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Scenari

La bionda cambia pelle: il report annuale di Assobirra, crescono le analcoliche nel mercato italiano

25 Giugno 2026
Bicchiere di birra Bicchiere di birra

Il comparto della birra in Italia conferma una fase di stabilizzazione dei consumi, ma dietro l’equilibrio apparente si muovono trasformazioni profonde legate al potere d’acquisto delle famiglie, ai nuovi modelli di consumo e alla tenuta del canale fuori casa. È quanto emerge dall’Annual Report 2025 di Assobirra, che fotografa un settore maturo ma ancora strategico per l’economia italiana.

Negli ultimi tre anni i consumi si sono attestati poco sopra i 21 milioni di ettolitri, con una flessione di circa il 6% rispetto al picco del 2022, anno di rimbalzo dopo la pandemia. Un livello che, secondo il report, riflette anche dinamiche strutturali come il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione.

Reddito e pressione sui consumi

Uno dei fattori chiave individuati riguarda il potere d’acquisto, in particolare delle famiglie a reddito medio-basso, che hanno subito in modo più marcato gli effetti dell’inflazione su alimentari ed energia. Si tratta di nuclei con una più alta incidenza della spesa alimentare sul reddito e una limitata capacità di risparmio, che li rende più esposti alle oscillazioni dei prezzi e costretti ad adeguare rapidamente i propri consumi.

Il ruolo del fuori casa

Accanto ai consumi domestici, cresce il peso delle abitudini fuori casa, soprattutto nei segmenti HoReCa e delivery. Ristoranti, pizzerie e pub restano centrali per il consumo di birra, anche perché rappresentano uno dei canali più accessibili per la classe media.

In questo contesto si inserisce anche il cambiamento dei comportamenti delle famiglie a reddito più alto, che negli ultimi anni hanno progressivamente spostato parte della spesa alimentare verso il consumo fuori casa.

Un prodotto trasversale

La birra si conferma un prodotto trasversale, presente sia nei consumi domestici sia in quelli fuori casa. Nel primo caso, il report evidenzia una buona tenuta della domanda, anche grazie al suo posizionamento tra i prodotti voluttuari a basso costo unitario, spesso associati a momenti di convivialità.

Le parole del presidente di Assobirra

Nel suo intervento, il presidente di Assobirra Federico Sannella sottolinea come il 2025 e l’avvio del 2026 abbiano confermato la complessità dello scenario in cui opera il settore. “Questo Annual Report – dice – arriva al termine del primo anno di lavoro della nuova Presidenza di AssoBirra. Un anno intenso, segnato da un contesto economico e sociale in continua evoluzione, ma anche dalla volontà condivisa di rafforzare il ruolo della birra all’interno del sistema produttivo italiano”.

Il presidente evidenzia come la filiera sia oggi chiamata a confrontarsi con sfide strutturali: “Il 2025 e i primi mesi del 2026 hanno confermato quanto il settore birrario sia chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse: nuovi modelli di consumo, aumento dei costi, tensioni geopolitiche, transizione ecologica ed evoluzione normativa richiedono capacità di adattamento e una visione di lungo periodo”.

Al centro del ragionamento anche il ruolo economico della filiera: “La birra si conferma una filiera agroalimentare strategica per il Paese. Una filiera orizzontale che collega agricoltura, industria, distribuzione, HoReCa e consumatori, generando ogni anno oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e sostenendo più di 112.000 posti di lavoro”.

Sannella sottolinea poi la necessità di una visione sistemica: “Le sfide che abbiamo davanti – dalla competitività fiscale alla sostenibilità, dall’innovazione alla valorizzazione delle produzioni agricole nazionali – richiedono la capacità di fare sistema e costruire una visione comune”.

Sul piano normativo, il presidente accoglie positivamente il tema delle accise: “La riduzione delle accise per il biennio 2026-2027 rappresenta un segnale importante e un riconoscimento del valore economico e sociale del settore. È una misura che può sostenere investimenti e crescita, ma da sola non basta. Serve una politica industriale capace di accompagnare lo sviluppo dell’intera filiera e di rafforzarne la competitività”. Tra le priorità anche il canale fuori casa, considerato centrale per il futuro del comparto: “La birra continua a essere uno dei simboli della convivialità italiana e genera circa il 30% del fatturato del canale HoReCa, confermando il suo ruolo strategico per ristorazione, ospitalità e turismo”.

Infine, l’attenzione alle nuove tendenze di consumo: “Il settore continua a innovare anche attraverso lo sviluppo delle birre low e no alcol, rispondendo a consumatori sempre più attenti e consapevoli”.

Produzione e concorrenza estera

Sul fronte dell’offerta, il report evidenzia una perdita di competitività dell’industria nazionale. A fronte di consumi sostanzialmente stabili rispetto al pre-pandemia, la produzione italiana risulta in calo rispetto al 2019, mentre cresce la pressione delle importazioni.

Le birre estere, in particolare quelle tedesche, mantengono un ruolo centrale nel mercato italiano, con una quota complessiva che si attesta intorno al 35% dei volumi consumati.

Un mercato maturo

Il quadro complessivo delineato da Assobirra è quello di un settore maturo: consumi stabilizzati, forte incidenza dei fattori macroeconomici e crescente importanza del fuori casa. Un comparto che resta strategico per il Made in Italy agroalimentare, ma sempre più legato a reddito, turismo e trasformazioni sociali.