A Santa Flavia, in contrada Fondachello, nasce EcoBeach, un baglio di pescatori lungo la costa palermitana. A indicarlo dall’esterno è una minuscola insegna, unico indizio della sua presenza. Un posto al quale si arriva anche dal mare, a piedi lungo la costa o in barca, come si faceva un tempo.
Superato l’ingresso, un corridoio a misura d’uomo largo appena quanto basta per far passare una persona alla volta, lo spazio si apre all’improvviso. Ed è lì che ci si sente catapultati altrove, quasi in una piccola Grecia trapiantata in Sicilia, dove il bianco e il blu del resort si alternano ai colori pastello dei tavoli e delle sedie del ristorante.
“L’idea nasce proprio dalla Grecia, in particolare dopo aver visitato Naxos e Paros, dove lungo la costa si incontrano continuamente questi ristorantini sull’acqua, perfettamente integrati con il paesaggio circostante”, racconta Maia Cataldo, guida turistica, che insieme al marito Giulio Lisciandrello ha intrapreso questo progetto.
EcoBeach, però, non è soltanto un ristorante, ma un luogo dove è possibile trascorrere anche più di una giornata di relax, grazie a cinque piccole unità che formano “Le casette sull’acqua”, ricavate dalla vecchia casa di pescatori che fa parte del baglio e destinate all’ospitalità. A completare l’offerta ci sono dieci postazioni con lettini e ombrelloni, per un totale di soli venti posti, per godersi il mare e trascorrere l’intera giornata. Di giorno lo spazio è un beach club, mentre la sera si trasforma in area lounge.
L’attenzione all’ambiente non resta soltanto nel nome. EcoBeach non utilizza plastica monouso e punta su materiali naturali, tavoli e sedie recuperati e riportati a nuova vita. I pannelli solari e la riduzione dei consumi contribuiscono a limitarne l’impatto energetico, mentre la raccolta differenziata segue una filosofia orientata alla riduzione dei rifiuti. A questo si aggiunge la tutela del tratto di costa circostante.
Per Maia, però, EcoBeach non è un semplice progetto imprenditoriale, ma il luogo della sua famiglia. La sua storia comincia infatti più di un secolo fa, esattamente nel 1912, quando il nonno della nonna di Maia, pescatore di professione, decide di costruire proprio qui, a ridosso della spiaggia e di fronte al Capo di Solanto, dove si praticavano la pesca del tonno e la mattanza.
“Proprio nei mesi della mattanza era necessario raggiungere rapidamente il Capo di Solanto, per dare manforte ai tonnaroti che risiedevano nel Castello di Solanto e lavoravano per la principessa Vanni Calvello. Ed era da questo portone che partivano le barche dirette verso il capo, pronte ad allestire i grandi castelli di reti”, racconta Maia indicando il portone del baglio. “Nel resto dell’anno, invece, la famiglia tornava alla pesca ordinaria”.
La casa nasce dunque in questo punto della costa non per il piacere della vista, come si potrebbe pensare oggi, ma per necessità. Tutto si sviluppa infatti attorno a un baglio protetto da un muraglione costruito già in quegli anni, una casa concepita per difendersi dalla forza del mare. Quello che oggi è uno degli spazi del resort era in origine un pollaio, parte di una piccola economia di sussistenza divisa tra mare, pollaio e giardino. Nel tempo, ovviamente, tutto si è trasformato.
Il nuovo capitolo comincia nel 2019, quando Maia e Giulio decidono di recuperare un luogo che negli anni era diventato un angolo dimenticato, mortificato dai rifiuti. Dopo un lungo iter burocratico, EcoBeach apre quattro anni fa.
Il menu del ristorante è curato dalla chef Giulia Spataro, classe 1991, bagherese di nascita. La sua storia tra i fornelli comincia a Londra, nella cucina di un pub, dove entra senza alcuna esperienza. È in quell’occasione che Giulia scopre l’adrenalina legata al lavoro in cucina. In Inghilterra incontra lo chef Andrea Mantovani, veronese d’origine con alle spalle collaborazioni con diversi ristoranti stellati londinesi. Quando lui decide di aprire una piccola catena di locali, si avvale dell’aiuto di Giulia nel ruolo di executive chef.
“È grazie ad Andrea se sono qui adesso. Lui è stato il mio mentore a Londra, mi ha insegnato tutto ciò che so”, racconta Giulia.
Dopo aver spaziato tra influenze giapponesi, olandesi e peruviane, Giulia sceglie di concentrarsi sulla cucina italiana, arricchita dalle contaminazioni assimilate durante le esperienze all’estero. Tornata a Bagheria quattro anni fa, sposa da subito il progetto di EcoBeach. Inizialmente apre anche un proprio locale, che decide di chiudere lo scorso anno per concentrare energie e creatività sulla cucina di Maia e Giulio.
La proposta gastronomica riflette questo bagaglio di viaggi e ritorni, con una cucina italiana contemporanea, capace di cambiare nel corso della giornata e di adattarsi a esigenze e budget differenti. Grande attenzione è riservata anche all’inclusività, con piatti vegetariani e vegani e varianti prive di glutine per le persone celiache.
Arrivati in orario di pranzo, abbiamo avuto la fortuna di sederci sulla pedana in legno sul mare e goderci l’esperienza gastronomica a due passi dall’acqua. Lo spazio ospita circa cinquanta persone, ma EcoBeach vive visceralmente seguendo le condizioni meteorologiche, il ritmo della natura e la forza del mare. Quando il tempo lo permette, si aggiungono altre venti sedute direttamente sulla sabbia, per pranzare o cenare con i piedi nell’acqua.
Il pesce è sicuramente protagonista del menu. Partiamo da alcuni antipasti, come le ostriche marinate, le crocchè di cernia locale, richiamo diretto alla tradizione siciliana arricchito da una maionese alle cozze e da un battuto di gambero di Porticello, e infine il tiradito di ricciola marinata, che porta nel piatto l’influenza della cucina peruviana. E poi di nuovo la cernia, questa volta alla brace, servita con beurre blanc alle ostriche e un battuto di cozze.
Assaggiamo anche la kofta di tonno, servita con hummus, babaganoush e chapati, simbolo di un’idea del cibo come occasione di incontro e unione. “Abbiamo voluto inserire questo piatto come omaggio alla cucina del Medio Oriente e anche alla pace tra i popoli”, spiega Maia. Un grande classico del ristorante è anche il Cous Cous Royale, preparato seguendo l’antica ricetta della nonna di Maia.
Un ruolo centrale è affidato alle salse, sulle quali Giulia concentra gran parte del suo lavoro. “Potrebbe essere una saucier”, racconta Maia, sottolineando la capacità della chef di costruire accompagnamenti che legano la materia prima alle diverse influenze della sua cucina.
Finiamo in bellezza con due dolci, nei quali emergono ancora una volta le influenze che caratterizzano la cucina di Giulia. Una ganache ai frutti tropicali aromatizzata al basilico e una cheesecake al Malibu chiudono il percorso.
La proposta accompagna l’ospite durante l’intero arco della giornata. Dalle 8.30 alle 11.30 viene servita la colazione, tra croissant, proposte salate e le più siciliane granite con brioche. A pranzo e a cena, al menu del ristorante si affiancano alternative più informali, dalle insalate ai piatti unici, fino allo street food con burger di pesce e fritti da spiaggia.
Al tramonto EcoBeach cambia ancora volto e lascia spazio all’aperitivo. Vengono servite tapas di mare e di terra pensate per la condivisione, insieme a cocktail della casa di ispirazione siciliana e grandi classici internazionali.
Ad accompagnare la cucina c’è una carta dei vini curata dalla stessa Maia. “La filosofia nasce dalla volontà di uscire dalle logiche puramente commerciali, privilegiando piccoli vignaioli, produzioni artigianali e realtà orientate al biologico e al biodinamico. Cerchiamo vini personali, capaci di raccontare un territorio e la visione di chi li produce. È una carta costruita sulla ricerca e sulle affinità, più che sulla notorietà delle etichette, coerente con la nostra idea di ristorazione eroica”, afferma Maia.
C’è infine una novità. Dal primo novembre sarà possibile conoscere anche la versione invernale di EcoBeach. Il nuovo locale di Maia e Giulio, sempre con Giulia in cucina, si chiamerà Tabaccheria – Bottega contemporanea e nascerà in piazza Anime Sante a Bagheria, di fronte all’omonima chiesa. Una vecchia tabaccheria recuperata attraverso un restauro conservativo, con cucina a vista e una chef’s table ricavata dal bancone originario.
ECOBEACH RESTAURANT
Contrada Fondachello 11
Santa Flavia (PA)
Tel. 352.0258710
Giorno di chiusura: nessuno (a settembre il martedì)
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
Posteggio: no