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Vino e dintorni

Il vino racconta il territorio: nel cuore dell’Alto Adige torna Vinaltum

18 Maggio 2026
Castel Mareccio Castel Mareccio

E’ uno degli appuntamenti più interessanti per appassionati e professionisti del settore enologico. In più, Vinaltum 2026 si svolge in una cornice di straordinaria suggestione, Castel Mareccio, maniero del XIII secolo alle porte di Bolzano, immerso tra vigneti che assicurano una straordinaria visita panoramica sulla Valle dell’Adige. E, così, l’accoglienza, di Danilo D’Ambra e Luciano Rappo, ideatori del festival, con il supporto di Pietro Cormaci (Brand Ambassador) e Rinaldo Hauser, sommelier d’esperienza e “Custode del Gusto”, diventa più calorosa e, contestualmente, il festival cresce in qualità, numeri e ambizione.

Tant’è che a livello istituzionale registra il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano, nell’ambito della strategia di posizionamento di Bolzano come Città del Vino. Partner ufficiale per l’ospitalità è il Goldenstern Townhouse Bolzano, storico edificio dell’800 con a disposizione sedici suite nel centro storico, sotto i portici medievali della città.

A questo punto possiamo dire che “Vinaltum sta diventando parte dell’identità di questo territorio – dice Danilo D’Ambra -. Ogni partner che scegliamo condivide la nostra stessa visione: l’eccellenza non è un dettaglio, ma la base di tutta l’iniziativa. La scelta di Castel Mareccio che sorge su un promontorio collinare con vista panoramica sulla Valle dell’Adige, rappresenta la migliore location che potevamo immaginare per i vini e i produttori che ospitiamo. Un luogo che parla di storia, di territorio e di bellezza, esattamente come i vini che vi si degustano”.

Anche perché, aggiunge Luciano Rappo, Vinaltum nasce dalla convinzione che il vino di qualità meriti un palcoscenico all’altezza. La selezione delle cantine che partecipano all’evento non è mai casuale: cerchiamo produttori che abbiano qualcosa di autentico da raccontare, che esprimano il territorio attraverso i loro vini. E’ questo rigore nella scelta che rende la manifestazione un appuntamento credibile, atteso e diverso dagli altri”

Ospiti di Vinaltum 2026 sono 73 cantine selezionate tra le eccellenze italiane e internazionali. Un mosaico produttivo che evidenzia la ricchezza e la diversità del panorama enologico nazionale: dall’Alto Adige al Trentino, dal Friuli-Venezia Giulia al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo alla Puglia e alla Sicilia.

Ma, secondo Luciano Rappo “la selezione delle cantine è il vero atto fondativo di Vinaltum. Ogni produttore che ospitiamo porta con sé un territorio, una storia, un modo autentico di interpretare il vino. Con questa edizione abbiamo una mappa davvero rappresentativa dell’Italia del vino, con 73 cantine che insieme formano un panorama unico, capace di soddisfare anche i palati più esperti. Ma Vinaltum quest’anno si estende anche oltre la grande degustazione: abbiamo voluto portare alcune masterclass speciali direttamente nelle location partner dell’evento, il Goldenstern Townhouse e Castel Hortenberg, per offrire esperienze ancora più immersive e riservate”.

Come quelle esclusive che si svolgeranno nella Sala Hendl al secondo piano di Castel Mareccio, che spazieranno da “L’identità vulcanica della Tuscia” con Paolo Trappolini che esplorerà il carattere minerale di Castiglione in Teverina attraverso il Grechetto “L’Insolente” e il Sangiovese “Tordimonte”. Un focus sulla viticoltura vulcanica, capace di regalare bianchi strutturati e rossi di finezza estrema che sfidano il tempo con eleganza terrosa.

Seguirà “Oltre il Tempo: La Sfida del Solaris a 1250 metri” con Werner Morandell che guiderà una verticale di 6 annate di Solaris da vitigni resistenti PIWI. Un’esperienza d’avanguardia ad alta quota – 1250 metri – per dimostrare la sorprendente evoluzione di questa varietà, capace di trasformare la freschezza alpina in complessi sentori idrocarburici e minerali. Il consorzio di Fiè presenterà un viaggio tra montagna e identità altoatesina. Fiè allo Sciliar, com’è noto, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Adige: un territorio sospeso tra vigneti, masi, boschi e la presenza monumentale dello Sciliar. Qui il vino nasce in un equilibrio raro tra altitudine, clima alpino, escursione termica e cultura contadina. La degustazione dedicata ai vini di Fiè propone un percorso attraverso le cantine e le etichette del territorio, con l’obiettivo di raccontare non solo il vino nel bicchiere, ma anche il paesaggio, la storia e la mano dei vignaioli che lo rendono riconoscibile.

Infine Südtirol wine, service e co., un’ora di alta formazione tecnica dedicata a professionisti e appassionati che desiderano imparare l’arte dell’apertura della bottiglia, del servizio in sala e della comunicazione del vino altoatesino. Un percorso pratico e coinvolgente per vivere e trasmettere il vino con consapevolezza professionale.