Il valore del Barolo incontra la solidarietà e si traduce in nuove risorse per il sociale. La sesta edizione di Barolo en primeur, l’asta benefica che unisce il prestigio del vino delle Langhe al sostegno di progetti in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale, ha raccolto 1.140.500 euro. Un risultato che porta a 5.674.800 euro il totale delle somme raccolte dal 2021, a favore di oltre 120 iniziative.
Promossa da Fondazione Crc Donare Ets e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, l’asta si è svolta al Castello di Grinzane Cavour, con collegamenti in diretta con Londra e New York. A battere i lotti è stato Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, mentre gli interventi comici di Federico Basso hanno accompagnato una serata che ha confermato il respiro internazionale dell’iniziativa.
Come si legge in una nota “protagoniste dell’incanto sono state 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025, vinificate separatamente dall’enologo Donato Lanati, ciascuna destinata a dare origine a 270 bottiglie. A queste si sono aggiunti sette lotti comunali di Barolo e Barbaresco, donati da 39 cantine aderenti al Consorzio, per un totale di 681 bottiglie e oltre 660 litri di vino. Tra le novità di quest’anno, anche 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996”.
Le bottiglie en primeur saranno consegnate ai rispettivi acquirenti nel 2029, al termine del periodo di affinamento previsto dal disciplinare. A renderle ulteriormente riconoscibili sarà l’etichetta che riproduce Paisaje de vino, opera dell’artista venezuelana Sol Calero.
Il valore della solidarietà: attenzione ai lavoratori delle vigne
Accanto alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo delle Langhe, l’edizione 2026 – spiegano gli organizzatori – pone l’attenzione “sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone che contribuiscono ogni giorno alla qualità delle produzioni del territorio. In particolare, Fondazione Crc ha individuato due iniziative dedicate all’inclusione e all’accoglienza dei lavoratori stagionali del comparto vitivinicolo”.
La prima è l’Accademia della Vigna, promossa dall’impresa sociale We.Co., che opera nelle Langhe, nel Roero e nell’Albese per favorire lo sviluppo delle competenze, l’inclusione sociale e un modello territoriale capace di coniugare eccellenza produttiva e sostenibilità sociale.
Il secondo progetto prevede l’apertura di un servizio temporaneo di accoglienza notturna in locali messi a disposizione dal Comune di Alba. La struttura sarà rivolta alle persone senza fissa dimora e ai lavoratori stagionali privi di una sistemazione abitativa stabile, con particolare attenzione a chi è impegnato nelle attività in vigna.
“Barolo en primeur è oggi un modello di filantropia radicato nella nostra comunità che, negli anni, si è aperto sempre più al mondo – dichiara Davide Merlino, consigliere di Fondazione Crc Donare Ets -. Ogni euro raccolto all’asta si trasforma in valore sociale, attraverso progetti che mettono al centro le persone. Le risorse raccolte questa sera ci consentono di sostenere iniziative importanti non soltanto nella provincia di Cuneo e in Italia, ma anche in Africa, Cina, Stati Uniti e, quest’anno, Cambogia”. Merlino rivolge quindi un ringraziamento ai donatori, il cui contributo permette all’iniziativa di crescere edizione dopo edizione.
Barolo, un’eccellenza riconosciuta sui mercati internazionali
Il risultato dell’asta conferma anche la reputazione internazionale del Barolo e la capacità della denominazione di mantenere il proprio appeal in un mercato del vino in evoluzione. “Il successo di questa edizione e delle cinque precedenti dice molto di come il Barolo sia percepito nel mondo – commenta Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani -. I mercati cambiano, i consumi evolvono, ma la qualità resta ed è ciò che il consumatore premia. Lo abbiamo visto questa sera: si è percepita tutta la reputazione di cui il Barolo gode su piazze come il Regno Unito e gli Stati Uniti, capaci di orientare i trend mondiali di consumo”.
In questo contesto, aggiunge Germano, “la formula dell’en primeur, che consente di aggiudicarsi oggi un vino destinato a completare il proprio percorso di affinamento negli anni successivi, può diventare uno strumento sempre più utile per l’intera denominazione e anche oltre i suoi confini”.
“Barolo en primeur ha dimostrato fin dalla prima edizione di interpretare al meglio lo spirito che anima l’azione delle Fondazioni di origine bancaria: l’attenzione al benessere delle persone e la valorizzazione delle comunità in cui operano – sottolinea Mauro Gola, presidente di Fondazione Crc -. Con questo obiettivo, la Fondazione ha voluto sostenere in particolare due progetti nati sul territorio per garantire condizioni di lavoro e di vita adeguate a chi opera quotidianamente nelle vigne. Un prodotto d’eccellenza, ambasciatore delle Langhe e dell’Italia nel mondo, è chiamato a farsi portavoce anche dei valori di una società giusta e accogliente”.
Il percorso della sesta edizione di Barolo en primeur si concluderà domenica 8 novembre al Castello di Grinzane Cavour, in occasione dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. In quell’occasione sarà battuta la quindicesima e ultima barrique, con un collegamento in diretta con Hong Kong, per un nuovo appuntamento che intreccia le eccellenze enogastronomiche del territorio con la solidarietà internazionale.