata al terroir e al clima del versante. Emergono nitidi richiami di erbe aromatiche per un profilo mediterraneo e dai toni delicati, dove l’acidità marina dona grande sapidità.

Etna Doc Bianco Superiore Contrada Rinazzo 2024: con il passaggio a Milo la componente salmastra si fa evidente. In bocca prevale una grande avvolgenza, inglobando la ricchezza del primo vino e la delicatezza del secondo, con una sapidità finale marcata e una persistenza superiore.

Etna Doc Bianco Superiore Pietra Marina 2021: con l’etichetta simbolo della cantina — il vino che ha rivelato al mondo il potenziale di longevità del Carricante — lo stacco temporale ed espressivo si avverte subito. Un grande classico ancora giovane, ma dalla profonda complessità olfattiva in cui si alternano note di ginestra, margherita, miele ed eleganti rimandi agrumati.

Terre Siciliane Igt Nerello Cappuccio 2024: vinificato in purezza solo in acciaio per esaltare le caratteristiche del vitigno, si presenta con un colore intenso dalle sfumature porpora e violacee. Al naso è fruttato e speziato, con tipiche note di pepe nero, mentre al palato offre un frutto generoso e un tannino piacevolmente morbido.

Etna Doc Rosso Contrada Cavaliere 2024: con questo vino si percepisce nettamente la differente impronta data dall’uso del Nerello Mascalese e dal passaggio in legno. Si rivela intenso e dritto, con una trama tannica fitta, ben strutturata e un finale sapido.

Etna Doc Rosso Contrada Monte Serra 2024: rispetto al precedente ha un profilo più disteso. La presenza tannica è importante ma mai stringente, affiancata da freschezza e acidità superiori che donano grande dinamismo.

Etna Doc Rosso Contrada Dafara Galluzzo 2024: sul versante Nord emerge un profilo profondo e floreale. In bocca è vibrante, con maggiore freschezza, slancio verticale e un tannino affilato.

Etna Doc Rosso Contrada Calderara Sottana 2024: a chiudere il percorso è il rosso da Calderara Sottana, con una spiccata nota balsamica sul finale olfattivo. Rivela una struttura imponente, guidata da un tannino di maggior volume per un finale di grande potenza e pienezza.

La masterclass si è rivelata un viaggio alla scoperta dei diversi territori dell’Etna attraverso le etichette Benanti: un modo per conoscere meglio la filosofia dell’azienda e per leggere il territorio vulcanico nelle sue tante sfumature e nelle diverse identità che ogni versante riesce a esprimere