Sono 25 i nuovi ristoranti entrati nella selezione della Guida Michelin Italia nel mese di ottobre, con indirizzi distribuiti lungo tutta la Penisola, dalle montagne dell’Alto Adige alle coste della Sicilia, passando per le città d’arte, i borghi storici e le campagne del Centro Italia. Una selezione che racconta la varietà della ristorazione italiana, tra trattorie legate alla tradizione, bistrot contemporanei, cucine d’autore e locali che fanno del rapporto con il territorio il proprio punto di forza.
Tra le new entry di ottobre spicca anche la Sicilia, con Bàtu a Taormina e Don Ciccio a Giardini Naxos, due indirizzi molto diversi tra loro, accomunati dal legame con il territorio e con la cucina mediterranea. Ma le novità coinvolgono numerose altre regioni, con una particolare presenza di locali in Alto Adige e in Toscana.
Dal Veneto alla Toscana, tra tradizione e nuove interpretazioni
In Veneto entra nella selezione Antica Osteria Al Forno, a Refrontolo, in provincia di Treviso, un locale che affonda le proprie radici nell’Ottocento. In Toscana, a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze, debutta Al 588, ristorante del Borgo I Vicelli dove – come si evince leggendo ciò che scrive la Guida Michelin – lo chef Andrea Perini valorizza ingredienti stagionali e carni selezionate, con particolare attenzione alla brace e alle produzioni locali.
A Castellina in Chianti, nel Senese, Oltre Osteria, all’interno della tenuta vitivinicola Rocca delle Macìe, propone una cucina contemporanea attenta alla stagionalità, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle materie prime, come scrive la Michelin a proposito del ristorante. A Pistoia arriva invece Baldo Vino, il progetto che riunisce in un palazzo seicentesco lo chef Marco Cahssai, la direttrice di sala Martina Mattioli e il patron Francesco Balloni. Accanto alla cucina d’autore, il locale offre una cantina di circa 3.000 etichette.
C’è poi Ponente, a Urbino, nelle Marche, che merita una menzione a parte per la sua posizione panoramica all’interno dell’Aura Relais. La cucina si muove tra tradizione locale e suggestioni più ampie, in un contesto dove il paesaggio collinare contribuisce all’esperienza gastronomica.
Alto Adige, tre indirizzi tra montagne e creatività
L’Alto Adige è una delle aree più rappresentate nelle nuove segnalazioni, con tre ristoranti che interpretano la cucina in modi differenti. A Bolzano, Gries 13 è un bistrot con anima da wine bar, caratterizzato da una proposta eclettica che spazia tra mare e terra, accompagnata da una selezione di vini e da un ambiente informale.
A Burgusio, Mamesa, all’interno dell’hotel Weisses Kreuz, propone un unico menu degustazione firmato dallo chef Marc Bernhart, che definisce la propria filosofia “Glocal”: prodotti del territorio, sensibilità contemporanea e suggestioni mediterranee e internazionali. A Castelrotto, Lampl Stube, nel boutique hotel Lamm, porta invece la cucina di montagna verso interpretazioni contemporanee.
Dall’Emilia-Romagna al Trentino, il valore della cucina di territorio
In Emilia-Romagna, a Fidenza, in provincia di Parma, entra in Guida Osteria di Fornio, indirizzo di campagna che punta su paste fresche fatte in casa, carni selezionate e dolci della tradizione. A Mondaino, sulle colline riminesi, Origini si distingue per la cucina creativa dello chef Filippo Benelli, mentre a Senigallia, nelle Marche, Bruna Bistrò celebra la tradizione marinara regionale.
A Pergine Valsugana, in Trentino, Osteria Storica Morelli custodisce invece il patrimonio gastronomico di una trattoria ospitata in un edificio del Cinquecento. Nelle Marche, a Ripatransone, Colle Serrano propone un’esperienza gastronomica immersa in una tenuta di 70 ettari tra vigneti e uliveti. A Giulianova, in Abruzzo, Rotta Cucina e Ristoro, ospitato in un albergo liberty degli anni Venti, è il nuovo progetto dello chef Gianluca Durillo, che rilegge la tradizione abruzzese con creatività e tecnica.
Lazio, Liguria e Lombardia: le altre novità
Nel Lazio, a Latina, Madre è il progetto di una giovane coppia che propone una cucina contemporanea, attenta alla stagionalità e capace di spaziare tra mare e terra. A Terracina, Seguire le Botti, nato dall’esperienza della Cantina Sant’Andrea della famiglia Pandolfo, rappresenta invece l’espressione gastronomica di un progetto rurale che riunisce vigneti, allevamenti, apiari e produzione di olio extravergine.
In Liguria, nell’entroterra genovese, Trattoria Rensin, a Campomorone, porta avanti una tradizione familiare fatta di ricette regionali, paste fresche tirate a mano e specialità marinare, tra cui le lasagne verdi al pesto.
In Lombardia, a Sala Comacina, sul lago di Como, Roteo, all’interno dell’albergo Musa, propone una cucina tecnica e creativa, frutto delle esperienze internazionali dei due giovani cuochi, con una particolare attenzione al pesce d’acqua dolce.
Sicilia protagonista: da Taormina a Giardini Naxos
La Sicilia è tra le regioni che attirano l’attenzione in questa tornata di segnalazioni, con due indirizzi sulla costa messinese. A Taormina c’è Bàtu: qua lo chef Luca Miuccio firma una cucina creativa, legata alla stagionalità e al mondo vegetale, con due menu degustazione da otto portate. Uno interamente vegetariano e l’altro aperto anche a pesci e carni di pregio. L’esperienza è completata da percorsi personalizzati di cocktail pairing.
A Giardini Naxos, Don Ciccio rappresenta invece l’anima più classica della ristorazione di mare. Affacciato sul lungomare, con una veranda aperta sulla passeggiata e il pescato del giorno esposto all’ingresso, propone crudi, primi di pesce e grigliate, puntando sulla freschezza delle materie prime e sulla semplicità delle preparazioni.
Dalla Puglia alla Sardegna, passando per il Veneto
In Puglia, a Martina Franca, Atempo è una giovane insegna guidata dallo chef Giovanni e dal maître Martino. La proposta valorizza i prodotti stagionali pugliesi attraverso una cucina contemporanea, attenta alla presentazione e all’equilibrio dei sapori.
In Sardegna, a Narcao, nel Sulcis, Origini racconta la cucina isolana attraverso la creatività di Antonella Orioni e l’accoglienza di Efisio. I piatti mantengono un forte legame con le materie prime locali, come dimostrano i gigli di pasta fresca al ragù di guanciale e ginepro stagionato e la quaglia al lentischio. A Pula, Don Carlo, all’interno del Sant’Efis Hotel, propone invece una cucina mediterranea che valorizza le produzioni sarde, in una posizione privilegiata davanti al mare.
A Venezia, El Magazen Osteria Contemporanea unisce l’atmosfera di un locale affacciato su un canale alla cucina tradizionale veneziana, riletta con tocchi contemporanei. La gestione familiare, con Yasmiin ai fornelli e il marito Nino in sala come sommelier, accompagna una proposta che comprende anche piatti da condividere davanti a un calice di vino. Infine, a Vieste, in provincia di Foggia, entra in Guida La Ripa, ristorante ricavato in un suggestivo complesso scavato nella roccia, un tempo sede di un convento quattrocentesco.
L’elenco completo
Antica Osteria Al Forno — Refrontolo (Treviso)
Al 588 — Bagno a Ripoli (Firenze)
Gries 13 — Bolzano
Mamesa — Burgusio (Bolzano)
Oltre Osteria — Castellina in Chianti (Siena)
Lampl Stube — Castelrotto (Bolzano)
Osteria di Fornio — Fidenza (Parma)
Don Ciccio — Giardini Naxos (Messina)
Rotta Cucina e Ristoro — Giulianova (Teramo)
Madre — Latina
Atempo — Martina Franca (Taranto)
Origini — Mondaino (Rimini)
ORIGINI — Narcao (Sud Sardegna)
Osteria Storica Morelli — Pergine Valsugana (Trento)
Baldo Vino — Pistoia
Colle Serrano — Ripatransone (Ascoli Piceno)
Don Carlo — Pula (Cagliari)
Roteo — Sala Comacina (Como)
Bruna Bistrò — Senigallia (Ancona)
Bàtu — Taormina (Messina)
Seguire le Botti — Terracina (Latina)
Ponente — Urbino
Trattoria Rensin — Campomorone (Genova)
El Magazen Osteria Contemporanea — Venezia
La Ripa — Vieste (Foggia)