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Eventi e iniziative

Va in archivio Terra Madre 2026, Torino capitale della biodiversità alimentare: tutti i numeri

28 Settembre 2026
Terra Madre 2026, uno dei momenti del grande evento Terra Madre 2026, uno dei momenti del grande evento

Quattro giorni di incontri, degustazioni, mercati e confronto tra produttori, contadini, pescatori, cuochi, giornalisti e appassionati. Si è chiusa a Torino l’edizione numero 16 di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata per celebrare anche i 40 anni di Slow Food e i 30 anni del Salone del Gusto. Un’edizione che ha portato nel centro della città persone e comunità provenienti da tutto il mondo, unite dal tema della biodiversità e dalla difesa di un sistema alimentare più sostenibile.

Il claim “Biodiversity – Be Diversity” ha accompagnato una manifestazione che ha trasformato strade, piazze, cortili e luoghi della cultura torinesi in spazi di incontro. Il tema della biodiversità è stato al centro anche della cerimonia inaugurale, durante la quale il presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza di una grande alleanza tra chi produce, trasforma e consuma il cibo per tutelare la diversità e promuovere la pace.

“In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, la diversità è il punto di partenza per immaginare una società globale fondata sull’apertura, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà”, ha dichiarato la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. Il cibo, ha aggiunto, può rappresentare uno strumento di dialogo tra i popoli e la produzione alimentare un’occasione per costruire un rapporto più equilibrato con le risorse naturali.

Un evento internazionale nel cuore di Torino

I numeri restituiscono la dimensione internazionale della manifestazione: 1.500 delegati della rete Terra Madre provenienti da 120 Paesi, oltre 600 espositori tra produttori, artigiani, birrifici e realtà dello street food, più di 130 Presìdi Slow Food e oltre 700 studenti coinvolti nelle attività educative.

Il programma ha raccolto circa 1.000 appuntamenti, tra 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto, più di 60 Appuntamenti a Tavola e oltre 400 iniziative organizzate negli spazi di partner, Regioni e istituzioni. A questi si sono aggiunte le attività di Terra Madre Off, con oltre 90 realtà torinesi coinvolte tra ristoranti, associazioni, spazi culturali e case di quartiere.

Grande partecipazione anche agli appuntamenti professionali: circa 400 buyer e operatori del settore hanno preso parte alle attività realizzate con il supporto di ICE-Agenzia e della Camera di commercio di Torino.

“La scelta di vivere questa manifestazione nel cuore della città si è rivelata vincente”, hanno sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Paolo Bongioanni e Marco Gallo, evidenziando il ruolo della manifestazione nel promuovere le produzioni agroalimentari e la biodiversità piemontese.

Per la città di Torino, l’edizione ha rappresentato anche una grande prova di partecipazione: oltre 600 volontari hanno collaborato alla gestione dell’evento, insieme a più di 100 studenti dell’Istituto Alberghiero Colombatto e agli studenti dell’Istituto Gioberti impegnati nelle attività educative.

Dall’Arca del Gusto alle Terre Alte

Tra i progetti presentati durante Terra Madre c’è anche il lavoro dedicato all’Arca del Gusto, con i 18 volumi che raccolgono prodotti e tradizioni a rischio di estinzione censiti dalla rete Slow Food. Gli Atlanti, realizzati con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Ismea, dei Borghi più Belli d’Italia e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, saranno ora portati nelle associazioni territoriali, nei mercati, nelle osterie, nelle scuole, nelle università e nelle biblioteche.

Il lavoro proseguirà anche sulle Terre Alte, che rappresentano circa il 70% del territorio italiano e custodiscono una parte importante della biodiversità agricola e alimentare.

A fine ottobre partirà il programma di lezioni online della Scuola di Terre Alte, destinato ai giovani italiani e propedeutico ai laboratori in presenza nelle aziende agricole tra Alpi e Appennini. Il progetto, sostenuto dal Fondo Carta Etica di UniCredit, prevede inoltre percorsi dedicati ai mestieri tradizionali per studenti tra i 13 e i 19 anni in Lombardia e Basilicata.

Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, prenderà invece il via la campagna “Terre AltRe. Riabitare e resistere”, sostenuta dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. Per oltre un mese la rete Slow Food organizzerà in tutta Italia visite, laboratori e attività dedicate a pascoli, alpeggi, boschi, castagneti e alle comunità che ne custodiscono produzioni e tradizioni.

Il cibo come strumento di dialogo

Per Edward Mukiibi, riconfermato presidente di Slow Food durante l’Assemblea dei partecipanti, l’eredità di Carlo Petrini passa dalla consapevolezza che il cibo non può essere separato dalle condizioni ambientali, sociali e politiche in cui viene prodotto e consumato.

“Non può esserci giustizia alimentare senza pace, né pace duratura senza giustizia”, ha affermato Mukiibi, indicando nella diversità, nella solidarietà e nella cooperazione alcuni dei principi sui quali costruire sistemi alimentari più equi. È una visione che Slow Food intende portare avanti anche dopo la chiusura di Terra Madre, attraverso la propria rete internazionale e i progetti rivolti alle nuove generazioni, alla biodiversità e alle aree rurali.

L’edizione 2026 si chiude così con il ringraziamento alle istituzioni, ai volontari, alle scuole, alle realtà culturali, ai commercianti e ai cittadini di Torino che hanno contribuito ad accogliere la manifestazione. Un’edizione che ha riportato il mondo del cibo nel cuore della città e che lascia in eredità soprattutto una rete di progetti destinati a proseguire nei prossimi mesi. Appuntamento al 2028.