Un pesce che da secoli attraversa il Mare del Nord e il Mediterraneo, seguendo rotte commerciali e intrecciando culture, territori e tradizioni gastronomiche. È lo stoccafisso, conosciuto in Sicilia e soprattutto nel Messinese come Pesce Stocco, protagonista di un percorso internazionale per l’inserimento nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, nato dalla collaborazione tra comunità e organizzazioni di diversi Paesi.
Una storia di scambi e contaminazioni che arriva a Torino, dove Casa e Putia, ristorante messinese dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, sarà protagonista della sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma da oggi al 27 settembre.
“Siamo figli dello Stretto, una terra d’acqua e di vento che conosce bene il valore profondo di ciò che unisce: ponti tra sponde, tra popoli, tra terre e mari, tra tradizioni antiche e visioni del futuro”, raccontano Nino Mostaccio, presidente di Slow Food Messina, e Adriana Sirone, proprietaria di Casa e Putia e tra le protagoniste della presenza di Slow Food Messina a Torino.
È proprio il concetto di ponte a fare da filo conduttore alla partecipazione messinese a Terra Madre. Domani alle 16.30, in Ppiazza Castello, Adriana Sirone ed Emanuele Gregorio saranno tra i cuochi protagonisti dell’incontro “Lo stoccafisso dal Mare del Nord al mondo: una storia di scambi interculturali”, insieme alla cuoca islandese Dora Svavarsdottir e al cuoco norvegese Bjarte Finne.
L’appuntamento ripercorrerà il viaggio dello stoccafisso tra Islanda, Norvegia e Italia, raccontandone il ruolo di ingrediente capace di attraversare mari, culture e generazioni. Parteciperanno anche Terje Inderhaug, attivista di Slow Food Bergen impegnato nel percorso Unesco, e Nino Mostaccio, presidente di Slow Food Messina Aps.
“Non vogliamo soltanto portare la Sicilia a Torino: vogliamo contaminare ed essere contaminati – spiegano Mostaccio e Sirone -. Il cibo può diventare un linguaggio comune, capace di mettere in relazione territori lontani e di custodire memorie che altrimenti rischierebbero di perdersi”.
Una cena tra Sicilia e Piemonte
Il viaggio proseguirà sabato alle 20.30 all’Osteria Antiche Sere, con Il mondo è piatto: incontri di biodiversità, una cena che metterà a confronto Piemonte e Sicilia. Casa e Putia, con Adriana Sirone ed Emanuele Gregorio, sarà affiancata da Katia Zanghì di NonSoloCibus Ets e dai cuochi dell’Osteria Antiche Sere, Daniele Rota e Claudio Zambolo.
Il menu sarà costruito come un percorso di contaminazione tra le due regioni, dal pescato tradizionale dello Stretto ai capperi di Salina, dalle alici alla cipolla ripiena, in dialogo con ingredienti e Presìdi del Piemonte.
“Le radici non servono a restare immobili, ma a dare forza e nutrimento per crescere, evolvere e costruire”, è la visione che accompagna Casa e Putia a Torino. Un principio che riguarda la cucina così come le comunità: custodire un sapere non significa cristallizzarlo, ma permettergli di continuare a viaggiare.
La partecipazione a Terra Madre sarà inoltre una tappa di un percorso destinato a tornare a Messina con Mangia e Cambia 2026, in programma dal 27 al 29 novembre. Il tema di quest’anno, Radici in movimento: Tradizione ed Evoluzione, raccoglierà l’eredità degli incontri e delle esperienze sviluppate a Torino.
Dal Mare del Nord allo Stretto, passando per Torino, il Pesce Stocco torna così a raccontare una storia fatta di viaggi, scambi e contaminazioni: un percorso gastronomico che mette in relazione persone e territori e trasforma una tradizione secolare in patrimonio culturale condiviso.