Se il tema è “La sfida” (per completare il titolo, “tra le bolle: due metodo classico, due anime, un’unica esperienza”), la location ideale non poteva essere che un castello. E che castello, visto che Filippo Gandolfi, ceo di Gandolfi Group e Ilona Shekatur, responsabile del progetto Lungoparma, che insieme al responsabile commerciale Alessandro Poli, rappresentano il “cuore” di Lungoparma, azienda vinicola impegnata a fare conoscere le potenzialità del vino che si può produrre dalle uve coltivate nella provincia di Parma, hanno scelto uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale parmense, il suggestivo Castello di Felino.
Un castello riaperto l’estate scorsa dopo una lunga serie di lavori di restauro e proprio con le bolle di Lungoparma – che contestualmente aprì il ‘Lungoparma Experience’, tutt’ora attivo – e la partecipazione del cantante Mario Biondi.
Dato che il brand Lungoparma rappresenta anche un omaggio alla bellezza, questa vocazione è stata ulteriormente accentuata alla recente Milano Design Week, tant’è che le sue bollicine sono state selezionate per brindare insieme a Elle Decor Italia in occasione della mostra Elle Decor Sensory Landscape firmata da Piero Lissoni. Un evento che ha celebrato l’incontro tra design, creatività e cultura del bello, valori che l’azienda parmense condivide e promuove attraverso i propri vini. E, quindi, la presenza di Lungoparma alla Milano Design Week conferma il legame del brand con i contesti più rappresentativi del Made in Italy, dove qualità, ricerca e attenzione ai dettagli diventano protagonisti.
In questo contesto si inserisce “La Sfida”, evento dedicato all’eccellenza del Metodo Classico che si è svolto nelle “segrete” – con le temperature torride di questi giorni è stata una scelta molto apprezzata – dello storico Castello di Felino, eretto attorno al 1140.
L’iniziativa è stata ideata con l’obiettivo di raccontare, attraverso un percorso gastronomico studiato ad hoc, le diverse espressioni della filosofia enologica Lungoparma. Protagonisti assoluti sono stati i due spumanti Metodo Classico della maison: Il Classico Brut e Il Classico Rosé Brut, chiamati a confrontarsi in una raffinata degustazione che ha permesso ai partecipanti di esplorare carattere, personalità e versatilità di due interpretazioni complementari dello stesso stile produttivo. Più che una competizione, “La Sfida” ha rappresentato un viaggio sensoriale in cui ogni portata del menu è stata pensata per valorizzare le peculiarità dei due vini, creando un dialogo continuo tra cucina, territorio e Metodo Classico.
Questo il menù della sfida:
Antipasto: quenelle di baccalà con cialda di pane e olio evo.
Primo piatto: risotto cacio e pepe con battuta di gambero rosso e salsa verde.
Secondo piatto: petto di pollo aromatizzato al fumo con crema di patate allo zafferano e lime.
Dessert: bavarese al melone, mente e salsa al lampone; piatto escluso dalla sfida perché è stato servito anche un vino fermo, Quota 16.
Vincitore (relativo, perché le bolle proposte sono entrambi dello stesso livello qualitativo) della sfida tra la vivacità e la seduzione del Classico Rosé Brut; l’eleganza e la profondità del Classico Brut – due personalità distinte che condividono la stessa ricerca della qualità e l’attenzione artigianale che contraddistinguono ogni etichetta – è risultato il secondo che ha lasciato lo scettro al Classico rosé solo per l’antipasto.
La conclusione della simpatica idea è di Ilona Shekatur che ha detto “con La Sfida abbiamo voluto creare un’occasione di incontro e scoperta che permetta di raccontare le diverse sfumature del nostro Metodo Classico attraverso un’esperienza coinvolgente e conviviale. Il Classico Brut e Il Classico Rosé Brut rappresentano due interpretazioni complementari della filosofia Lungoparma: vini che condividono la stessa cura artigianale e la stessa attenzione alla qualità, ma che esprimono personalità distinte e affascinanti. Attraverso questo percorso desideriamo invitare gli ospiti a esplorare il dialogo tra vino, gastronomia e territorio, valorizzando l’identità enologica dell’Emilia-Romagna e la capacità del Metodo Classico di accompagnare momenti di autentica convivialità”. E, ha aggiunto Gandolfi, con “La Sfida” Lungoparma conferma il proprio impegno nella valorizzazione delle eccellenze enologiche emiliano-romagnole e nella creazione di esperienze capaci di unire convivialità, cultura del vino e alta gastronomia.
Questi i vini degustati:
Il Classico Rosé Brut
Nasce da un blend di uve Pinot Nero (80%) e Chardonnay (20%) selezionate nei vigneti più vocati e sottoposti ad una vinificazione meticolosa per esaltare struttura e finezza come l’elegante colore rosato brillante, perlage fine e persiste nonché il bouquet dalla spiccata natura fruttata di fragola, melograno e frutti di bosco accompagnati da leggere note minerali. In bocca è avvolgente, ricco, cremoso e vivace, con un finale fresco che esalta la piacevolezza di beva.
E’ una bollicina ottima per accompagnare tutto il pasto, senza trascurare antipasti, primi piatti di pesce, carni bianche, formaggi freschi e piatti vegetariani.
Il Classico Brut
E’, per Gandolfi, l’espressione fresca e innovativa di Lungoparma. Ottenuto da un blend di uve Pinot Nero (70%) e Chardonnay (30%) selezionate nei vigneti più vocati del parmense e sottoposte a pressatura morbida. La fermentazione del mosto avviene in acciaio, dove viene tenuto fino al momento dell’imbottigliamento e rifermentazione in bottiglia. L’affinamento sui lieviti dura 30 mesi. Il colore è giallo paglierino. Bouquet è ricco di note di agrumate, frutta secca, richiami minerali ed eleganti sfumature di pasticceria. In bocca si distingue per equilibrio, delicatezza, armonia e un finale molto fresco che ne fanno bollicina versatile per l’intero pasto, dall’aperitivo al dessert.
Quota 16
Vino rosso ottenuto da un blend di uve Barbera e Merlot raccolte stramature generalmente verso la fine di novembre, pigiate con il mosto lasciato a fermentare per 40. Finita la fermentazione, il vino viene messo in botti per almeno 2 anni. Il colore è rosso intenso, con bouquet ampio di rutti maturi, ribes e more, con una speziatura dolce e note di cacao e vaniglia. In bocca è potente, di grande eleganza, armonia e persistenza, tutte caratteristiche ne fanno vino perfetto con carni arrosto, formaggi stagionati nonché dessert a base di cioccolato.
Bianco Reale Emilia bianco Igt
Malvasia di Candi in purezza vinificata in due momenti per preservare l’acidità assicurata dalla raccolta anticipata e la seconda fase per ottenere un vino ricco in alcol e aromi. A fermentazione avvenuta segue un periodo di affinamento sui lieviti e cui segue un doppio passaggio perché una parte sosta in piccoli contenitori d’acciaio e una parte in barrique per arricchirsi di aromi. Il colore è giallo paglierino carico. Il profumo è prevalentemente di fiori bianchi mentre in bocca rivela una buona acidità e un tocco di mineralità che unitamente al residuo zuccherino ne fanno un vino decisamente accattivante. E, quindi, ideale con i piatti di pesce ed anche piacevole come aperitivo.
Lungoparma
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